Corso aspiranti guide alpine della Lombardia, le tecniche di salita

Ezio Marlier e l'Alpine Ice Tour seconda giornata in visita al Corso di formazione aspiranti guide alpine del Collegio Regione Lombardia, in alta Val Malenco. Oggi con Fabio Salini e Nicolò Berzi si parla di fonfamentali e posizione a triangolo...
Alpine Ice Tour

Ezio Marlier e l'Alpine Ice Tour seconda giornata in visita al Corso di formazione aspiranti guide alpine del Collegio Regione Lombardia, in alta Val Malenco. Oggi con Fabio Salini e Nicolò Berzi si parla di fonfamentali e posizione a triangolo...

Mercoledì 11 gennaio 2006

Inizia la seconda e purtroppo ultima giornata da trascorrere insieme. Il corso della Lombardia in questa giornata saluta Marlier che è rimasto, gradito ospite, ad assistere alla prima lezione di didattica, tecnica di arrampicata su ghiaccio.

La didattica della progressione in cascata si differenzia, in parole povere, in due paragrafi. Il primo definito “progressione fondamentale” ed il secondo “progressione a triangolo”. La seconda progressione, quella a triangolo, viene dimostrata su terreno verticale, mentre la “fondamentale” che prendiamo in esame oggi, su terreno più appoggiato. L'arrampicata su ghiaccio in particolare, è un'alternarsi di posizioni statiche intervallate da una certa sequenza di movimenti in progressione. Qualsiasi bravo arrampicatore è in grado, a seconda del terreno, di adattare la propria figura alla superficie, assumendo la posizione migliore sul flusso della cascata.

Sui banchi di scuola questa mattina, nonostante non funzionassero i riscaldamenti, non si sono piazzati solo gli allievi del corso aspiranti, ma anche Ezio “aggressiv” Marlier. Viene da sorridere vero? Ma le sorprese in questo ice tour sembrano esserci, proprio a cominciare da oggi.

Stimolati dal direttore tecnico Andrea Sarchi, i tre giovani istruttori Berzi, Fiorelli, Salini, cercano di affrontare l'argomento “tecnica di progressione” evitando il più possibile la lezione frontale (io spiego, tu impari). Vengono così proposti una serie di esercizi, detti “di sensazione” mirati all'apprendimento della tecnica. Ezio si mette in gioco senza paura e insieme agli allievi del corso esprime le sue sensazioni, dichiarando di capire finalmente, il perché di certe posizioni sul ghiaccio. Grande la sorpresa generale, sia da parte nostra, sia da parte dei ragazzi, ma il vecchio Ezio è lì che strizza l'occhietto e sembra voler dire che per questa volta è stato al gioco….

La teoria viene poi applicata salendo la divertente cascata Lo Scivolo, posta immediatamente a sinistra della più imponente Terrordactyl. La salita si presta ottimamente per lo scopo didattico e serve a dare vita a conferme e smentite sulle posizioni teoriche prese durante il lavoro svolto oggi. Non dare mai nulla per scontato in ambiente, rimane sempre un imperativo.

Alla fine della giornata mi ricordo accenni di buona educazione e presento Ezio ai ragazzi, mi ero dimenticato di farlo ufficialmente il giorno prima. Sono da panico! Mi scuso con lui e con loro. Non so proprio come presentarlo. Abbozzo un “non ha certo bisogno di presentazioni” e inizio ad esporre il suo progetto, l'Alpin Ice Tour, ma loro già sanno, i ragazzi, così lui fa segno di tagliare corto e saluta tutti.

Allontanandosi invita alcuni degli allievi ad unirsi all'Ice tour ospitandolo nelle loro zone di residenza. Quasi tutti sono lombardi, due piemontesi. Un breve giro di saluti e prima di andare Ezio mi ricorda di affilare le picche per qualche cascata “bastone” che vorrebbe salire a febbraio insieme a me.
Io sono pronto, non vedo l'ora di legarmi, come sempre!
Buona “dinamica” a tutti.

Fabio Salini


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