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Santiago Padrós sullo spettacolare primo tiro di Unicorno al Cimon di Palantina in Alpago (Barry Bona, Santiago Padrós, Diego Toigo 05,15/02/2021)
Fotografia di Barry Bona, Santiago Padrós, Diego Toigo
Barry Bona sul terzo tiro di Unicorno al Cimon di Palantina in Alpago (Barry Bona, Santiago Padrós, Diego Toigo 05,15/02/2021)
Fotografia di Barry Bona, Santiago Padrós, Diego Toigo
Giovanni Zaccaria in apertura su Piatto d'Argento al Cimon di Palantina in Alpago, insieme a Andrea Gamberin il 05/02/2021
Fotografia di Andrea Gamberini, Giovanni Zaccaria
Cimon di Palantina in Alpago (Gruppo Col Nudo-Cavallo, Dolomiti) e le vie Unicorno (Barry Bona, Santiago Padrós, Diego Toigo 05, 15/02/2021) e Piatto d'Argento (Andrea Gamberini, Giovanni Zaccaria 05/02/2021)
Fotografia di Santiago Padrós

Sul Cimon di Palantina in Alpago ancora due nuove vie di ghiaccio e misto

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Piatto d'Argento e Unicorno sono i nomi delle due nuove vie di ghiaccio e misto aperte sul Cimon di Palantina (Gruppo Col Nudo-Cavallo, Alpago, Dolomiti), rispettivamente da Andrea Gamberini e Giovanni Zaccaria, e Barry Bona, Santiago Padrós e Diego Toigo. Il doppio report di Zaccaria e Padros.

È Barry Bona ancora una volta ad aprire una nuova via sul Cimon di Palantina, in Alpago. Il 5 e il 15 febbraio l'indiscusso "padrone di casa” di questa fantastica parete si è legato prima insieme a Santiago Padrós, poi anche con Diego Toigo per dare vita ad "Unicorno", una esposta via di misto di 400 metri con difficoltà fino a M6+, AI5+. Durante quella prima uscita Bona e Padrós erano accompagnati da Andrea Gamberini e Giovanni Zaccaria che più a sinistra si sono serviti con l’apertura di "Piatto d’argento". “Un'avventura regalata”, come racconta Zaccaria nel suo report, e “l'inizio di una nuova amicizia” come spiega Padrós.

PIATTO D'ARGENTO, UN'AVVENTURA REGALATA di Giovanni Zaccaria
Solitamente chi apre nuove vie è geloso dei suoi piccoli mondi nascosti e tiene per sé le possibilità ancora da scovare sulle pareti che meglio conosce. Non è il caso di Barry e Santi. Solitamente chi apre nuove vie realizza un sogno accarezzato per anni di osservazioni e tentativi, in compagnia dei soci con i quali forma una cordata affiatata. Non è il caso mio e di Andrea Gamberini.

Io e Gambero ci conosciamo in un buio parcheggio di Ponte nelle Alpi, ancora addormentati prima del caffè. Facciamo il materiale al volo, senza troppe velleità di fast and light, con l'approccio conservativo di chi non conosce e non si conosce. Siamo due che non sanno poi tanto dove stanno andando a cacciarsi e cosa gli riserverà la giornata.

Non siamo mai stati sul Cimon di Palantina, non abbiamo mai arrampicato insieme. Cosa ci facciamo qua? Barry Bona di mestiere fa lo scultore, è il local dell'Alpago nel senso più genuino del termine. Ha aperto quasi tutto (o forse senza quasi?) ciò che è stato scalato con le picche sopra il terrazzo di casa sua. Santi Padros è la macchina da ghiaccio delle Dolomiti, alpinista e guida alpina innamorato della natura in ogni sua forma, appassionato ed attivo come pochissimi.

Loro hanno pensato che la giornata fosse più bella se condita di amicizia, in più cordate l'entusiasmo si propaga. Noi ci siamo fatti coinvolgere senza pensarci troppo, come Ulisse con le sirene, barba ghiacciata e piccozze a parte.

È umido mentre saliamo tra i faggi che circondano Col Indes, che giornataccia. Sudo mentre trascino uno zaino troppo pesante e gli sci da freeride alla prima uscita di stagione, complici gli impianti chiusi e lo sci leggero spezzato giusto il giorno prima. Evviva. Le nebbie ci avvolgono, spesse come le coperte che abbiamo abbandonato troppo presto questa notte. Aumenta il numero degli interrogativi.

