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Trento Film Festival Ed. di Bolzano: 30 anni dopo la spedizione italiana al Lhotse

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Venerdì 26 agosto alle ore 21) a Bolzano nell'ambito dell’edizione bolzanina del Trentofilmfestival all’Auditorium di via Roèn è in programma una serata con alcuni dei protagonisti della spedizione guidata da Riccardo Cassin.

Spirit, Cime d'Auta, Dolomiti, ManoloBOLZANO. A trent’anni di distanza sarà ricordata domani sera all’Auditorium di via Roèn, presenti alcuni degli alpinisti che vi presero parte, la spedizione italiana alla parete sud del Lhotse.

L’appuntamento di domani sera inaugura il “trittico” di serate promosse dal Trentofilmfestival nell’ambito dell’edizione bolzanina della rassegna che si apre oggi in Piazza Walther con l’inaugurazione di Montagnalibri - Salone internazionale dell’editoria di montagna che resterà aperta fino al 4 settembre.

Ai primi di marzo del 1975 partiva dall’Italia la spedizione alpinistico scientifica del Cai “Lhotse ’75”. La guidava il grande Riccardo Cassin e della spedizione alpinistica facevano parte, oltre a Cassin, 14 forti alpinisti italiani: Alessandro Gogna, Reinhold Messner, Giuseppe Alippi, Gigi Alippi, Aldo Anghileri,, Giovanni Arcari, Mario Conti, Mario Curnis, Franco Gugiatti, Fausto Lorenzi, Ignazio Piussi, Sereno Barbacetto,Aldo Leviti, il medico Franco Chierego.

Obiettivo della spedizione, la prima ufficiale del Cai dopo quella al K2 del 1954, ed anche in questa occasione integrata da una squadra di ricercatori del Cnr per il programma di ricerche scientifiche era la salita del Lhotse dal versante sud nepalese, una parete di oltre 3000 m. Un mese dopo la spedizione innalzava il campo base ai piedi della parete, e si iniziavano le operazioni sulla parete. Le difficoltà fin dall’inizio erano date soprattutto dal cattivo tempo: nevicava molto in quella stagione premonsonica. Due settimane dopo, quando gli alpinisti, malgrado tutto, avevano già sistemato il campo due sulla parete, una grande valanga spazzò il campo base, fortunatamente senza provocare perdite.

Pur con molti mezzi e materiali dispersi, gli alpinisti decisero di restare e ai primi di maggio venne posto il campo 3 a quota 7500 m. Quattro giorni dopo il 7 maggio una nuova valanga colpiva questo campo in quota proprio mentre nella tendina si trovano Sereno Barbacetto e Aldo Leviti. I due alpinisti riuscivano miracolosamente ad aprirsi uno spiraglio nella coltre di neve che schiacciava la loro tendina e ad uscire dalla trappola scavando un lungo tunnel nella neve. Una vera batosta per la spedizione, priva delle tende, dei materiali e ora anche del tempo per poter pensare di raggiungere la cima. Gli alpinisti proposero quale alternativa di percorrere la cresta Nupse - Lhotse, ma ancora una volta si dovettero arrendere di fronte all’inclemenza del tempo. Il 20 maggio Riccardo Cassin ordinò la smobilitazione del campo base e il rientro a Kathmandu.

Sarebbero passati altri 15 anni prima della conquista del Lhotse dal versante sud, (“una parete per l’alpinismo dopo l’anno 2000” secondo Messner), da parte dello sloveno Tomo Cesen, in solitaria, il 24 aprile 1990. Una salita contestata da molti autorevoli esponenti del mondo alpinistico. In precedenza su questa parete il 24 ottobre del 1989 aveva trovato la morte il grande alpinista polacco Jerzy Kukuczka, precipitato dalla cresta sommitale, dopo aver vinto la terribile parete, quando sembrava oramai avviato verso la sicura conquista della vetta in compagnia dell’altro polacco Ryszard Pawloski, che riuscì miracolosamente a ridiscendere tutta la parete da solo. Nello stesso anno anche Reinhold Messner aveva organizzato una spedizione internazionale chiamando diversi forti alpinisti per tentare di salire la parete, senza però riuscirvi.

A 30 anni dalla spedizione italiana, la stessa sarà rivissuta domani 26 agosto all’Auditorium di via Roèn con inizio ad ore 21 attraverso le testimonianze dirette di alcuni dei protagonisti, in particolare l’accademico Sereno Barbacetto, originario di Ravascletto in Friuli, ma che ancora giovanissimo si era trasferito a Bolzano iniziando la sua carriera alpinistica all’interno della locale Sezione del CAI, divenendo in seguito Istruttore nazionale di sci alpinismo e componente la Commissione nazionale Scuole di sci alpinismo. A partire dal 1970 Barbacetto iniziò un’intensa attività in solitaria su roccia e ghiaccio che gli valse l’accoglimento al Club Alpino Accademico (CAAI). Dopo la spedizione al Lhotse si è dedicato al deltaplano abbandonando del tutto l’attività alpinistica di punta. Nel 1978 effettuò il primo volo in deltaplano dal Kilimanjaro. Dopo trent’anni è tornato a vivere a Ravascletto.

Con Sereno Barbacetto ci saranno anche altri due protagonisti della spedizione, Alessandro Gogna e Aldo Leviti. Nell’occasione saranno proiettate le inedite immagini girate durante la spedizione e recuperate negli archivi della Commissione cinematografica del Cai.

Sarà inoltre proiettato il documentario del regista svizzero Fulvio Mariani “200 metri al XXI° secolo, l’anno nero del serpente“, dedicato alle due spedizioni al Lhotse del 1989, quella di Messner e quella risoltasi tragicamente di Kukuczka.


Ufficio Stampa Trentofilmfestival
Marco Benedetti

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