František D’Agostino e Samuel Stroh in arrampicata a Yosemite, primavera 2026
Daniel Teitelbaum

Tre big wall in libera in Yosemite per František D'Agostino e Samuel Stroh

La cordata composta dal climber ceco František D'Agostino e dallo statunitense Samuel Stroh ha vissuto una primavera da incorniciare nello Yosemite: in appena due settimane i due hanno salito in libera tre big wall: 'El Niño', 'Golden Gate' e 'Father Time'
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František D’Agostino e Samuel Stroh in arrampicata a Yosemite, primavera 2026
Daniel Teitelbaum

La cordata composta dal climber ceco František D'Agostino e dallo statunitense Samuel Stroh ha vissuto una primavera da incorniciare nello Yosemite: in appena due settimane hanno salito in libera tre big wall: tre vie di VI grado.

L'obiettivo principale era scalare in libera ed in 24 ore El Niño (800m, 27 tiri, 5.13c/8a+). Missione compiuta la mattina del 4 maggio, dopo aver scalato per tutta la notte. Nei giorni precedenti i due avevano dedicato sei sessioni a studiare tutti i tiri, compreso un giorno in cui erano scesi in doppia dalla cima. Il tentativo finale è durato 18 ore e 21 minuti. Hanno scalato ogni tiro in libera, alternando il comando tranne sul tiro chiave (5.13c/8a+), salito da entrambi da capocordata.

"Era il nostro primo vero tentativo, infilato tra un acquazzone e l'altro. Sinceramente non ci aspettavamo di riuscirci, ma dopo un avvio nervoso, in cui Sam è caduto due volte sul primo tiro, abbiamo trovato il ritmo e non abbiamo avuto grossi problemi (io sono caduto solo due volte su tiri più facili). È stata una notte calda e splendida, con la luna piena a illuminarci la via. Ci siamo divertiti un sacco, ascoltando musica, mangiando snack e regalando un'alba gloriosa a coronare il tutto!" racconta František.

Quattro giorni di riposo e sono tornati sul Big Stone per tentare Golden Gate (900m, 34 tiri, 5.13a/7c+) in giornata. Samuel l'aveva già scalata dal basso in stile big wall con Adrian Vanoni nel 2022, mentre František aveva salito Freerider nello stesso anno. Per lui quindi, dalla cengia "Alcove" (a metà parete) in poi, era tutto terreno vergine.

"Siamo stati anche la prima cordata a salire una via questa primavera, quindi per me è stata una vera esperienza dal basso, una grande avventura!" commenta František.

Arrampicando per tutta la notte e la mattina seguente, sono arrivati alla cengia Tower of People verso le 13, con due tiri di 5.13 alle spalle e altri due appena sopra. Stanchi, in pieno sole e in ritardo sulla tabella di marcia, la pressione si faceva sentire. Golden Desert (tiro 28; 5.13/7c+) è filato liscio: František l'ha flashato (con protezioni preposizionate) e Sam l'ha seguito in libera al secondo tentativo. Poi è arrivato il famigerato A5 traverse (tiro 29; 5.13/7c+), corte ed intenso. František racconta:

"Abbiamo provato e riprovato, sperando di farcela in tempo, ma continuavamo a cadere sul crux, sfiniti e con gli avambracci duri. Al quarto tentativo sono caduto dopo il passaggio chiave e ho pensato che fosse davvero finita. Ma subito dopo Sam ha stampato il tiro come per miracolo, trovando un ritmo calmo! Mi ha talmente ispirato che sapevo di avere un ultimo tentativo. Ci ho messo tutto me stesso e mi sono ritrovato alle catene senza cadere! Incredibile, non ci potevamo credere!"

Dopo aver superato gli ultimi impegnativi tiri, Sam e František, insieme al fotografo Daniel Teitelbaum, erano di nuovo in cima all'El Capitan, a 26 ore esatte dalla partenza e appena dopo il tramonto del 9 maggio.

"Non avevo mai fatto fatica a scalare 5.11 come su quegli ultimi tiri di Golden Gate. I bicipiti si crampavano, le mani sudavano senza magnesite e sentivo di aver toccato il limite. Anche se non abbiamo centrato l'obiettivo alla perfezione, non importa. Sono contento di aver salito la via in libera e di aver vissuto il giorno di arrampicata più epico della nostra vita! Che esperienza pazzesca!"

Si sono presi quattro giorni di riposo, poi hanno deciso di provare un'altra big wall: Father Time (650m; 20 tiri; 5.13b/8a), la famosa via di Mikey Shaefer sulla Middle Cathedral Rock. Essendo all'ombra per gran parte del giorno, sono partiti presto e sono sbucati in cima al buio dopo 14 ore e 47 minuti, scalando ancora una volta l'intera via in libera. Per František è stato una salita dal basso. Ecco il suo commento:

"Abbiamo affrontato Father Time in modo più rilassato, senza la pressione di doverla salire in libera. L'obiettivo era divertirci e stare bene insieme. La via offre alcuni dei migliori tiri su granito che abbia mai fatto: qualità della roccia e movimenti eccezionali! Ero già stanco dall'El Capitan e onestamente ho dovuto scavare più a fondo di quanto avrei voluto, ma ne è valsa la pena. Non è affatto facile, specialmente l'ultimo crux chiamato "Index 11d". Sono contento di averlo fatto, è stato un bel modo per salutare la valle."

D'Agostino ringrazia lo sponsor: Singing Rock




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