Non disturbate il faraone in Val Travenanzes (Dolomiti) di Diego Mabboni, Emanuele Svaluto Ferro
Febbraio 2015. Una telefonata tra me e Emanuele Svaluto Ferro, da tutti conosciuto come "Né", prima di portare del materiale al negozio Rock and Ice di Cortina.
D: Ciao Nè, come stai? La Val Travenanzes, sai per caso com' è messa?
N: Sono appena stati dei miei amici che hanno ripetuto il Soffio di Horus
D: Ma dai! Vedo che sta diventando proprio una via gettonata negli ultimi anni. Pensa che da quando l’avevo aperta, oramai 25 anni fa, non avevo mai sentito di nessuna ripetizione. Se va avanti così diventerà una classica di ghiaccio/misto.
N: Nooo, non mi dire! Non sapevo fosse tua!
D: Eh si, l’ho salita i giorni del meeting di Alleghe, con Luca Gasparini e Mario Vielmo, nel 2000 circa. Ti chiedevo delle condizioni perché vorrei approfittare del viaggio a Cortina per andare a vedere qualche progettino che ho in mente da anni.
N: Se ti va, mi prendo qualche giorno e ti accompagno.
D: Super volentieri! Allora direi che ti richiamo nei prossimi giorni così ci mettiamo d’accordo.
N: ottimo dai, allora a presto!
7.00 Cortina, nevica
N: Ciao Mabbo
D: Ciao Nè! che bello partire da Cortina, alzarsi con calma è ormai un lusso per me.
8.15 Val Travenanzes
Ci fermiamo di fronte alla parete. Il Sogno di Horus è bella, il festone è sempre enorme. La via sale il muro tra il Pilastro Centrale e la zona di destra dove c’è Sogno Canadese.
D: Guarda, la linea sale dritta in cengia, poi fa un traverso verso destra, lì è uno dei punti pericolosi visto che sei esattamente sotto la candela sospesa. Per il resto l’itinerario è molto strapiombante e scali abbastanza protetto dai grossi crolli. La via che vorrei provare a salire è il traverso, che parte da destra del Pilastro Centrale ed esce a sinistra dal Soffio di Horus.
N: Da qui sembra dura, ci sono una serie di piccoli festoni sospesi, mi sembra difficile.
D: Fin che non siamo dentro non sì riesce a capire se è così aggettante come sembra. L'unica è fare come sempre: metterci il naso!
Saliamo il primo tiro, 60 metri di WI4+, tutto ghiaccio, siamo in sosta, due vecchi chiodi. Da queste parti è passata tanta gente ed il muro centrale è stato salito sicuramente in diversi punti. Da qui iniziamo a salire in obliquo, dapprima su roccia spaziale, poi su ghiaccio, poi ancora roccia e ancora ghiaccio. È una bella linea di misto. Con due tiri in diagonale su roccia solida e ghiaccio abbastanza morbido ci portiamo verso il Soffio, alla fine non è nemmeno così difficile.
N: Mabbo! Ma che figata di roccia c’è su 'sta parete!
D: Mi ricordavo una bella roccia, ma non pensavo di questo livello
N: Ohhhhhh Mabbo, ma hai visto che volo dal Soffio!
D: Sì sì, l’ho visto tutto in diretta! Saranno stati 25, forse 30 metri di salto. Per fortuna non sì è fatto niente!
Il primo di cordata riparte ed arriva in sosta.
D: Oh Nè, quello è il mio eroe! Se avessi fatto un volo del genere, sarei tornato a casa ed avrei messo subito via le picche
N: Ahaha! Ti davo anche le mie da vendere!
Ci siamo ritrovati così all’ultima sosta con la cordata che aveva appena salito il Soffio. Lo scalatore che ha appena fatto quel volo micidiale ci rassicura, è tranquillo, sta bene, ci dice che è caduto così lungo perché sì è rotto un friend. Beh dai, tutto è bene quel che finisce bene! Loro continuano a salire, sono veloci e quando arriviamo in cengia, l’altra cordata è già andata a cercare le doppie a sinistra. Noi arriviamo alla base della bellissima candela di Super Mario dove facciamo sosta, sarebbe la naturale continuazione del Soffio, prima o poi voglio salirla, oggi però è tardi.
D: Bene Nè! La via è fatta, non resta che decidere il nome. Io rimarrei sulla mitologia.
N: Sì va bene, pensiamoci domani.
D: Ciao Nè, mi è venuto in mente il nome della via nuova. Sai chi è Horus, vero?
N: Certo che lo so! È il dio protettore dei faraoni.
D: Esatto. Il dio del cielo, del potere e della protezione dell'Egitto e dei faraoni. Chissà se quel volo non sia stato proprio opera di Horus, che voleva proteggere il riposo del faraone. Ecco perché non c’è nome più azzeccato di Non disturbate il faraone per questa via. Che ne dici della scelta? Vedila anche come una sorta di filo conduttore con la salita del 2000.
N: Ahahaha! È proprio azzeccato! Se ti fa piacere, preparo io la relazione e tu magari scrivi due cose, ti va?
D: Va benissimo, quando poi è pronta mandamela, che intanto io scrivo della salita.
Ma che volo ha fatto! Ancora adesso ci penso...
- Diego Mabboni, Arco
PS: Nella mitologia egizia, Horus è un dio molto importante, rappresentato come un falco o un uomo con la testa di falco. È il dio del cielo, del potere e della protezione. Horus è il figlio di Osiride e Iside, due dei più importanti della mitologia egizia. Secondo la leggenda, Horus nacque dopo la morte di suo padre Osiride, ucciso dal fratello Set. Horus vendicò la morte del padre sconfiggendo Set e diventando il re dell'Egitto. Il falco rappresenta la vista acuta e la capacità di vedere tutto. L'occhio di Horus (Udjat) è un simbolo di protezione e potere, è considerato il protettore dell'Egitto e dei faraoni, che erano considerati suoi discendenti. È anche associato alla regalità e alla giustizia. Per chi ha letto i libri di Wilbur Smith della saga egizia sì ricorderà bene delle varie diavolerie ideate dal mago Taita per proteggere la tomba del faraone Mamose VIII dalla profanazione.









































