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Lucie Hrozová su Saphira, The Fang Amphitheater, Vail, Colorado, USA.
Fotografia di Jacek Czyz
Lucie Hrozová su Saphira, The Fang Amphitheater, Vail, Colorado, USA.
Fotografia di Jacek Czyz
La linea di Saphira, The Fang Amphitheater, Vail, Colorado, USA, liberata il 31/01/2016 da Lucie Hrozová
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Lucie Hrozová doma Saphira M15- a Vail in Colorado

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Il 31 gennaio 2016 Lucie Hrozová ha effettuata la prima salita di Saphira, una via di ghiaccio e misto gradata M15- al The Fang Amphitheater di Vail, Colorado, USA.

A metà gennaio Lucie Hrozová ha visitato gli USA per partecipare all' Ouray Ice Climbing Festival, il famoso meeting invernale dove la ice climber della Repubblica Ceca ha vinto la gara femminile, centrando tra l'altro anche il 3° posto nella classifica generale che comprende tutti gli atleti, sia maschi sia femmine. Dopo il festival si è subito recata al Fang Amphitheater a Vail in Colorado dove ha completata la prima salita di un progetto che ora si annuncia essere una delle vie di misto più difficili al mondo. La via si chiama Saphira, attraversa Mustang (in precedenza una delle vie più dure degli USA di questo genere), ed è stata chiodata da Standa Vrba due anni fa. La Hrozova, che si allena per 9 mesi all'anno specificamente con le piccozze in mano e che ora lavora in una palestra di arrampicata a Praga, ritiene che Saphira sia più difficile di tutte le precedenti vie di M14 da lei salite finora, e molto più difficile dell' M14+ Ironman da lei ripetuto nel 2013, ed è per questo che suggerisce il grado di M15-. L'attuale non plus ultra sulle scala delle difficoltà di vie di questo tipo. Ovviamente il tutto in attesa di conferme...


SAPHIRA
di Lucie Hrozová

Saphira, il mitico drago della saga di Eragon... la sua tana è ora a Vail, in Colorado. Riprende vita con l'arrivo del freddo e raggiunge un rispettabile 55 metri di altezza!

Standa Stenley Vrba aveva scoperto e chiodato questa linea due anni fa. Standa è un bravissimo alpinista, d'origine ceca, che vive negli USA da 17 anni. Ha al suo attivo numerose difficili ripetizioni e prime salite, e sono sempre stata molto impressionata dalle sue salite.

Quando sono arrivata a Vail sono rimasta così colpita da Saphira che è subito diventata la prima cosa che volevo salire. È una linea logica che si snoda tra tratti di roccia e ghiaccio, e che si caratterizza per la varietà della sua arrampicata: un’arrampicata tecnica ed erta porta ad una sezione di allunghi, dove serve grande potenza per guadagnare la parte alta della via e finire sulla leggendario candela di Octopussy, salita anni fa da Jeff Lowe.

Nella parte superiore Saphira attraversa anche la via Mustang e, con il senno di poi, forse è stato un peccato non aver tentato Mustang come prima via, visto che quando è arrivato il momento di farla (dopo alcuni tentativi su Saphira), ci sono riuscita al primo tentativo. Mentre facevo Mustang mi sono fatto male al dito medio che è diventato viola e due volte più grande del solito, ma per fortuna non era niente di grave e, dopo un paio di giorni di riposo, mi sono ripresa e sono tornata alla base dell'incredibile Saphira.

Quando ho iniziata a salire Saphira ero un po' preoccupata, perché la linea non era mai stata salita prima. Da un lato, i climbers statunitensi l'avevano tentata durante gli ultimi due anni, ma senza successo. D'altro, era comunque una grande sfida e Standa mi ha dato un sacco di coraggio.

Dato che non riesco a volare come i mitici dragoni, la mia salita è stata una grandissima battaglia, ma alla fine sono riuscita a vincerla. Oltre alle gambe che tremavano, il nervosismo generale e la paura a causa degli spit distanziati, ho dovuto anche affrontare il gelo, proprio come quello dell' Alaska. Ma non posso lamentarmi perché Standa, che mi ha assicurato per tutti i 50 minuti, e Jack, che mi ha filmato appesa sopra la cascata, avevano sicuramente molto più freddo di me!

Sono molto grata e riconoscente a Standa, a sua moglie Magda, a Jack e a mio padre per il loro grande sostegno in Colorado. Devo molto del mio successo a loro. Vorrei anche ringraziare i miei sponsor, la rivista Lidé a hory, Singing Rock e Asolo.

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