Barry dice che schiarirà, che c'è una bella parete sopra le teste, dentro le nuvole. "L'ho sbinocolata ieri, è in buone condizioni." Sarà. Sarà che sembra tutto storto, ma sono quasi stupito quando il Cimon ci degna di uno sguardo.

All'attacco Santi organizza un complicato trasporto materiali per portare gli sci alla base del canalino dove poi scenderemo in doppia. Barry parte per il primo tiro. "Dove andate?" Gli chiedo, ancora una volta senza capire. "Perché non salite quella goulotte sulla destra? È per caso una via già aperta?" "No, in realtà, non si è mai formata così bene come quest'anno! Con il Santi però ci cacciamo su questa linea un po' più effimera!" Mi risponde Barry. "La goulotte sembra fantastica, è lì tutta per voi. Andateci, vi divertirete un casino lassù!"

Io e Gambero ci guardiamo e attacchiamo quella che effettivamente sembra la linea più logica, diretta ed attraente. Non può essere vero. L'arrampicata è divertente ma a tratti delicata. Difficile dare un grado, facile commettere qualche errore: ci muoviamo con calma ed esperienza. Il regalo prende forma man mano che saliamo tra zolle erbose e placche di ghiaccio, e prende ancor più valore quando a metà parete riceviamo la chiamata di Barry: "Gio, tutto bene? Noi troppe scariche dall'alto, ci siamo calati. Se deviate verso sinistra probabilmente finirete sulla Vazzoler, se continuate dritti invece uscite in cima con una linea indipendente. Forza che vi manca poco!"

Io e Gambero stiamo facendo del nostro meglio, adesso ci sentiamo quasi in colpa. Ci hanno regalato la via e poi hanno dovuto rinunciare. Gambero taglia la cornice sommitale al primo pomeriggio, ci battiamo il pugno del guanto fradicio e rovinato. Scendiamo tra le scariche di neve umida, è uscito il sole, il tramonto sarà stupendo. La birra a Tambre, per quanto corposa e di soddisfazione, è un poco amara. Barry e Santi si accordano per tornare a completare la loro opera il prima possibile, dopo qualche scultura, un po' di legna da fare, qualche giornata didattica su ghiaccio e le altre solite cose della vita in montagna.

L'UNICORNO, CHE È SCAPPATO DI CUORE.... di Santi Padrós
Forse sono stati i potere magici di quell’unicorno bianco a farci arrivare in cima alla Palantina con l'inizio di una nuova amicizia. Era l’ora di conoscere Barry, così dopo un bel po' di messaggini e qualche telefonata abbiamo fissato la data del 5 febbraio per farci un giretto in compagnia sulla Palantina. Anche Giovanni e Gambero erano inclusi nel menu, gli avevo proposto di fare cordata assieme, e hanno aperto una nuova via di grande bellezza.

È stata la prima volta che arrampicavo assieme a Barry, è stato molto bello trovarci, con poche parole e con gli stesi pensieri, siamo stati precisi come cordata, c'è stato una telepatia quasi "assonante". Però quel giorno non ci è andata tanto bene, un "spindrift" di ghiaccio umido ci ha fatto desistere dopo il terzo tiro, così ci siamo calati fradici come delle piovre.

É stato 10 giorni dopo che siamo tornati, dopo un periodo di meteo pazza, con pioggia, caldo e dopo un freddo becco. Di nuovo sotto la parete, giornata splendida a -11°C, questa volta anche in compagnia di Diego Toigo. Troviamo una parete incrostata di ghiaccio, che roba! Rifacciamo i tiri già conosciuti, sempre psycho, con una progressione su un alpine ice perfetto. Ognuno di noi disegna a proprio piacere una linea con quell’unico corno dell'animale che ci ha posseduto, è verso le 14:00 che arrivo in cima, dopo arrivano i compagni e anche la soddisfazione di essere riusciti a tracciare una linea così logica in queste ammirevoli condizioni.

Sono grato a tutte le persone che mi accompagnano nella mia passione, con cui condivido anche la mia vita è mi lego per lunghe ore. Grazie a tutti di cuore, questa volta specialmente ad Annabella, Barry, Diego, Gambero, Giovanni, Nicoleta e Alvio.

SCHEDA: Piatto d'Argento, Cimon di Palantina, Alpago


SCHEDA: Unicorno, Cimon di Palantina, Alpago

LINK: Vai a tutte le vie in Alpago nel database di planetmountain.com

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