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Manuel Bontempelli sulla Via Donato Zeni alla Corna Rossa, Dolomiti di Brenta
Fotografia di Matteo Pavana
Silvestro Franchini sulla Via Donato Zeni alla Corna Rossa, Dolomiti di Brenta
Fotografia di Matteo Pavana
Manuel Bontempelli sulla Via Donato Zeni alla Corna Rossa, Dolomiti di Brenta
Fotografia di Matteo Pavana
Il tetto della Via Donato Zeni sulla Corna Rossa, Dolomiti di Brenta
Fotografia di Matteo Pavana

Liberata la Via Donato Zeni di Cesare Maestri e Carlo Claus sulla Corna Rossa

Sulla Corna Rossa (2300m) nelle Dolomiti di Brenta Manuel Bontempelli insieme a Silvestro Franchini ha effettuato la prima salita in libera della Via Donato Zeni, aperta da Cesare Maestri e Carlo Claus nel 1965. Il racconto di Franchini.

La Corna Rossa, nel gruppo di Brenta, è una parete che sta a cuore a tutti gli arrampicatori della valle, come tanti arrampicatori anche per me si sono svolte qui le mie prime esperienze alpinistiche.

Quello che risalta guardando queste pareti è l'enorme tetto rosso che come tutte le pareti più aggettanti della zona è stato percorso per la prima volta da Cesare Maestri con Carlo Claus nel lontano 1965.

Cesare ha trovato la sua sfida salendo per primo il tetto, il mio sogno è sapere se sia possibile percorrerlo in arrampicata libera.

Una prima perlustrazione la faccio con mio fratello Tomas nel 2013, i tempi e il nostro livello non sono adeguati alle difficoltà della via.

Nel 2017 il mio livello di arrampicatore è aumentato come quello del mio amico di sempre Manuel Bontempelli, mio compagno inseparabile fin dai tempi delle gare di sci.

22 settembre 2017: siamo determinati nel “lavorarci” la via. Ci armiamo quindi di molta pazienza cercando di risolvere il tiro dell'impressionante tetto.

Si trova a 100 metri di altezza, dopo una decina di metri facili l'inclinazione della parete aumenta di colpo, è qui che si trova il passaggio chiave che a prima vista sembra impossibile. Dopo parecchi tentativi riesco a trovare un incastro di ginocchio che consente di raggiungere la fessura che porta verso l'alto. Questo passaggio è protetto da un vecchio spit marchiato MC piantato da ignoti.

Dopo questo passaggio il tiro è più scalabile, si riesce a passare in libera circa un metro e mezzo sotto i chiodi a lama piantati da Cesare. Manuel fa un ottimo lavoro collegando con degli spezzoni di corda i parecchi chiodi; facendo così, senza alterare la via la rendiamo più sicura.

Non ho mai provato così tanto il senso di vuoto durante un'arrampicata, alla fine del traverso sei parecchio spostato dall'ultimo penzolante cordino, una serie di rovesci ti porta ad una buona presa che con un tallonaggio ti consente di prendere una lama all'uscita del tetto.

Questa lama pare piantata molto bene ma deve essere tirata verso il basso perchè se la tiri verso di te si muove; questo è il tocco finale che non mi rende mai troppo tranquillo quando è l'ora di partire per un tentativo, non resta quindi che ribaltarsi e raggiungere la sosta.

28 settembre 2017: Manuel porta la sua ginocchiera che abitualmente usa sugli strampiombi del Pueblo ad Arco e con questo aiuto il passaggio sembra più fattibile. Proviamo anche i tiri seguenti, colleghiamo due tiri in uno evitando una sosta appesa, qui si trovano parecchi chiodi a pressione perchè la roccia è molto compatta, anche in questo caso il tiro si risolve con un boulder, dopo alcuni tentativi riusciamo entrambi a salire il tiro in libera e lo valutiamo 7b/+.

4 ottobre 2017: E' un grande giorno, risaliamo come al solito da Vallesinella senza tante speranze o aspettative e siamo di nuovo di fronte al nostro progetto, non pensiamo di farcela ma ci diciamo che se per puro caso uno di noi due riuscisse a passare proveremmo a salire verso l'alto completando la libera integrale.

Al secondo tentativo Bonte riesce a passare, i suoi urli da sforzo si mischiano con i miei di incitamento quando si ribalta senza mai cadere al bordo del tetto, lo raggiungo con le braccia in fiamme e cerco di salire il tiro sopra, devo anche mettere i rinvii e sul passaggio chiave, cado, raggiungo la sosta, mi calo. Manuel scala da primo e in libera anche questo tiro.

Non siamo mai saliti oltre, collego assieme vari tiri e con due lunghezze da 60 metri siamo in cima, la montagna ci regala un tramonto epico, Bonte ha salito la via in libera e anche per me un sogno si è realizzato, sono contento di essere stato partecipe a questa performance.

24 luglio 2019: ritorniamo con Matteo Pavana per documentare la salita, vorremmo realizzare un film che documenti le vie che Cesare ha fatto in Dolomiti. La via ci sembra come sempre molto dura e al posto del tramonto epico dell'ottobre 2017 la nostra giornata finisce alla base della parete per cercare di recuperare i resti del drone che si è schiantato durante le riprese.

SCHEDA: Via Donato Zeni, Corna Rossa, Dolomiti di Brenta

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