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Pumari Chhish East, Pakistan, Christophe Ogier, Victor Saucede, Jérôme Sullivan
Fotografia di archive Jérôme Sullivan
Pumari Chhish East, Pakistan, Christophe Ogier, Victor Saucede, Jérôme Sullivan
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Pumari Chhish East, Pakistan, Christophe Ogier, Victor Saucede, Jérôme Sullivan
Fotografia di archive Jérôme Sullivan
Jérôme Sullivan, Christophe Ogier e Victor Saucede dopo la prima salita di Pumari Chhish East in Pakistan, giugno 2022
Fotografia di Christophe Ogier

Pumari Chhish East, prima salita in Pakistan per Christophe Ogier, Victor Saucede, Jérôme Sullivan

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Arrampicando in stile alpino dal 25 al 29 giugno 2022, gli alpinisti francesi Christophe Ogier, Victor Saucede e Jérôme Sullivan hanno effettuato la prima salita di Pumari Chhish East (6850m) in Pakistan. Chiamata 'The Crystal Ship', la via di 1600 metri percorre una linea tecnica e diretta lungo la parete sud della montagna. Il report di Sullivan.

Dal 25 al 29 giugno Christophe Ogier, Victor Saucede ed io siamo riusciti nella prima salita di Pumari Chhish East (6850 m circa), lungo una via diretta sulla parete sud.

Pumari Chhish East si trova sopra il ghiacciaio Hispar ed è circondata da maestose vette di oltre 7000 metri. La sua parete sud ha tre ripide prue granitiche e la sua cima è coronata da giganteschi funghi di neve. Nonostante ci siano stati molti tentativi in passato, la maggior parte si è arenata a causa del maltempo o del fatto che è molto difficile trovare una via sicura su questa complessa parete.

Dopo aver trascorso quasi un mese al campo base con i cuochi Mussa e Suliman guardando la neve cadere e cercando di acclimatarci, abbiamo finalmente ricevuto una previsione di bel tempo dal nostro meteorologo Karl Gabl.

A quel punto avevamo passato molte, molte ore a guardare le foto e a discutere le possibili linee di salita. Avevamo dedotto che le linee più evidenti erano troppo esposte al ghiaccio e alla neve che cadeva dalla corona di funghi in alto sulla montagna, e che solo i versanti più ripidi della parete sarebbero stati protetti. Salendo l'iniziale pendio nevoso di notte avremmo potuto raggiungere il tratto ripido, quando le temperature sarebbero poi aumentate.

Solitamente per il Karakoram, e ancor di più in questi ultimi anni, i periodi di bel tempo sono accompagnati da temperature molto elevate come si è visto lo scorso anno ad esempio sul K2. Abbiamo pensato però che avremmo preferito essere costretti a tornare indietro perché la scalata era troppo difficile, piuttosto che a causa della montagna che stava cadendo a pezzi su di noi. Dopo un mese di neve le condizioni erano tutt'altro che ottimali, ma almeno avevamo finalmente del bel tempo a disposizione!

Abbiamo iniziato la salita alle 2 del mattino e alla fine della giornata eravamo "in parete". Il ripido sistema di fessure che portava alla spalla ci ha tenuto impegnati per 3 giorni e ci ha offerto un paio di miseri bivacchi ed uno spettacolare bivacco su un fungo di neve. Il pilastro è stato molto sostenuto con 20 tiri di misto e spesso con tratti in artificiale su fessure sottili e tratti strapiombanti.

Gli ultimi tiri per accedere alla spalla erano i più complicati e, prevedendo queste difficoltà, avevamo portato con noi delle scarpette da roccia. Tre tiri intorno al 6b su roccia ripida e a tratti strapiombante ci hanno finalmente fatti arrivare sulla spalla della montagna, dove un ultimo bivacco e 250m di terreno facile ci hanno portato in vetta.

Ogni notte pensavamo di raggiungere un vicolo cieco il giorno successivo, o di incontrare sezioni che richiedessero troppo tempo o che non potessimo superare. I funghi di neve hanno impiegato molto tempo per essere saliti e ovviamente alcuni erano troppo grandi per essere scalati in sicurezza, quindi abbiamo dovuto aggirarli. Per questo siamo stati davvero felici di raggiungere la vetta la mattina del 29 giugno! L'altimetro GPS ha mostrato un'altezza di 6820 metri, mentre le cime di Pumari Chhish Main e South, Kunyang Chhish, Yutmaru Sar, Yukshin Gardan Sar ci hanno offerto uno scenario spettacolare. Siamo poi scesi per la linea di salita e siamo tornati al campo base avanzato in tarda notte.

Abbiamo chiamato la linea The Crystal Ship, poiché questa grande prua è stata la nave che ha cristallizzato i nostri desideri durante il tempo trascorso al campo base. Oltre ad essere una grande canzone che è piaciuta a tutti e tre.

The Crystal Ship (M7, 6b, A2, 1600m) sale sul pilastro più a sinistra della parete sud.

di Jérôme Sullivan

Info: https://granitaddict.com/

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