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Torre Egger Traversata, Patagonia (Priti Wright, Jeff Wright 01/2022)
Fotografia di Priti Wright / Jeff Wright
Torre Egger Traversata, Patagonia (Priti Wright, Jeff Wright 01/2022)
Fotografia di Priti Wright / Jeff Wright
Torre Egger Traversata, Patagonia (Priti Wright, Jeff Wright 01/2022)
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Torre Egger Traversata, Patagonia (Priti Wright, Jeff Wright 01/2022)
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La Traversata della Torre Egger in Patagonia di Priti e Jeff Wright

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Nel gennaio 2022 i coniugi Priti e Jeff Wright hanno attraversato tre delle quattro torri della catena del Cerro Torre della Patagonia: Aguja Standhardt, Punta Herron e Torre Egger, collegando tre diverse vie: Festerville, Spigolo dei Bimbi ed Espejo del Viento. Il video e il resoconto di Priti sul viaggio lampo, che segue la salita del Cerro Torre nel febbraio 2020.


Durante questo viaggio nel gennaio 2022 io e mio marito Jeff abbiamo impiegato 11 giorni da Seattle alla Patagonia e rientro a Seattle, scalando e attraversando l'Aguja Standhardt, Punta Herron e Torre Egger (tre delle quattro cime del massiccio del Cerro Torre). Quando siamo saliti sull'aereo, non avevamo nemmeno dei piani precisi, e abbiamo sfogliato le pagine della guida Patagonia Vertical di Rolando Garibotti durante il volo per Buenos Aires. Il nostro obiettivo principale era salire in cima alla Torre Egger, ma poiché la finestra di bel tempo era così grande, volevamo anche salire in cima al Cerro Standhardt e attraversare anche Punta Heron.

Jeff ed io eravamo già stati a El Chaltén quattro volte in passato. Nel 2019, abbiamo osservato le previsioni del tempo della Patagonia ogni giorno da casa nostra a Seattle in attesa di una grande finestra di bel tempo, poi ci eravamo precipitati in Patagonia scalando il Fitz Roy ed impiegando soli 10 giorni da Seattle a Seattle. Quest'anno non stavamo guardando il meteo, ma quando Rolando Garibotti ha pubblicato la notizia che si stava avvicinando un'enorme finestra di bel tempo, eravamo già su un aereo direzione El Chaltén entro 48 ore. Io e Jeff amiamo lo stile "toccata e fuga", perché entrambi abbiamo un lavoro a tempo pieno.

La nostra traversata dalla Standhardt alla Egger è durata quattro giorni e tre notti, con due bivacchi sulla Standhardt, mentre abbiamo arrampicato tutta la terza notte sulla Torre Egger.

Eravamo in aereo quando abbiamo scelto la via Festerville lungo la Cresta Nord dell'Aguja Standhardt (400m, 6c, 90°, circa 13 tiri) aperta da Timmy O'Neill e Nathan Martin nel 2000. Abbiamo intrapreso questa lunga scalata su roccia poiché la via normale dell'Exocet (un camino di ghiaccio) non era in condizioni. Sfortunatamente, non avevamo portato con noi i grandi Friends necessari per questa via, quindi abbiamo preso con gratitudine in prestito alcuni Friends dagli alpinisti in città.

Dopo essere arrivati ​​a El Chaltén e dopo aver trascorso la notte all'ostello Aylen-Aike, siamo saliti a piedi al Niponino e ci siamo accampati, lasciando la nostra tenda e portando solo un telo e un sacco a pelo doppio per la traversata. Abbiamo incontrato una cordata che si era ritirata dalla via Festerville a causa delle condizioni ghiacciate, poi abbiamo bivaccato un'altra notte sul ghiacciaio del Torre.

