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Derby de La Meije, La Grave

di

Dal nostro 'inviato' Marcello Cominetti, la classica e un po' pazza competizione di sci sulle montagne dell'Oisans (Alpi francesi).

Derby de La Meije 7 aprile 2000

Non convenzionale, informale, tutto da vedere e… da fare, duro, volendo pericoloso, volendo no, una gara per davvero, insomma il Derby de la Meije è una delle cose più divertenti che si possano fare sulla neve ma… attenzione qui bisogna sciare sul serio!

La montagna
Andiamo per ordine. La Meije è una montagna dell’Oisans, nelle Alpi francesi, più o meno alla latitudine di Torino, nei pressi di Briançon, mezz’ ora d’auto dal confine del Passo del Monginevro. Mezz’ora? Uhmm forse un’ora, ma guidava Sandro e non vedeva l’ora di arrivare, lui ha una macchina che chiama l’aereo… quindi calcolate un’ ora!
La Meije, dicevo, è una montagna, ma di quelle notevoli, alta quasi 4000 metri ma non chiedetemi la quota esatta non me la ricordo.
Le sue pendici settentrionali sono gremite di ghiacciai vertiginosi, ripidi pieni di crepacci orrendi di pericoli ovunque.

Il paese
Ai suoi piedi sta La Grave un graziosissimo paesino di montagna, ma di montagna per davvero, con le case di pietra e legno ben curate, tenute bene, nessun condominio "ski total" alla francese, solo vecchie case esibite con orgoglio ma modeste, veramente piacevoli. Qualche negozietto, molti bar con terrazza esposta al sole, ben frequentati, bella gente insomma.

Ma cosa avete capito?!
Nessuna porsche o fuoristrada americane lucide, qui a nessuno interessa esibire niente, nessun vestito firmato per l’apres ski, lurido goretex "come se piovesse", non ci si cambia neppure per l’ apres ski come usa a Cortina o a S. Moritz, o si è lì o si manca! E basta, insomma si sta bene perché a nessuno gliene frega niente di te, di chi sei, da dove vieni, quanti soldi hai. Sei lì! indossa l’ Arva, chiudi stretti gli scarponi, tieniti forte ai bastoncini e ci sei.
Pochi posti letto, di più non ne servono, la quantità pare non entusiasmare nessuno, la qualità si. E se dico qualità intendo quella che non si può comprare coi soldi ma quella che c’è o non c’è, sei tu che la fai, sei tu che fai il posto!

Gli 'sciatori'
A La Grave non ci sono sciatori perché non esistono piste da sci, ma La Grave è piena di Sciatori dai quadricipiti femorali che macinano curve al ritmo di un milione al giorno, che si svegliano all’ alba per fare la prima traccia sulla neve fresca caduta la notte, che si mettono gli sci in spalla, se vale la pena, e camminano chiacchierando, che non gliene importa niente se si fa fatica e poi però ci si diverte nella polvere o si salta giù dalle rocce più alte di quelle di ieri, che hanno 17 o 50 anni ed è lo stesso, e che…
Insomma non consiglierei mai a uno sciatore entusiasta del fatto che si stanno costruendo sempre più impianti per lo sci indoor, di andare a La Grave, non capirebbe!

Le discese
Una funivia lentissima sale dal paese fino a 3550 m, e meno male che è lenta perché ad ogni discesa le gambe vi chiedono pietà mentre i vostri occhi lacrimano di gioia e con loro si riposano seduti negli ovetti gialli, dove si socializza perché si ha voglia di scambiarsi pareri su quella variante, su quel canale che sembra irraggiungibile, su cosa inventare la prossima discesa. Arriverete ad augurarvi di incontrare la coda all’impianto per avere una scusa per smettere un po’ di sciare, inventerete false pipì, vi succederà tutto il contrario di una "tranquilla domenica sulla neve". C’ è a chi piace!

Avvertenze...
Il depliant parla chiaro: noi della funivia vi portiamo su, ma sta a voi individuare il modo che vi garantisca un rientro sicuro a valle, là ci sono dei salti di rocce troppo alti, lì i crepacci sono un po’ troppo grandi, uomo avvisato… il depliant parla davvero chiaro ed ogni sciatore farebbe bene a leggerlo prima di comprare lo ski pass.

Sciatori un po’ matti
Avete capito dunque chi frequenta un posto così? Sciatori un po’ matti, che se gli parlate di piste probabilmente vi vomitano addosso se non vi spostate in tempo, che ad ogni discesa devono svuotare uno zaino pieno di adrenalina e che non si preoccupano di quello che dice la televisione sulle valanghe perché le conoscono come Shumacher conosce la sua Ferrari (se ci pensate bene il paragone non è casuale) e l’ARVA lo tolgono solo per fare la doccia.

Derby de la Meije
Riunite un mezzo migliaio abbondante di questi freerider (è così che si chiamano anche se a me fa un po’ ridere, in fondo si tratta di sciatori di una volta, pensate alle origini dello sci!) tutti nello stesso giorno, mettetegli un pettorale con numerazione crescente, fateli partire a 4 alla volta e cronometrateli.
Si parte dalla cima e si arriva dove la discesa finisce 2150 metri più in basso ed ognuno può scegliere l’itinerario che vuole e lo strumento che scivola sulla neve che preferisce, ampi pendii, canali a 45°, neve fresca o tracciata (ovviamente), salti, gobbe e vestiti come più vi piace. Chiamate il tutto Derby de la Meije ed otterrete quello che a La Grave da dodici anni si conferma uno dei più riusciti appuntamenti sportivi della neve dove si contano le curve e non le birre, anche se quest’ultime non mancano!

Questo si che è sport!
C’ è di tutto, chi corre per vincere ed ha un livello da Coppa del Mondo di Sci o quasi, chi compete con gli amici, ma anche chi vuole solo partecipare alla kermesse della gara per l’emozione di essere lì al via.
Poco più di sei minuti il tempo del primo assoluto, 25 minuti per chi è sceso con calma, skibum provenienti da mezza Europa più qualche yankee (a La Grave ne vive una piccola colonia), 623 partecipanti, sci, telemark, snowboard e monoski le 4 categorie (nel monoski rientra anche un misto di ski bob e monopattino tutt’altro che ridicolo se visto in azione!), 69 gli anni del concorrente più anziano (una distinta signora in knickerbocker beige), organizzazione quasi impeccabile (nell’entusiasmo gli organizzatori hanno omesso il nome della località dove si disputava la gara nel poster appositamente stampato), una decina i feriti ma nessuno … Grave!?

La Grave
è una delle "mecche" dello sci fuoripista, o freeriding secondo i moderni dettami, perché è fatta come solo La Grave sa essere fatta! Per capire allenate le gambe, assoldate una buona guida e… andateci.


Marcello Cominetti
... uno dei più riusciti appuntamenti sportivi della neve dove si contano le curve e non le birre...
...La Meije è una montagna dell’Oisans, nelle Alpi francesi...
C’ è di tutto, chi corre per vincere ed ha un livello da Coppa del Mondo di Sci o quasi, chi compete con gli amici, ma anche chi vuole solo partecipare alla kermesse della gara per l’emozione di essere lì al via.
Guide Alpine italiane che propongono stage di freeride a La Grave oltre a Marcello Cominetti (tel 0339/8134303, guidestartrek@hotmail.com)

Luca Prochet (tel 0121/944187),

Armin Fisher (tel 0347/2320106
arfisher@tin.it).

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