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Avvicinamento alla parete nord del Monte Pelf, Dolomiti Bellunesi. Nel mese di febbraio 2020 Mirco Grasso, Alvaro Lafuente, Tommaso Lamantia, Santiago Padrós, Iban Silvar, Diego Toigo e Egoitz Zubizarreta hanno aperto 4 nuove vie di ghiaccio e misto
Fotografia di Alvaro Lafuente Santiago Padrós
In questa foto scattata da Santiago Padrós, Diego Toigo, Iban Silvar, Egoitz Zubizarreta e Alvaro Lafuente in piena azione su Jaia, parete nord del Monte Pelf, Dolomiti Bellunesi
Fotografia di Santiago Padrós
Diego Toigo e Santiago Padrós sotto la nord del Monte Pelf, Dolomiti Bellunesi
Fotografia di Tommaso Lamantia
Le vie tracciate sul Monte Pelf, Dolomiti Bellunesi: Jaia, Euskal Jaia, La Flaca e The Fat Side of the Groove aperte nel febbraio 2020 da Mirco Grasso, Alvaro Lafuente, Tommaso Lamantia, Santiago Padrós, Iban Silvar, Diego Toigo, Egoitz Zubizarreta.
Fotografia di Mirco Grasso

Monte Pelf: alpinismo invernale DOC nelle Dolomiti Bellunesi

di

Sulla parete nord del Monte Pelf, Dolomiti Bellunesi, sono state aperte quattro nuove vie di ghiaccio e misto da Mirco Grasso, Alvaro Lafuente, Tommaso Lamantia, Santiago Padrós, Iban Silvar, Diego Toigo, Egoitz Zubizarreta. Si tratta delle prime invernali di questa lunga parete, a torto poco frequentata nella stagione fredda. Il report di Padrós.

Nella "dimenticata" nord del Monte Pelf, cima di solo 2500 metri scarsi, quest’anno si sono verificate delle condizioni di rigelo inusuali. Una squadra di 5 alpinisti ha tracciato una linea principale e logica con una variante di uscita. Giovedì 20 febbraio e dopo un veloce perlustrazione, binocolo in mano, sono andato con Diego Toigo, Iban Silvar, Egoitz Zubizarreta e Alvaro Lafuente, motivati a cercare un'altra bella avventura.

L’accesso è dalla Val del Grisol, la traccia di sentiero passa attraverso gli schianti di "Vaia", in 3 ore si arriva alla base del contrafforte nord del Pelf (Circo del Fontanon). Una gran linea di ghiaccio alpino ci introduce nel cuore della parete; Diego, Alvaro e io usciremmo a destra per una bella linea di ghiaccio con muretto finale, Iban e Egoitz seguono la linea principale con fessura rocciosa finale, e candela di ghiaccio fino alla cresta somitale.

Nasce una linea con variante di uscita, chiamate rispettivamente Jaia e Euskal Jaia, tra 500-700 metri di dislivello fino in cima, accumulati però più di 1800m dalla macchina! Un terreno alpino senza troppe difficoltà, però dove fare tutto bene è importantissimo per uscire in giornata vittoriosi.

C'era ancora questo nastro che a me e Diego era rimasto impresso nella mente e nel cuore... Cosi per non perdere l’occasione il 29 febbraio invitiamo altri due colleghi per realizzare l'avventura in compagnia. Questa volta siamo con Mirco Grasso e Tommaso Lamantia, arrivato dall’ovest! Riusciamo a completare l'avvicinamento più comodo poi vediamo che la parete ha perso un po' di neve, causa caldo domenica e lunedì scorso, comunque rimane un campo di gioco infinito.

Diego e io abbiamo deciso il nostro obiettivo, Mirco e Tommy, con diverse idee in testa decideranno sul posto la linea che vorranno salire. Verso la nove del mattino dividiamo le cordate per iniziare le nostre "meditazioni", per dare vita a La Flaca e The Fat Side of the Groove. Ci ritroviamo tutti insieme alle 16:00 come degli orologi svizzeri puntuali in cresta! Le emozioni si respirano nel aria, un vento gelido e dei fiocchi dispersi ci accompagnano su quella cresta alpina, che ci lascia nella antecima del Monte Pelf verso le 17:30. Il resto sono 1300m di dislivello da scendere fino la macchina parcheggiata al mattino in Caiada.

