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Valle dell'Orco: Mario Ogliengo su Sitting Bull prima che diventasse famosa, 1980 circa
Fotografia di archivio Andrea Giorda
Valle dell'Orco: Franco Salino al Sergent sul Camino Bernardi 1982
Fotografia di Archivio Salino
Valle dell'Orco: Incasto Amaro di Marco Bernardi e onsight di Manolo
Fotografia di archivio Andrea Giorda
Valle dell'Orco: Andrea Giorda con l'attrezzatura d'epoca, nut ed excentric, 1980 circa
Fotografia di archivio Andrea Giorda

Generazione Sitting Bull - Seconda Parte

di

Valle dell’Orco - Alle origini dell'arrampicata Trad 1974-1982. 12 vie per comprendere e rivivere le emozioni della scalata libera anni ‘70 di Andrea Giorda.

Segue la prima puntata del 31-01-2020

Cari giovani qual è il miglior modo di conoscere la storia dell’arrampicata? Informarsi certo, ma poi andare a scalare le vie facendo caso alla data di apertura, all’attrezzatura dell’epoca e allo stile di scalata, avrete delle sorprese, ovunque voi andiate, non solo in Valle dell’Orco. In nessun altro periodo come negli otto anni presi in considerazione, c’è stata una evoluzione così veloce. Si è passati dal sesto grado (5c) all’8a! In questi anni, pochi in più fanno una differenza enorme.

Ho iniziato a scalare nel 1971 e credo di essere ormai uno dei pochi testimoni diretti in attività, nel senso che oltre a scalare apro ancora nuovi itinerari. Con questi tre criteri, anno, attrezzatura e stile, se dovessi scegliere la via che in questi anni più ha fatto la storia della Valle dell’Orco è il Diedro del Mistero del 1974 al Sergent, di Danilo Galante e soci. Per comprendere l’exploit, nel 1974 era usuale mettere le staffe sulla via dei Torinesi (grado IV+) alla Rocca Sbarua e Danilo senza i friend ha rotto tutti gli schemi, salendo con stile una via che ancora oggi richiede decisione e non può essere data meno di 6b!

Sono molte le vie di Galante che lasciano senza parole, famosa è la Fessura della Disperazione, ma secondo me il Diedro del Mistero è per intuizione e stile di apertura più significativa. Eviterei anacronistiche discussioni sul concetto di libera. Come dice Manolo scalare in libera era una modalità ben nota alla nuova generazione, tuttavia fino al 1980 circa vi era ancora una certa confusione sul concetto di resting e ogni ricostruzione ora è assolutamente ipotetica. Marco Bernardi solo nel 1980 grazie all’incontro con Berhault adottò tra i primi in Italia le nuove regole della Rotpunkt di Kurt Albert.

Anche sui gradi è complesso fare riscostruzioni, perché negli anni ’70 era già difficile far digerire che si scalasse sul settimo grado e la codificazione superiore non esisteva, era come correre con il tachimetro rotto. Questo non toglie che in barba alle codifiche la generazione degli anni ’70 scalasse su gradi ben più alti con buona pace di chi indica nel 6b un grado limite. Faccio fatica a pensare, avendoli visti e conosciuti che Bonelli o Beuchod che camminavano sulla Fessura Kosterlitz non avrebbero scalato un 7a attuale, e Galante non l’ho conosciuto ma le sue vie in Valle Orco e in Valle di Susa parlano da sole.

Lo stesso Diedro Atomico che scalammo nel 1979 con pochi excentric sia io che Beuchod è un bel 6c+ per niente regalato. Sitting Bull è più difficile ma sul blocco centrale feci un resting anche per l’impossibilità di proteggermi e ci sta che un 7a+ di fessura nel ‘79 fosse un limite e non solo di fessura. Un limite anche nella mentalità, perché pure di quello bisogna tener conto, chi faceva quel grado nel ’79?

