A Courmayeur l’ultima frontiera dell’avventura raccontata dai protagonisti

Enrico Mosetti, Alban Michon, Anna Torretta e Federica Mingolla, Andrea Lanfri, Alex Txikon e Omar Di Felice. Ecco gli ospiti di questa edizione di Courmayeur Feeling Mountain, organizzato in collaborazione con Ferrino sul palcoscenico del Jardin de l’Ange nel mese di agosto.
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Enrico Mosetti
Enrico Mosetti

È uno slancio di pura libertà a tentare ciò che sembra impossibile. Sulle montagne, e in ambienti altrettanto estremi, ci scontriamo con confini apparentemente invalicabili. Finché qualcuno non spicca un balzo e li supera, aprendo una nuova strada, per sé e per tutti. È questo lo spirito – irrequieto e visionario – di Courmayeur Feeling Mountain, che quest’estate presenta al pubblico una nuova "serie di fuoriclasse", avventurieri di ultima generazione. Ad agosto, al Jardin de l’Ange, nel pieno centro di Courmayeur, si potranno incontrare sette personalità emblematiche, eppure profondamente umane nella loro costante ricerca di un limite da superare. La rassegna – organizzata in collaborazione con Ferrino – dedica loro sei serate, dalle 21.15. Un’occasione per scoprire cosa accade dietro le quinte delle spedizioni, spesso in solitaria, che li hanno visti protagonisti negli ultimi anni, accompagnandoli in un viaggio nei loro ricordi e imparando a conoscerli meglio.

2 agosto: Enrico Mosetti, guida alpina, sciatore e icona del ripido
Lo sci come fuga e come arte, come sintesi dell’estetica della montagna. Enrico Mosetti, alias "il Mose", incarna un lo spirito dello sci ripido. Guida alpina originario di Gorizia, ha iniziato a far parlare di sé nel 2015 con le sue discese in solitaria nelle Ande peruviane, sulla famigerata Cordillera Blanca, come la parete sudest dell’Artesonraju, la montagna simbolo della Paramount Picture. Come in un film, ha inanellato exploit da record – da solo o con compagni di avventure – come la prima discesa della Caroline Face, sul Monte Cook/Aoraki e la discesa del versante Nord di una cima di 5505 metri senza nome nella regione pakistana del Gilgit-Baltistan (maggio 2023). Bagaglio minimo, pendenze estreme: questa la sua filosofia di vita.

9 agosto: Alban Michon esploratore polare e sommozzatore estremo
L’esploratore francese Alban Michon non teme il grande freddo, sopra o sotto la superficie dell’acqua. Nel 2010 si immerge nelle acque del Polo Nord geografico, nel 2012 percorre 1000 Km con un kayak da mare lungo la costa della Groenlandia, fermandosi ad osservare gli iceberg "da sotto". Nel 2018 parte in solitaria sulla banchisa artica, viaggiando 62 giorni sulle tracce dell’esploratore norvegese Roald Amundsen – il primo ad aver compiuto il passaggio a Nord-Ovest – per poi cedere di alle difficoltà dovute allo scioglimento dei ghiacciai. Viaggia in slitta e in snowkite, si immerge a -55°C. Michon è testimone privilegiato di un mondo che cambia, e denuncia lo scioglimento dei ghiacciai e l’innalzamento del livello delle acque.

14 agosto: Anna Torretta e Federica Mingolla raccontano il loro K2 70 anni dopo Lacedelli e Compagnoni
Una spedizione di donne, italiane e pakistane, si prepara a salire sulla vetta del K2 per celebrare i 70 anni dalla leggendaria impresa di Lacedelli e Compagnoni. Al ritorno dal progetto K2-70, organizzato dal CAI, le guide alpine Anna Torretta e Federica Mingolla sono attese a Courmayeur: racconteranno l’avventura vissuta a fianco delle connazionali Cristina Piolini e Silvia Loreggian e di quattro alpiniste pakistane, Amina Bano, Nadema Sahar, Samina Baig e Samana Rahim. Torretta e Mingolla sono due tra le pochissime guide alpine donne in Italia, ed esercitano in Valle d’Aosta. La prima, da 20 anni a Courmayeur, fortissima arrampicatrice su ghiaccio, ha scalato alcune delle pareti più difficili al mondo, mentre la seconda, atleta internazionale, è una delle italiane più interessanti del panorama dell’arrampicata su roccia e dell’alpinismo Europeo.

16 agosto: Andrea Lanfri, già atleta paralimpico, recordman come alpinista ed esploratore
Andrea Lanfri ha 29 anni quando in seguito a una meningite perde entrambe le gambe e sette dita. Qui inizia la sua seconda vita. Da atleta paralimpico conquista tre record italiani, due medaglie di bronzo e un argento agli Europei e un argento ai Mondiali 2017. Ma non basta. In quell’anno torna a confrontarsi con la roccia, il suo primo amore, nell’arrampicata e nell’alpinismo. È il primo sportivo con pluriamputazioni a raggiungere la cima del Monte Everest, e detiene svariati primati, come il più veloce miglio corso in quota, valido come Guinness World Record. Con il suo progetto "from 0 to 0" è il primo atleta paralimpico a salire da livello del mare su una vetta, per poi ridiscendere, alternando bici, scalata e corsa. In una parola: inarrestabile.

23 agosto: Alex Txikon, alpinista ambientalista, uno degli autori della prima salita invernale del Nanga Parbat
Molti ricordano Alex Txikon come il conquistatore, insieme a Simone Moro e Ali Sadpara, della prima invernale del Nanga Parbat. L’alpinista basco è specializzato nelle ambiziose scalate Himalayane, in invernale. Ultimo di 13 fratelli, non concepisce le salite se non sono condivise con affiatati compagni di cordata. Oggi può vantare 11 delle 14 montagne più alte della Terra nel suo curriculum, e ha speso le ultime stagioni fredde sull’Everest e sul K2. Ha maturato una profonda coscienza ambientale: nei suoi campi base troviamo igloo, stazioni per il monitoraggio meteorologico e team di ricercatori intenti a studiare lo stato di salute dei ghiacci.

30 agosto: Omar di Felice, campione di ultracycling, ciclista artico
A Courmayeur tutti conoscono l’ultratrail. L’ultracycling si avvicina a questo concetto ed è la grande sfida di Omar Di Felice. Inizia emulando il suo eroe Marco Pantani, diventa professionista ma poi cambia vita, e inventa il proprio modo di vivere la bicicletta. Si avvicina alle gare su lunga distanza, arriva primo al Tortour Switzerland, Le Raid Provence Extrème, Race Across Italy, secondo alla Transiberica Race, primo italiano a vincere la Transamerica e la Indian Pacific Wheel Race in Australia. Negli anni 2000, in Islanda, si innamora del freddo, che inizia ad esplorare attivamente in inverno. Nel 2022 conclude il primo Giro del mondo artico attraversando la Lapponia, dalla Russia alla Norvegia, ed esplorando Isole Svalbard, Groenlandia e Islanda, fino a toccare il circolo polare artico in Alaska. Con il suo progetto "Bike to 1.5°C" si impegna a divulgare gli effetti del cambiamento climatico. Nel 2023 compie la parziale traversata dell’Antartide in bicicletta, coprendo 716 Km in 48 giorni.




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