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Simon Gietl apre Aquädukt (IV, M5 650m) sul Wasserkopf, Vedrette di Ries (07/11/2020)
Fotografia di Wasserkopf, Vedrette di Ries, Simon Gietl, Davide Prandini
Simon Gietl apre Aquädukt (IV, M5 650m) sul Wasserkopf, Vedrette di Ries (07/11/2020)
Fotografia di Wasserkopf, Vedrette di Ries, Simon Gietl, Davide Prandini
Davide Prandini e Simon Gietl aprono Aquädukt (IV, M5 650m) sul Wasserkopf, Vedrette di Ries (07/11/2020)
Fotografia di Wasserkopf, Vedrette di Ries, Simon Gietl, Davide Prandini
Aquädukt (IV, M5 650m) sul Wasserkopf, Vedrette di Ries, aperta da Simon Gietl e Davide Prandini il 07/11/2020
Fotografia di Wasserkopf, Vedrette di Ries, Simon Gietl, Davide Prandini

Wasserkopf, nuova via di misto e ghiaccio nelle Vedrette di Ries per Gietl e Prandini

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Il 07/11/2020, appena prima che l’Alto Adige diventasse zona rossa per via del Covid, Simon Gietl e Davide Prandini hanno aperto Aquädukt (IV, M5 650m), una via nuova di misto e ghiaccio sulla parete nord della cima Wasserkopf (3135m), Vedrette di Ries, Alpi dei Tauri. La nuova via si unisce a 3/4 di altezza con la via aperta nel 1977 da Werner Beikircher e Hans Kammerlander. Il report di Prandini

Qualche giorno fa Simon Gietl ed io stavamo scalando in falesia quando discutendo di cosa potrebbe essere in condizione per una bella salita in quota, date le alte temperature dell’ultima decina di giorni, ci è venuta in mente la parete nord della cima Wasserkopf posta nella Gelltal (Val Fredda). A quel punto Simon mi ha guardato e mi ha immediatamente proposto di aprire una via nuova. Data la mia voglia di avventura e da chi mi stava facendo la proposta non ho saputo resistere.

Ci siamo ritrovati il 07 novembre all’ingresso della Gelltal ancora al buio per affrontare il relativamente lungo avvicinamento alla parete, baciati dalla luce della luna e da quella delle nostre lampade frontali. Arrivati sotto la parete ci siamo attrezzati per la salita preparando piccozza, ramponi, l’imbrago e naturalmente la corda. Abbiamo deciso di proseguire con un solo zaino per essere più leggeri e di conseguenza più veloci.

Abbiamo iniziato ad arrampicare intorno alle ore 7 con la prima luce del giorno. L’arrampicata si è dimostrata subito molto varia e divertente, prevalentemente su roccia abbastanza solida e qualche passaggio su (poco) ghiaccio. Nonostante la parete apparisse molto "secca" rispetto a come appare in primavera o in altra annate, la neve si è presentata molto omogena sulle varie cenge e soprattutto portante per poter piantare bene le piccozze.

Per tutta la prima parte della via abbiamo scalato principalmente su roccia, con passaggi a tratti atletici ma sempre molto divertenti, per superare le sezioni più ripide e impegnative che portano alle varie cengette sulla parete. La seconda parte della via si sviluppa per lo più su tratti ripidi innevati intervallati da qualche passaggio su roccia e misto.

Giunti a 2/3 di altezza siamo sbucati sul coloir nord-ovest (150m, 50°) per poi raggiungere la vetta tramite gli ultimi tiri della Kammerlander-Beikircher. In particolare per gli ultimi tiri sono richieste temperature basse e ghiaccio a sufficienza in quanto qui la qualità della roccia cambia; richiede la massima attenzione perché è abbastanza friabile.

Intorno alle 12 e un quarto abbiamo raggiunto la vetta al sole potendoci godere il bel panorama in una giornata cosi serena. La gioia è stata grande e dopo i consueti rituali di vetta siamo scesi lungo la via normale per recuperare il materiale lasciato alla base della parete e incamminarci verso valle. Intorno alle 15 abbiamo raggiunto le macchine coronando la fine di una bella avventura. Purtroppo non siamo riusciti a festeggiare con una buona birra al bar per via delle restrizioni riguardanti i locali pubblici.

Abbiamo scalato qualche tratto in simultanea usando il t-block, per l’intera via ci siamo assicurati solamente con protezioni veloci ad eccezione di due chiodi che sono stati usati su due soste e altri due chiodi per fare una sosta sull’ultimo tiro di uscita della Kammerlander-Beikircher. Tutti e 4 i chiodi sono rimasti in loco. Non sono stati usati spit.

Abbiamo scalato seguendo sempre la linea più logica e facile. Aquädukt risulta è una via omogenea di difficoltà moderate ma comunque molto divertente. Secondo noi avrebbe il potenziale per diventare una classica.

Per una ripetizione si consiglia una serie di friends dai più piccoli fino al numero 4 BD.

di Davide Prandini

Link: FB Simon Gietlwww.simongietl.it

SCHEDA: Aquädukt, Wasserkopf

SCHEDA: Hakuna Matata, Wasserkopf

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