Crediamo che la parete rimanga in condizioni a lungo e che non abbia niente da invidiare alle storiche salite delle Alpi Occidentali!

di Santi Padrós (TrangoWorld)

SCHEDA: Jaia, Monte Pelf, Dolomiti Bellunesi

SCHEDA:Euskal Jaia, Monte Pelf, Dolomiti Bellunesi

SCHEDA: La Flaca, Monte Pelf, Dolomiti Bellunesi

SCHEDA: The Fat Side of the Groove, Monte Pelf, Dolomiti Bellunesi


LE VOCI DEL TEAM

Che dire, non ci sono parole per descrivere le due incredibili giornate che abbiamo passato sulla Nord del Pelf, un perfetto mix di esplorazione, fatica e sudore nell’avvicinamento, tree climbing sugli schianti di Vaia, stupore per la bellezza di questa parete in veste invernale arrampicata di qualità e tante risate e divertimento con un super team catalanbascodolomitico. Il secondo giro è stato per certi versi simile ma diverso per l’impegno delle salite e della creste d’uscita, le condizioni meteo finalmente invernali, ma sempre con grande spirito di amicizia e passione.. .in una parola: Alpinismo!
Diego Toigo, Karpos, Elbec

Dalla sosta traverso verso destra, a questo punto sembrano esserci diverse opzioni per uscire dalle difficoltà, ma tutte con del misto. La curiosità mi spinge a traversare ancora verso destra ed improvvisamente trovo una colonnina di ghiaccio stretta e alta più o meno cinque metri, la ciliegina sulla torta! Una vite alla base e via su veloce ma delicato. Dopo la candela la parete si abbatte notevolmente e salgo per neve inconsistente. Arrivato in cresta vedo in lontananza gli altri compagni in cima che ci aspettano, mi raggiunge Egpoitz e subito ci abbracciamo, siamo felici di aver passato la giornata in un luogo così speciale.
Iban Silvar

Per me è la prima volta in Dolomiti con veste invernale, appena arrivati Santi ci manda subito a ripetere la nuova Madre Tierra, fantastica linea, lunga e impegnativa. Dopo un altro paio di giorni di arrampicata, il Catalano ci invita a mettere il naso in una zona ancora inesplorata, il circo del Fontanon. Dopo un lungo avvicinamento, finalmente arriviamo sotto una parete spettacolare, pieno di linee bianche tutte per noi! Decidiamo di attaccare la linea più logica nel lato destro, la quantità di ghiaccio e le ottime condizioni ci permettono di aprire due linee parallele simultaneamente. Un giorno indimenticabile, lontano da casa, condizioni perfette e compagnia top, che altro vogliamo dalla vita?
Egoitz Zubizarreta

Appena uscimmo dal bosco, davanti i nostri occhi apparve un anfiteatro ghiacciato in condizioni perfette, tutto per noi. Increduli davanti a tale spettacolo, la prima cosa che mi passò per la testa fu... "questo Santi e un sognatore" Alvaro Lafuente (La Sportiva, Ferrino, Julbo)
Alvaro Lafuente, La Sportiva, Ferrino, Julbo

Sono quasi le sei di sera, siamo tutti e quattro in cima al Monte Pelf ad abbracciarci e ad urlare di gioia contro il vento. In realtà non ci eravamo inventati nulla, non avevamo fatto altro che seguire due evidentissime linee di ghiaccio che scendevano dalla cresta fino alla base della parete nord.
Come ci aspettavamo tutta la via è da scalare ed alcuni tiri presentano pure un bel ingaggio tecnico, solo verso la fine la parete si abbatte e calano le difficoltà. Saliamo fino in cresta sempre a tiri salvo qualche tratto in simultanea per essere più veloci.
Un’altra bellissima salita che ha regalato questo strano inverno…
Mirco Grasso, Karpos

...Santi e Diego cominciano a scalare sul lato sinistro, mentre io e Mirco seguiamo una linea evidente in centro parete, la salita si rivela molto interessante con ogni tipo di terreno alpino e dopo un lungo viaggio nel cuore della montagna ci troviamo sulla cresta sotto all’anticima. I metri fatti fino a qui sono tanti e ci siamo goduti ogni singolo metro, ma ci rendiamo conto che non è ancora finita. Questa esposta cresta dapprima su pessima roccia e poi di neve ci porta ad una spalla dove cominciamo l’intensa discesa. Il nome che scegliamo è un’omaggio ad un album capolavoro uscito negli stessi giorni quasi mezzo secolo fa’. Questo è la nostra rivisitazione del lato oscuro del Pelf.
Tommaso Lamantia, Salomon, Suunto, BlueIce e DF Sportspecialist

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