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Scialpinismo tra Gran Sasso e Sibillini: Comba Ovest del Monte Prena
Fotografia di Antonio-Palerni
Scialpinismo tra Gran Sasso e Sibillini: P. Sevo scende nel Fosso Bucetto (di fronte sulla sinistra C. Lepri ed Jaccio Porcelli)
Fotografia di archivio Alberto Sciamplicotti
Panoramica dalla Cima del Gorzano, a sinistra Pizzo di Moscio, al Centro il Monte Spaccato e a destra la valle della Fiumata
Fotografia di Alessandro De Ruvo
La copertina del libro Skialp tra Gran Sasso e Sibillini, Appennino ripido ed esplorativo vol.1, scritto da Cristiano Iurisci, Fabrizio De Angelis, Rinaldo Le Donne (Edizioni Versante Sud, 2020).
Fotografia di Edizioni Versante Sud

Il gioco del ripido e dell’esplorazione in Appennino

La recensione di Alberto Sciamplicotti del libro Skialp tra Gran Sasso e Sibillini, Appennino ripido ed esplorativo vol.1, scritto da Cristiano Iurisci, Fabrizio De Angelis, Rinaldo Le Donne (Edizioni Versante Sud, 2020).

E’ innegabile l’interesse che suscita tutto l’Appennino nella sua vesta più squisitamente invernale. Forse perché finalmente comincia ad essere accettato che queste montagne non siano un "ripiego" rispetto alle più blasonate Alpi, ma un ambiente semplicemente diverso, un altro territorio, con conformazioni e caratteristiche sue.

Acclarato ciò, le pubblicazioni relative alle attività da svolgersi su queste montagne, colonna vertebrale d’Italia, hanno visto un deciso proliferarsi negli ultimi anni. Pubblicazioni non legate per di più a una diffusione solo locale ma disponibili a livello nazionale. Il loro numero è cresciuto in modo quasi esponenziale e fra di loro sono molti i volumi dedicati allo scialpinismo. Nonostante questo, rimaneva un grande buco da colmare in questo spazio editoriale e il lavoro di Iurisci, De Angelis e Le Donne è fortunatamente arrivato a colmarlo.

L’Appennino è una realtà formata da diversi gruppi montuosi dove gli itinerari dedicati allo sci sono stati sempre cospicui, tanto che molti di questi sono oramai considerati dei classici e sono quelli che sono stati descritti in gran parte delle guide precedenti. Questo lavoro ha invece il pregio di concentrarsi sulla descrizione di linee di salita e discesa con gli sci dotate di un appeal particolare, quello dato dalla difficoltà intrinseca di uno sci volto alle pendenze più ripide e spesso lungo itinerari poco frequentati. Soprattutto ha un valore nuovo rispetto alle precedenti guide di itinerari di scialpinismo in Appennino: prova a creare una relazione costruttiva con il lettore, cercando di trasformarlo da semplice fruitore di un prodotto cartaceo a consapevole ricercatore ed esploratore con gli sci ai piedi.

Non è un mero elenco di discese ripide, ma quasi una scuola di cognizione, in cui se gli autori forniscono delle indicazioni (assolutamente precise fra l’altro) per la ripetizione di un itinerario, il lettore di suo fornisce e le confronta con la maturità acquisita lungo anni di pratica, "dove la lettura della neve, della sua qualità e quantità e dei suoi pericoli diventano la parte fondamentale se non essenziale di una gita." Un percorso di conoscenza dello sciare in neve libera e non battuta, su pendenze ripide o su itinerari esplorativi che ha come obiettivo quello di portare a una crescita della maturità individuale in questa attività.

Proprio per questo la parte iniziale, dedicata alla classificazione delle difficoltà degli itinerari è trattata in maniera quanto più possibile esaustiva. Ancor di più quella che tratta del meteo e della nivologia in Appennino: vero piccolo trattato su questo argomento costruito in modo tale da permettere a tutti di addentrarsi fra nozioni e termini forse non usuali alla maggior parte degli sciatori, ma fondamentali per chi vuole acquisire quella consapevolezza dell’ambiente in cui si svolge l’azione e che porta a godere con maggiore tranquillità gite ed escursioni assolutamente impegnative. Perché, come scritto dagli autori nella prefazione di questo lavoro "La neve infatti cancella ogni segnaletica, e rende tutto come un enorme foglio bianco nel quale lo scialpinista può sprigionare tutta la sua fantasia. E quel che resta del suo passaggio è una traccia effimera, per cancellare la quale a volte basta solo un poco di vento, o un caldo sole primaverile o una nuova nevicata. Questo forse è l’essenza del perché di questa attività: sempre mutevole e sempre diversa, anche facendo lo stesso itinerario."

di Alberto Sciamplicotti


Skialp tra Gran Sasso e Sibillini
Appennino ripido ed esplorativo
Cristiano Iurisci, Fabrizio De Angelis, Rinaldo Le Donne
Edizioni Versante Sud
Pag.416 – 32,00 euro

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