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Light Traveller Denali: Michael Gardner sul 'Shower' pitch
Fotografia di Sam Hennessy
Light Traveller Denali: Sam Hennessey si avvicina alla base della parete
Fotografia di Michael Gardner,
Light Traveller Denali: Sam Hennessey inizia il secondo tiro difficile
Fotografia di Michael Gardner
Light Traveller Denali: Michael Gardner durante la notte alla terza fascia di roccia
Fotografia di Sam Hennessy

Denali Light Traveller, seconda salita in Alaska di Michael Gardner e Sam Hennessy

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Il report di Sam Hennessy della seconda salita di Light Traveller, una delle vie più difficili sul Denali in Alaska, salita per la prima volta da Stephen Koch e Marko Prezelj nel 2001 e ripetuta adesso, in stile alpino, insieme a Michael Gardner in 36 ore.

Il 4 e 5 giugno Michael Gardner e io abbiamo effettuato la seconda salita di Light Traveller (VI M7 WI6) sulla parete sudovest di Denali. Siamo partiti dal campo “ski hill" a 2400 metri alle 2:30 del mattino e abbiamo raggiunto la cima 36 ore più tardi. Il tempo totale per raggiungere la cima dalla terminale è stato di 31 ore, con le rimanenti 5 ore trascorse in avvicinamento dalla forcella NE del Kahiltna.

La via è stata aperta nel 2001 da Stephen Koch e Marko Prezelj in una spinta unica di 51 ore dal campo a 14200 piedi su West Buttress, e per quanto ne sappiamo, da allora nessuno ha pensato seriamente di ripeterla. Nel loro report, avevano parlato di un'arrampicata difficile fino al raggiungimento della via Cassin, con roccia di altissima qualità, e "il tiro in libera più difficile che Marko avesse salito da capocordata in montagna”. Il che, onestamente, era piuttosto spaventoso! Inoltre erano così stanchi che hanno abbandonato parte del loro materiale in vari punti lungo la via. La qualità però ha suscitato il nostro interesse, così come il fatto che lo stile di salita potesse essere migliorato. Anche il fattore “avventura” sembrava più alto rispetto ad altre vie sulla parete S e SO, poiché tutto ciò che sapevamo proveniva da una descrizione un po’ vaga letta nell’American Alpine Journal del 2002.

Anche se siamo arrivati ​​in Alaska il 19 aprile, a causa delle persistenti ed abbondanti nevicate, non abbiamo mai messo gli imbraghi fino a quando non siamo partiti per il West Buttress il 12 maggio. Sia Michael che io lavoriamo come guide, e i nostri viaggi sono iniziati a pochi giorni l'uno dall'altro. È stato sicuramente bello essere pagati per acclimatarsi! Avevo un team di clienti forte e divertente, e il 28 maggio abbiamo raggiunto al cima solo un paio d'ore prima di Michael.

Siamo ritornati a Talkeetna il 31 maggio, e dopo 2 giorni di riposo e facendo gli zaini siamo volati di nuovo sul ghiacciaio il 3 giugno. Con gli sci abbiamo raggiunto “Ski Hill” quella mattina, e abbiamo avuto 12 ore di riposo prima di iniziare la nostra salita.

Il nostro viaggio attraverso la forcella NE è stato tranquillo, e abbiamo attraversato la terminale alle 7:30 del 4 giungo. I primi centinaia di metri presentano difficoltà moderate, e siamo saliti in conserva fino alla base del primo tiro. Dalle foto che avevamo, riusciamo a capire che c'era un po‘ meno ghiaccio rispetto alla prima salita, ma Michael pensava che non fosse poi troppo male, così si è lanciato verso l’alto con facilità. Sono salito io da capocordata per altri tiri difficili e sostenuti, poi Michael ha salito il cosiddetto “Shower pitch", il tiro che durante la prima salita si era presentato totalmente fradicio, ma che noi abbiamo trovato asciutto e forse il tratto più divertente di tutta la via.

Dopo circa 300 m di arrampicata sostenuta abbiamo raggiunto una fascia di ghiaccio e abbiamo approfittato delle ultime quattro ore di sole per prepararci qualcosa da bere, per asciugare i piedi e mangiare un po‘ di zuppa prima di proseguire nella notte. Ho salito da capocordata attraverso le prime fasce di roccia, che presentavano difficoltà moderate, ma che contenevano dei piccoli passi chiave e di difficile lettura. Proprio quando diventava freddo abbiamo raggiunto il terreno facile, e scaldando in conserva nella neve profonda, siamo salita fino a raggiungere la via Cassin a 5300 metri circa.

A quel punto eravamo piuttosto stanchi e abbiamo continuato lentamente, grati per le poche sezioni con meno neve che hanno reso più facile la salita. A 5.600 metri siamo stati contenti di incontrare Jim e Jake, due alpinisti del Wyoming che stavano facendo una salita da gentiluomini della Cassin. Sono stati gentili e hanno battuto la traccia per 300 metri, poi abbiamo preso noi il comando e abbiamo battuto gli ultimi 300 metri fino a Kahiltna Horn. Questa è stata la parte più difficile della giornata, anche se il tempo perfetto l’ha resa un po‘ più ragionevole. Camminavamo verso la vetta in condizioni di caldo e senza vento, poi abbiamo iniziato a correre giù per il West Buttress.

Anche se ci sono voluti soltanto 30 minuti tra un campo e l'altro, la nostra discesa verso il “Ski Hill” ha richiesto ore, mentre ci fermavamo a chiacchierare, a mangiare e bere con i vari amici giù per la montagna. Ci siamo riposati per 8 ore allo “Ski Hill” e siamo rientrati al campo base il giorno successivo.

Complessivamente Michael ed io siamo d'accordo nell’affermare che la qualità dell'arrampicata è tra le migliori che abbiamo conosciuto, con molti tiri che avrebbero le code nelle più gettonate zone di arrampicata di misto. Anche se sostenuta, l'arrampicata non è disperatamente difficile rispetto agli standard moderni del drytooling, e più persone dovrebbero certamente salire questa via! Siamo stati entrambi contenti di come è andata per noi, il nostro piano ha funzionato bene, siamo saliti velocemente e abbiamo trasportato tutto il nostro materiale in salita e discesa, facendo affidamento solo in minima parte su una traccia battuta in precedenza.

di Sam Hennessey

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