Nel 1982, tre anni dopo, che in quegli anni sono una eternità, Manolo passò, già con qualche friend. Nel 1982 esisteva già l’8a e lui era in grado di farlo, tra i pochissimi al mondo! Non sappiamo come scalarono Sitting Bull Macle e compagni che per primi la fecero conoscere su Alpinisme e Randonnée. Manolo la classificò 6c! ma d’altronde aveva detto che il Precipizio degli Asteroidi in val di Mello non era settimo ma quarto grado (!), una esagerazione! Tom Randall, fessurista di fama, nella scala britannica, se ricordo bene, l’ha data E5 6b. L’ho scalata in libera recentemente e credo che molti non pratici in fessura troveranno il 7a+ stretto.

Il periodo 1974-1982 si chiude con Sitting Bull, La Fissure du Panetton, il Diedro Atomico, l’Orecchio del Pachiderma, Incastro amaro ecc. e le libere di Manolo, Edlinger sulle vie storiche come il Totem Bianco e Bernardi sul Diedro Nanchez. Per vedere superati questi limiti negli anni '80 bisogna aspettare le performance di Roberto Mochino che liberò integralmente con Massimiliano Giri la Cannabis, una pietra miliare di valore assoluto ancora oggi. Ho visto gente che cammina sull’8a non muoversi su quel tiro, ma questa è un’altra storia.

Ecco di seguito i 12 itinerari Trad da non perdere per chi vuole immedesimarsi alle origini della scalata libera 74-82. Aggiungo alcune considerazioni, le relazioni sono di facile reperibilità su internet e sulle guide.

1974 – Diedro del Mistero
6b ( Sergent) - D.Galante, P.Pessa, P.Lenzi, Dante Vota . Una via breve, rivoluzionaria, per stile e intuito è a mio parere il vero simbolo di un nuovo modo di scalare che per primo Galante ha inaugurato in Valle. Chiamatelo settimo, 6b… ma quello ha fatto Galante nel 1974, senza i friend ovviamente! Un gigante!

1974 – Fessura della Disperazione
6b+ (Sergent) – Roberto Bonelli, Danilo Galante, Piero Lenzi
Danilo scalando la Cannabis in artificiale con Giancarlo Grassi aveva adocchiato questa fessura avveniristica per gli standard dell’epoca. Danilo si procurò dei cunei di legno extralarge da un falegname di Bussoleno in Valle di Susa, dove sia lui che Bonelli avevano scalato vie estreme e spesso in solitaria. Lo stesso anno avevano aperto la via del Risveglio al Cateissard in Valle di Susa. La Fessura della Disperazione è un capolavoro anche di spregiudicatezza , se si pensa che per Bonelli era la prima volta che scalava in valle dell’Orco e mai aveva visto quel granito!

1976 Bianca Parete 6b+
(Dado ex Parete Blanchetti) Vincenzo Sartore, G. Zanet . Bellissima linea e intuizione, ardita per l’epoca, liberata da Marco Bernardi nel 1980. Consigliata anche Cochise, 5c dei due stessi autori.

1979 Orecchio del Pachiderma 6b
(Caporal) Gabriele Beuchod, Roberto Bonelli e Luca Mozzati . Una delle linee più belle della intera valle su una parete famosa. Tiro imperdibile. Associata a Rattle Snake è la linea perfetta, che qualunque amante del granito sogna. Credo che dichiararlo il primo 6b si faccia torto a Gabriele Beuchod che già faceva ben altri gradi, più vicini al 6c/7a, lui stesso era del mio parere quando gliene parlai. Il 6b l’aveva già fatto Galante sulle sue vie ( Mistero e Disperazione) . Bonelli, quando lo intervistai era dello stesso parere avendo scalato con entrambi, quale miglior testimone di lui?

