Pietro Vidi ripete Free Zodiac su El Capitan in Yosemite
Pietro Vidi ha trovato in Yosemite il suo terreno d'elezione. Dopo la seconda salita in libera di Lurking Fear nella primavera del 2025 (a 25 anni di distanza dalla prima libera di Tommy Caldwell) e la ripetizione della Pre‑Muir Wall lo scorso autunno, il climber trentino si è ora aggiudicato una veloce ripetizione di un'altra storica big wall su El Capitan, la Free Zodiac. Situata sulla parete sud‑est, la via era stata aperta in solitaria da Charlie Porter nel novembre 1972 e liberata nel 2003 dai fratelli Thomas e Alexander Huber con difficoltà massime fino all'8b. Tommy Caldwell ne aveva firmato la prima ripetizione qualche settimana più tardi, mentre Jacopo Larcher e Babsi Zangerl la seconda nel 2016. Vidi ha salito la via con il supporto di Alessandro Larcher, in soli quattro giorni e in ground‑up, dopo aver portato il materiale fino al primo campo. Ecco tutti i dettagli.
ZODIAC FREE
L'obiettivo del trip, in verità, era The Nose. L'anno scorso mi ero calato dall'alto, avevo fatto Changing Corners molto velocemente, ero motivato e sapevo di potercela fare. Così ho convinto Alessandro Larcher a venire con me per un mini‑trip di due settimane.
Appena arrivati in valle, siamo saliti subito su The Nose. Abbiamo passato un giorno sulla parte bassa, poi siamo arrivati fino al Great Roof. Purtroppo il tetto era completamente fradicio, con le alghe nelle prese. Così, per forza di cose, abbiamo deciso di cambiare via.
A questo punto, tra una cosa e l'altra, avevamo già speso 5‑6 giorni del viaggio. L'idea di provare una via molto dura – tipo Magic Mushroom o qualcosa di ancora più difficile – era fuori discussione. Allo stesso tempo, però, non avevo voglia di fare una delle big wall più facili, come El Niño, Golden Gate o Free Rider. L'unica soluzione, in verità, era Zodiac.
Non ero mai stato troppo attratto dalla Southeast Face e dal lato destro di El Capitan, un po' più basso e meno iconico del resto. Però sapevo che Jacopo Larcher e Babsi Zangerl l'avevano salita, che era mega simbolica, ce l'avevo sempre in testa e mi sembrava un ottimo progetto. Abbiamo cominciato a prenderla seriamente in considerazione. Il giorno stesso della decisione, però, ha piovuto e ha bagnato tutta la prima parte della via – era una mega colata!
Per guadagnare tempo, abbiamo deciso di fare in artif i primi sei tiri. Sono completamente diversi dalla variante in libera, ma poi si ricongiungono più in alto. L'unico tiro in comune è il settimo, che Ale ha fatto da primo. Io l'ho giumarato con le scarpe da ginnastica. Abbiamo fatto il pre‑hauling fino a quel tiro – che è una bella cengia – poi siamo scesi e siamo partiti per il push. Io lo considero una salita ground‑up, perché non avevo mai scalato la via normale e la via artificiale è completamente diversa. Avevamo solo fatto il pre‑hauling.
Nel push, c'è un tiro di 5.13a abbastanza facile, che però ho sbagliato a-vista e ho dato al secondo giro. A parte qualche tiro completamente fradicio – che diciamo è stato interessante – tutto è filato liscio fino al primo campo su quella grande cengia, dove abbiamo dormito. La sera sono addirittura riuscito a dare il primo 13b, nel cosiddetto White Circle. I tiri duri della via sono quattro, tutti in fila all'interno del White Circle: un sistema di diedri e face climbing da seguire per quattro tiri di fessura.
La sera del primo giorno, dopo una bella lotta, sono riuscito a fare il primo tiro chiave al secondo giro. Il secondo giorno ho dato il secondo 13a, sempre al secondo giro: non c'è magnesio, sono complicati da proteggere, bisogna mettere qualche pecker, e farli a-vista è praticamente impossibile. Sempre la sera del secondo giorno, ho anche scalato il terzo tiro, uno dei due più duri. È un diedro senza prese, tutto in stemming, molto corto in realtà – solo 5‑6 metri di duro. Mi ricordava molto il tiro di Pre‑Muir: tante spalmate, piedi sempre sul nulla. Il diedro ha un'uscita più facile, ma è stata piuttosto intensa perché c'è una mega lama che anni fa era stata rinforzata con della sikka. Con il tempo la sikka si è rotta, e la lama fletteva tantissimo – faceva paura. Alla fine sono riuscito a evitarla con una sequenza più dura.
La mattina del terzo giorno ho provato il Nipple Pitch, il tiro chiave di 8b. È un tiro leggermente in traverso, su una fessura sottilissima con qualche pin scarso nel tettino. Molto fisico, molto di bicipite, e con piedi inesistenti – come del resto tutta la via. Al primo giro l'ho montato, perché mettere le protezioni è abbastanza complicato. Al secondo giro mi è scivolato un piede in partenza. Al terzo giro, inaspettatamente, l'ho fatto, con una grande lotta. Come tutti gli altri tiri, del resto: li ho fatti tutti al secondo giro senza essermeli riguardati bene. Sono state tutte belle lotte!
Ci siamo calati e, come sempre, abbiamo riposato tutto il giorno sul portaledge. Di giorno facevano 30°C – alcuni giorni era davvero inscalabile. Potevamo arrampicare solo fino alle 10 del mattino o dopo le 4 del pomeriggio. Poi abbiamo anche fatto ancora un paio di tiri, tra cui un 5.12d che Ale ha fatto da primo.
L'ultimo giorno mancava un altro 5.13, un tiro incredibile con passaggi da campus. Anche quello è andato bene. Devo dire che siamo usciti senza grossi intoppi, è andato tutto molto liscio – inaspettatamente liscio. Me l'aspettavo dura, dopo aver letto il report di Jacopo e Babsi e di quel ragazzo americano che ci aveva messo 14 giorni di push. Invece era molto il mio stile: tecnico, con passaggi boulderosi, molto fisici.
La via è incredibile. Ed è molto particolare per essere su El Capitan: la parete strapiomba non poco, quasi tutti i tiri sono strapiombanti, i sacconi quasi non toccano mai la roccia. Insomma, abbastanza atipica per El Cap, ma i tiri restano comunque molto tecnici.
Per Ale era il primo trip a Yosemite. Anche lui aveva una mezza idea di salire la via in libera, poi molto velocemente è passato in modalità supporto. È stato un grande aiuto. Per quanto mi riguarda, mi sto abituando bene allo stile dello Yosemite. The Nose dovrò provarla più avanti, mi sa. Ho tanti progetti nella valle e tornerò sicuramente per un trip lungo quest'autunno.
- Pietro Vidi, Yosemite
Vidi ringrazia: SCARPA, The North Face, Lyo Food




























