Al Monte Fop in Val di Franzedaz (Dolomiti) sorge 'Arcoban'

Tra il 2022 e il 2024 al Monte Fop in Val di Franzedaz (gruppo Marmolada, Dolomiti) Federico Dell’Antone, Matteo Dagai e Federico Negri hanno aperto la via di più tiri 'Arcoban'. Il report di Dell'Antone.
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L'apertura di 'Arcoboan' al Monte Fop in Val di Franzedaz, Dolomiti (Federico Dell’Antone, Matteo Dagai, Federico Negri 2022-2024)
archivio Federico Dell’Antone

La Val di Franzedaz è una valle dove regna la pace e dove il più delle volte gli unici rumori che si possono sentire sono il ruscello che scorre e le mucche al pascolo. Essa è la valle parallela alla Val Ombretta, sulla quale si affaccia la Sud della Marmolada. Un vero e proprio parco giochi per il Gruppo Rocciatori Tupaie, i quali soci hanno aperto una decina di vie nuove nel giro di soli quattro anni.

L’idea di aprire la via Arcoboan è nata dopo aver aperto Diedro Tupaie, la prima via chiodata dalle Tupaie. Ecco che il 27 ottobre 2022 io e Fred del Gruppo Rocciatori Tupaie decidiamo di mettere il naso su quelle placche, caratterizzate dal grigio e compatto calcare del Monte Fop.

Guardando la parete dal basso, salta subito all’occhio un diedro squadrato: è lui a catturare la nostra attenzione. Per raggiungerlo, decidiamo di attaccare la parete aprendo un primo tiro tecnico su placca compatta, con movimenti precisi su roccia che ricorda quella del Verdon. Il secondo tiro cambia completamente registro: una fessura strapiombante ci obbliga a uno stile molto più fisico, ma entusiasmante.

Il 6 novembre, con l’inverno ormai alle porte e le giornate che si accorciano, torniamo per continuare il lavoro. Salire il diedro, vero tratto distintivo della parete, è una soddisfazione piena. Lo segue un bel tiro di placca tecnica, che richiede concentrazione e piedi ben saldi, prima che il freddo ci convinca a rimandare il resto.

Passano due anni prima che decida a tornare sulla via. Questa volta sono con un’altra Tupaia, Matteo Dagai. Il 15 giugno, e poi il 28 luglio 2024, completiamo finalmente Arcoboan. I tiri restanti si rivelano ancora una volta belli e tecnici, su calcare compatto, con movimenti mai banali. Chiude la linea un tiro su strapiombo, non troppo difficile, ma davvero divertente da scalare.

Abbiamo deciso di chiamare la via Arcoboan perché, proprio quando siamo arrivati in cima, è spuntato un arcobaleno. Un momento semplice ma perfetto, che ci è sembrato il modo giusto per chiudere questa piccola avventura. "Arcoboan" significa infatti arcobaleno nel dialetto locale: un nome che unisce il cielo, la roccia e quel senso di magia che a volte la montagna sa regalare.

- Federico Dell’Antone, Sottoguda

 

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