Alla Cima Settsass (Dolomiti) la via lunga Pizzeria Setsass di Fabiano Ardigo e Marcello Cominetti
Con il mio amico brasiliano, ma di origini decisamente italiane, Fabiano abbiamo deciso di passare una giornata un po’ fuori dai soliti giri ma non troppo lontano da casa. Abitando appena sotto Passo Falzarego è di indubbia attrazione la miriade di belle vie, anche di recente apertura come la magnifica Bio Rock, vicino a casa e con avvicinamento breve. Purtroppo su queste bellissime pareti si soffre un affollamento decisamente sopra ogni limite, anche se astutamente si possono dribblare gli assembramenti verticali con orari fuori norma che ovviamente qui non rivelo…
Quello a cui non si può sfuggire invece è l’inquinamento acustico proveniente dalla strada sottostante. Migliaia di motociclisti scambiano le Dolomiti per un circuito sportivo dove tutto è concesso e, come se non bastasse, circolano altrettante auto sportive d’ogni sorta che fanno a gara lungo i tornanti dei passi con sgommate e sgasate assordanti. Ormai si capisce da lontano quando arriva un “trenino” di supercar (quest’anno vanno di moda le McLaren) con cambio sequenziale e marmitta stile Le Mans. Oltretutto io sono appassionato di motori ma non posso concepire questa invasione dell’altrui libertà che da anni ci dobbiamo sorbire tra le montagne. Vi assicuro che il fastidio è enorme!
Le forze dell’ordine fanno poco o nulla e sono pronte a multarti per divieto di sosta se lasci l’auto fuori dai parcheggi a pagamento, nati come funghi negli ultimi 3-5 anni, mentre se voli a oltre 200 km/ora (non esagero. Il limite sui passi è di 60 km/ora) con la tua Ferrari fiammante difficilmente verrai fermato, non perché le forze dell’ordine tollerino tali azioni, intendiamoci, ma semplicemente perché brillano per la loro assenza nelle ore di “punta”.
Per non essere solo polemico, oltre che con i timpani e i testicoli decisamente provati, ho proposto al mio compagno di cordata Fabiano di andare a scalare in un posticino davvero speciale, il versante sud-ovest del Setsass che significa sette montagne. Alcune di quelle che si rivolgono verso sud-est sono già percorse da alcune belle vie come Stella Alpina e Sole e Metallo, ma la lunga bastionata della cosiddetta Montagna della Corte, che rivolge le sue pareti a sud-ovest, ha pochissime linee di salita (anche invernali) cadute nel dimenticatoio.
Fatto sta che la via ce la siamo fatta noi, per godere di quel bel posto silenzioso e decisamente panoramico. L’accesso passa nelle vicinanze del Rifugio/Hotel Pralongià, sullo spartiacque tra S. Corvara in Badia e Fodom Livinallongo (meglio conosciuta come valle di Arabba), dove gustarsi un caffè la mattina presto fa decisamente riconciliare con la vita per la bellezza del posto, nonostante i gestori non facciano del loro meglio per essere empatici.
La via risale il primo dei torrioni che si incontrano camminando sul sentiero numero 24 e poi 23 e inizia in corrispondenza di un’invitante fessura verticale e dritta molto evidente. Le protezioni alternano buoni chiodi, alcuni con cordino evidenziatore, a fix da 10mm. Qualche friend piccolo può essere utile a integrare sul secondo tiro che è molto facile (II e III grado), e non attrezzato, ma non è indispensabile. La roccia è buona lungo i tiri e gli appigli che si tirano sono sani, ma su alcune cenge c’è il solito detrito dolomitico che richiede un po’ di attenzione.
Si può scendere in doppia con una corda da 70m o due mezze, oppure a piedi verso nord lungo il sentiero del Setsass o mediante un canalone detritico più breve ma meno comodo. Se avete con voi le scarpe da avvicinamento potrete raggiungere la cima del Setsass che è davvero un bel posto e non è molto frequentata.
Il nome della via è dovuto alla simpatia che provo per il gestore della Pizzeria Setsass di Arabba, Renato Roilo, un locale d’altri tempi, dove la semplicità si abbina a pizze di qualità eccelsa. Provare per credere, magari dopo la nostra vietta.
– Marcello Cominetti

