1979 Diedro Atomico
(ex Diedro Maggiore + Diedro Minore) 6c+ (Inflazione Strisciante) Andrea Giorda - Una parete defilata e meno famosa avevano fatto dimenticare negli anni questo stupendo tiro, di aspetto californiano. Fu raggiunto per cenge e scalato in libera prima da Andrea Giorda e poi da Gabriele Beuchod lo stesso anno. Beuchod fece altre linee e diede il nome alla parete. L’anno successivo, 1980 Giorda con Pietro Crivellaro salirono una linea adiacente di tre tiri in libera il Diedro Minore, difficile da proteggere (6b+). Nel 2009 Giorda con A. Lovato e S. Therisod ha creato un accesso più semplice e scalabile unendo le due linee trovando però con sorpresa degli spit nei diedri. Lo stesso autunno, probabilmente Adriano Trombetta, ha tolto gli spit ridando alla Valle uno dei tiri più belli e storici per difficoltà in relazione all’anno, forse il tiro più difficile della Valle fino al 1979. Da tenere in conto che i Friend non erano ancora comparsi per il Diedro Atomico fu scalato con pochi excentric, nut e grandi laschi. Un solo chiodo alla base servì di sosta e per calarsi, è ancora in posto. Lo salì anche Roberto Perucca e forse Rinaldo Sartore e Claudio Bernardi. Oggi grazie al nuovo accesso molto ripetuta.

1979 Sitting Bull 7a+
Andrea Giorda assicurato da Anna Caudana. Una linea perfetta e sinuosa solca una parete di 35 metri. Nel tardo autunno con i larici già un po’ spogli fu individuata da Giorda dalla piana in basso, gli diede il nome Sitting Bull per la curiosa esse della parte superiore. Il tiro fu scalato in libera con gli excentric e grandissimi rischi in uscita, una sola protezione per il tratto finale. Sul passo chiave fu messo un chiodo poi utilizzato da tutti in quanto l’excentic disturbava l’incastro della mano. Più difficile del Diedro Atomico ma oggi diremmo che fu fatto un resting. Comunque quel grado in libera credo non fosse mai stato realizzato in Piemonte e solo tre anni dopo, che sono una eternità in quel periodo, si conosce la libera di Manolo uno degli scalatori più forti del mondo in grado di salire un 8a! Nel 1982 si utilizzava già qualche friend . Non sappiamo come l’abbiano scalata J.M.Trussier e Philippe Macle, che su indicazione di Mario Ogliengo per primi la fecero conoscere su Alpinisme e Randonnée nel 1982.

1980 Le Pagine di Pietra 6a+
( Pagine di Pietra) Andrea Giorda, Isidoro Meneghin, Biagio Merlo. Una fessura infinita di 60 metri! Unica nel suo genere. Le Pagine di Pietra, nel Vallone di Forzo, è una piccola parete scoperta da Isidoro Meneghin grandissimo esploratore. Isidoro sapendo che scalavo in libera su fessure difficili mi portò quasi in gran segreto su questa parete solcata da una fenditura spettacolare. Mi condusse alla base e mi disse con un tono un po’ di sfida “ Vai Giordino..”. Le corde erano di 40 metri e finito il poco materiale martellai in fessura un excentric e solo su quello feci sosta per tutti e tre! Poi con pietre incastrate feci gli ultimi 20 metri. Ora si fa con un tiro unico di 60 metri, ma in tanti vanno armati come in guerra, con numerosi friend numero 3, al tempo i friend non esistevano. Isidoro nella relazione scrisse compiaciuto “fessura aperta in arrampicata libera” un po’ meno contento sarà stato del fatto che l’excentric abbandonato in fessura era il suo ed è ancora lì assieme alle pietre incastrate, dopo 40 anni.

1981 Nocciolina prigioniera 6c+
(Parete delle Ombre) Gabriele Beuchod e Claudio Bernardi. Una via per segnalare un intero settore esplorato da Gabriele Beuchod. L’esplorazione di nuovi settori era più importante del grado in quegli anni. Il senso di avventura di queste pareti un po’ scomode e defilate rende bene lo spirito di quel periodo. Esiste anche una via aperta da Enrico Camanni e Massimo de Michela, grande personaggio dissacratore del Mucchio Selvaggio. Un piccolo angolo di storia.

