Il calderone del Ghiacciaio del Grand Etrèt in Valsavarenche, 18/09/20205
Alberto Rossotto

Perdite contenute per il Ghiacciaio del Grand Etrèt in Valsavarenche

I rilievi effettuati sul Ghiacciaio del Grand Etrèt che chiude la testata della Valsavarenche nel Parco Nazionale del Gran Paradiso hanno evidenziato per la stagione 2024-2025 perdite contenute rispetto agli anni precedenti.
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Il calderone del Ghiacciaio del Grand Etrèt in Valsavarenche, 18/09/20205
Alberto Rossotto

Il monitoraggio annuale del Ghiacciaio del Grand Etrèt, condotto dal team dedicato del Corpo di Sorveglianza del Parco Nazionale Gran Paradiso, ha evidenziato per la stagione 2024-2025 perdite contenute rispetto agli anni precedenti.

L’abbondante innevamento di fine primavera ha in parte compensato gli effetti delle intense ondate di calore estive, permettendo la conservazione di alcune aree di neve residua — in particolare nel settore sommitale, oltre i 3050 metri di quota. Questa copertura nevosa ha anche impedito la misurazione diretta dell’avanzamento o arretramento frontale del ghiacciaio.

Le misurazioni eseguite il 18 settembre dai guardaparco indicano le seguenti perdite di spessore del ghiaccio:

- Palina I (2743 m): –58 cm
- Palina II (2796 m): –165 cm
- Palina III (2859 m): –192 cm
- Palina IV (2901 m): –30 cm
- Palina V (3027 m): –84 cm

La cosiddetta “strozzatura”, a quota 2940 metri, si è ristretta di circa 5 metri rispetto al 2024, raggiungendo ora una larghezza minima di 52 metri. Il “calderone”, invece, si è ampliato ed è ancora in parte colmato da neve stagionale residua.

Un sopralluogo intermedio, effettuato il 12 agosto, ha permesso di stimare il ritmo medio di fusione giornaliera del ghiaccio tra agosto e settembre, con valori compresi tra 2,4 e 3,3 centimetri al giorno.

Nel complesso, il ghiacciaio ha registrato un bilancio di massa negativo di –752 millimetri di acqua equivalente (w.e.), un dato moderatamente negativo ma migliore del 28% rispetto alla media 2000–2024 (–1050 mm w.e.).

Durante la stagione 2025, il ghiacciaio ha perso circa 86 centimetri di spessore medio, mentre dal 1999 la perdita complessiva raggiunge 31 metri di spessore.

In occasione del rilievo del 18 settembre, i guardaparco hanno inoltre realizzato un rilievo fotogrammetrico con drone, in collaborazione con ARPA Valle d’Aosta, per aggiornare il modello digitale della superficie del ghiacciaio. I dati, attualmente in elaborazione, permetteranno di confrontare il bilancio di massa geodetico con quello ottenuto tramite metodo glaciologico diretto.

Info: www.pngp.it




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