Kazuya Hiraide e Kenro Nakajima dopo la prima salita della parete NE dello Shispare (7611m), Karakorum
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Kazuya Hiraide e Kenro Nakajima dati per dispersi sul K2

Gli alpinisti giapponesi Kazuya Hiraide e Kenro Nakajima risultano dispersi sulla parete ovest del K2.
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Kazuya Hiraide e Kenro Nakajima dopo la prima salita della parete NE dello Shispare (7611m), Karakorum
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Gli espertissimi alpinisti giapponesi Kazuya Hiraide e Kenro Nakajima sono stati dichiarati dispersi ieri sulla parete ovest del K2. La formidabile cordata era partita quattro giorni fa dal loro campo base e stava tentando di aprire una nuova via in stile alpino sull'enorme parete ovest, scalata per la prima volta con l'uso di corde fisse nel 2007 da una grande spedizione russa guidata da Viktor Kozlov.

Stando alle prime informazioni, è probabile che la cordata sia caduta a circa 7500 metri. Due elicotteri militari pakistani hanno individuato due corpi ieri ma, dopo aver accertato che non ci fosse nessun segno di vita, sono ritornati a Skardu. Sebbene al momento non vi sia alcuna conferma ufficiale da fonti giapponesi in merito ai nomi degli alpinisti, è risaputo che Hiraide e Nakajima erano gli unici ad operare sulla immensa parete.

Alpinisti eccezionali, molte delle salite di Hiraide e Nakajima avevano ricevuto consensi a livello internazionale. Hiraide infatti ha vinto ben tre Piolet d'Or, Nakajima due. Il primo Piolet di Hiraide è stato assegnato nel 2009 dopo aver scalato la parete SE del Kamet (7756 m) in India nel 2008 con la moglie Kei Taniguchi, deceduta nel 2015 durante la salita del monte Kuro in Giappone.

Nonostante questa terribile perdita, Hiraide ha continuato a spingere i confini dell'alpinismo in alta quota. Alla fine del 2017 ha fatto cordata proprio con Nakajima per completare l'impressionante nuova via - in sette giorni ed in stile alpino - sulla parete NO dello Shispare (7611 m), una salita che è valsa a loro il Piolet d'Or nel 2018. L'anno successivo la cordata ha supportato sei bivacchi durante la salita della parete sud e della cresta SE del Rakaposhi in Pakistan. Anche in questo caso, la loro impresa è stata premiata con il premio alpinistico più prestigioso al mondo.




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