1981 Incastro Amaro 7a
( Sergent) Marco Bernardi. Grande realizzazione di un fuoriclasse, l’unico che poteva rivaleggiare con Manolo che salì a vista lo stesso tiro nel 1982. Un po’ scomoda da raggiungere, ma mettere le mani dove i due big hanno messo la firma vale qualsiasi sforzo. Bernardi già faceva ben altri gradi con i primi spit nell’Orrido di Foresto, ma questa fessura fu salita con protezioni mobili.

1982 Rattle Snake
(Caporal) Massimo Ala, Bruno Fabretto, Franco Salino. Un caro amico Franco Salino, abita alla base del Cateissard in Valle di Susa. In barba agli acciacchi scala ancora regolarmente con grande passione. Fu grande e fortissimo socio di Marco Bernardi in Verdon e sul Capitan dove era presente anche Grassi. Di circa 10 anni più vecchio di me è la memoria storica avendo conosciuto tutti, a partire da Danilo Galante in poi. A proposito di Rattle Snake racconta che ha ancora a casa qualche pezzo di tubo di alluminio che costruì apposta per questa via, difficile da proteggere perché è caratterizzata da una grande fessura Off Width. Nel 1983 con qualche polemica lo svizzero Marco Pedrini la liberò totalmente mettendo qualche spit. C’è da dire che non esistevano i friend N°4 e N°5 che ci sono oggi e quindi gli spit ora sono stati giustamente levati. Una linea Yosemitica, in abbinamento con l’Orecchio del Pachiderma vale il viaggio in Valle dell’Orco.

1982 Fissure du Panetton 6c+
(Masso alla base del Sergent) Patrik Edlinger. Non so quanta esperienza in fessura avesse Edlinger, di sicuro non se lo chiedeva se salì questa splendida e difficile fessura nel 1982. Il masso ha rischiato di sparire così come la fessura Kosterlitz durante i lavori per la realizzazione della galleria che da Noasca va a Ceresole. Una firma di un fuoriclasse assoluto che in Verdon faceva cose incredibili e già scalava a Ceuse con quel Philippe Macle che nello stesso anno aveva raccontato la Valle dell’Orco su Alpinisme e Randonnèe. Macle nel suo articolo la inserisce nel riquadro delle vie più belle “ un gigante solcato da una fessura di 15 metri che parte strapiombante. Io l’ho scalata a mala pena in moulinette e mi chiedo come abbia fatto Patrick a salirla mettendosi le protezioni. “Non c’erano i friend di oggi che rendono semplice scalare e progredire.

1982 Nautilus (Sergent)
Andrea Giorda, Roberto Perucca, Mario Ogliengo. Forse la via più ripetuta della Valle dell’Orco, italiani e stranieri di ogni dove conoscono questa via nata per caso da una annoiata ricognizione di tre membri della Baita di Sitting Bull. Questa via aperta con il giovanissimo Roby Perucca rappresenta un po’ il sipario di chiusura di un’epoca che aveva fatto il suo tempo. La Valle dell’Orco come il Verdon cedeva il passo della notorietà ad altri luoghi (Buoux, Finale, Valle del Sarca..) dove, grazie ai primi spit e agli allenamenti i gradi si impennavano e l’aspetto sportivo prendeva il sopravvento sull’avventura.

Sicuramente avrò commesso qualche mancanza e me ne scuso, ma credo che queste vie siano una buona base esperienziale per capire che il livello della scalata era molto alto tra il '74 e l’ '82, contrariamente a quanto si possa immaginare.
Chiudo con alcune vie aperte con passi di artificiale e liberate in quegli anni. Per comprendere l’evoluzione provate a scalare in libera il magnifico Diedro Nanchez al Caporal e la Nicchia delle Torture al Sergent liberate da Marco Bernardi e la Via del Totem Bianco alla parete del Disertore liberata da Patrick Edlinger.

Paolo Seimandi sta preparando una guida che raccoglie i tiri Trad della Valle dell’Orco, si avrà così una narrazione completa fino ai nostri giorni.

Andrea Giorda CAAI - Alpine Club UK

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