Abbiamo attaccato l'Aguja Standhardt il 18 gennaio, scalando la Festerville lungo la spina dorsale della cresta nord. Un'altra cordata (Michał Czech dalla Polonia e Agustín de la Cerda dal Cile) aveva iniziato la via prima di noi, e siamo saliti vicini lungo tutta la via e abbiamo bivaccato insieme su una cengia, dopo 11 tiri. Il giorno successivo abbiamo scalato la Standhardt con altri due tiri e 30 metri di ghiaccio a 90°. Michał e Agustín sono scesi in doppia lungo la via Exocet, mentre noi abbiamo bivaccato vicino alla cima.

Al mattino abbiamo fatto sette doppie lungo la parete sud della Standhardt, poi abbiamo salito 30 metri di ghiaccio lungo la via Tobogán per raggiungere il Col de los Sueños. La traversata è proseguita fino alla Punta Herron passando per lo Spigolo dei Bimbi (350m, 6b, 90°, Adriano Cavallaro, Ermanno Salvaterra e Ferruccio Vidi), con cinque tiri di fantastica arrampicata su roccia e altri due bellissimi tiri di ghiaccio verticale fino alla vetta. Un'unica doppia ci ha portato al Col de la Luz sotto la parete nord della Torre Egger. Lo Spigolo dei Bimbi offre una delle più belle arrampicate su roccia che abbiamo mai salito in Patagonia!

Dal Col de la Luz, abbiamo continuato al buio lungo la via Espejo del Viento di Thomas Huber e Andi Schnarf (200m, 6a+, 80°, prima salita 2005, spesso conosciuta semplicemente come la "Huber-Schnarf"). Tre tiri di roccia terminano con una lunga traversata in placca, su roccia bagnata e con protezioni distanti, per arrivare sotto il fungo sommitale strapiombante della Torre Egger. Abbiamo continuato per tutta la notte, salendo altri due tiri moderati sul fungo di ghiaccio a 70° fino a salire in cima alla Torre Egger alle due del mattino, diventando le prime persone a raggiungere la vetta in questa stagione.

Abbiamo continuato ad arrampicare per tutta la notte senza bivacco, scendendo la via Titanic sul pilastro est, con 27 doppie e disarrampicata. Abbiamo messo piede sul ghiacciaio quando ha iniziato a nevicare. Dopo aver raggiunto la nostra tenda a Niponino dopo 44 ore non-stop, ci siamo resi conto che non saremmo tornati in città in tempo per prendere la nostra navetta, quindi siamo crollati nella nostra tenda.

Sfortunatamente, abbiamo trascurato di avvisare qualcuno che avremmo perso la navetta che ci avrebbe portati la mattina all'aeroporto, il che ha costretto l'autista a svegliare l'alpinista Korra Pesce, che dormiva nella stanza che avevamo usato in precedenza. Korra ha avvertito Seba, il proprietario dell'ostello e Rolando Garibotti, che ha provveduto ad avvisare le squadre di soccorso. Più tardi quella mattina, tuttavia, Rolo ci ha contattato tramite il nostro inReach, e ha subito stoppato il piano di salvataggio, insegnandoci una lezione preziosa.

Siamo stati grati a Korra e Rolo per aver preparato tutto per un salvataggio se necessario, sfortunatamente è stato Korra poi che ha avuto bisogno di un salvataggio la settimana successiva. Una nutrita squadra di volontari ha tentato, purtroppo senza successo, il salvataggio di Korra Pesce, gravemente ferito sul Cerro Torre. Jeff ed io eravamo già tornati negli Stati Uniti, ma avremmo voluto essere presenti per aiutare nei soccorsi. Korra ci mancherà molto.

di Priti Wright

Link: alpinevagabonds.com, FB Priti and Jeff Wright, Instagram Priti Wright & Jeff Wright

Nota: con la sua salita Priti Wright ha completato quella che si ritiene essere la terza salita femminile della Torre Egger (dopo Steph Davis e Brette Harrington), la prima femminile di tutte e quattro le Torri e forse la prima femminile di Punta Herron.

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