Febbre da Cavallo 2017, il report del meeting di dry-tooling a Campitello Matese

Alpinismo invernale: Riccardo Quaranta parla della quinta edizione del meeting di arrampicata dry-tooling e misto Febbre da Cavallo, svoltosi il 29 gennaio 2017, nell'area di Febbre da Cavallo a Campitello Matese, Molise.
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Durante il meeting di drytooling Febbre da Cavallo, Campitello Matese, Molise
Michele Di Chiro, Laura D’Alessandro

I report delle manifestazioni sono più o meno tutti simili: bella atmosfera, belle persone, passione, entusiasmo, sana voglia di stare insieme. Ovviamente c’è stato tutto questo anche nell’edizione di quest’anno del meeting di dry-tooling e misto denominato "Febbre da Cavallo", nella località di Campitello Matese (CB).

Mi piace fare qualche riflessione che esca un po’ dagli schemi del report, inerente ovviamente questa disciplina e quello che osservo nel mio lavoro di guida. Come è accaduto per la roccia, i siti attrezzati per la pratica del dry, o di arrampicata mista, stanno dando la possibilità a molti di provare - con la sicurezza dello spit - l’uso di piccozze tecniche e ramponi su terreno molto pendente o addirittura verticale.

Questo avvicina le "masse" alle attività invernali, come l’alpinismo o le cascate di ghiaccio, fornisce spunti per uscire da una fruizione invernale che sia solo la mera passeggiata o il trekking. L’ambiente "protetto" di una falesia - sia essa per il dry, per il misto o anche per il ghiaccio, può essere quindi un buono spunto per destare curiosità e voglia di cimentarsi. Tutto questo è emerso anche nella giornata del 29 gennaio: con la corda dall’alto, su itinerari propedeutici ma anche su qualcosa di più complesso, mi è parso di cogliere soddisfazione ed intima gioia in chi saliva. Alcuni anche per la primissima volta nel legarsi addirittura. Indubbiamente molto ha contribuito l’elemento neve ed il fatto di poter provare strumenti (le piccozze e i ramponi) che sono un po’ tra i simboli dell’alpinismo, quindi poter "entrare" per qualche ora in quella dimensione.

A naso credo che la tendenza è in direzione di una crescita del numero delle persone che si avvicineranno con questo approccio nel prossimo futuro, seguendo più o meno ciò che è successo per l’arrampicata sportiva, anche se magari (e forse per fortuna) non si eguaglieranno i suoi numeri. Basti pensare a quanti gruppi esistono sui social, a quanto sia seguito il campionato mondiale di arrampicata su ghiaccio e conosciuti i nomi dei suoi atleti.

La considerazione che andrebbe fatta parallelamente a tanto fermento è di non trascurare che l’ambiente (inteso in senso lato) non è la stessa cosa di una falesia di dry. Concetto tanto scontato quanto probabilmente sottovalutato, magari anche inconsciamente. Tanto più che l’ambiente invernale presenta pericoli oggettivi (ma anche tante variabili soggettive in più) rispetto a quello "estivo" senso lato.

Quindi l’invito e la speranza è di non cadere nella trappola del "copia e incolla", "faccio questo in falesia quindi lo vado a fare uguale fuori". Tralasciando anche l’evidente conseguenza di tale ragionamento, cioè minare la sicurezza dell’attività, basti pensare anche soltanto allo sconforto mentale per una gita "non riuscita" come ci si aspettava, per l’esperienza tanto sognata che non si è riusciti a realizzare.

Concludendo: ben vengano ambienti "protetti" dove allenarsi, dove sperimentare, dove crescere, dove testare la propria tecnica ma con un occhio diverso e sempre consapevole quando si esce in ambiente.
Ambiente che non è mancato nella cornice del meeting: un’edizione con tanta neve, il sole che ha fatto capolino accompagnandoci per tutta la giornata. Tanti partecipanti anche per il trekking che ha lambito il M. Gallinola dando la possibilità di godere della parete N totalmente imbiancata, cosa che non si verificava da un po’.

Giunge anche qui il momento dei ringraziamenti che in primis vanno allo staff di Orizzonti Verticali che si è dedicato come al solito alla logistica, all’accoglienza e alla buona riuscita di tutte le attività previste. Poi ricordo sempre che la buona volontà delle persone, senza il supporto materiale delle aziende, sarebbe vana: grazie quindi al prestigioso marchio La Sportiva ed al punto vendita Alta Quota di Isernia che hanno fornito le calzature idonee per i neofiti. Passando a chi ci ha sostenuto energicamente, il biscottificio-panificio "Di Lella" di Mirabello Sannitico e la birreria con cucina "Ciapin" di San Massimo (CB) con la consueta ottima cena conclusiva. Un caloroso riconoscimento ovviamente a chi è stato della banda, buona montagna!

Riccardo Quaranta
A. Guida Alpina

SCHEDA: Febbre da Cavallo e il dry-tooling a Campitello Matese




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