Paige Claassen durante la prima ripetizione di Art Attack 8c, Sasso Remeno, Val di Mello.
Rich Crowder

Paige Claassen: Art Attack in Val di Mello e il Lead Now Tour

L'intervista di Paige Claassen e il video sulla via Art Attack in Val di Mello, Val Masino.
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Paige Claassen durante la prima ripetizione di Art Attack 8c, Sasso Remeno, Val di Mello.
Rich Crowder

Lo scorso 1° ottobre la climber statunitense Paige Claasen ha ripetuto la via Art Attack, la durissima placca sul Sasso Remeno in Val di Mello liberata nel 2004 da Simone Pedeferri e gradata 8c. Una via verticale, tecnica, 30 metri di piccolissime tacche che richiedono una precisione tale che fino alla salita della 23enne di Boulder - Colorado, Art Attack non era mai stata ripetuta. Claasen si era subito innamorata di questa linea e l'ha lavorata per 20 giorni prima di centrare la rotpunkt. Il tutto a soli due giorni dalla sua partenza dall'Italia per il Giappone. Ovvero la successiva tappa del Lead Now Tour, il suo viaggio arrampicata lungo 12 mesi che ha un duplice scopo: Arrampicare al massimo e insieme usare l'arrampicata come veicolo per raccogliere fondi per organizzazioni no-profit a favore di donne e bambini che vivono in situazioni problematiche.

Page, parlaci di Art Attack. Come mai questa via?
Art Attack ha catturato la mia attenzione perché è molto raro trovare una placca di questa difficoltà: tipicamente le placche sono o impossibile, oppure più facili. Amo l'arrampicata tecnica e volevo cogliere l'opportunità di tentare una via così unica: 30m di via, e soli 2, forse 3 gradi oltre la verticale.

In Italia hai trascorso un mese. Cosa ci racconti di quest'esperienza?
Ovviamente l'esperienza è stata molto bella! Italia è un paese bellissimo con cibo fantastico e molte belle persone. Devo ammettere però che il tempo durante il mio soggiorno è stato una bella sfida: insolitamente caldo e umido, il che ha reso il mio progetto di salire vie difficili - particolarmente le placche - ancora più difficile. Ma a parte il tempo, ho davvero amato stare qui. Ho anche visitato le aziende CAMP e La Sportiva; imparare la storia dell'attrezzatura che uso è stata una esperienza speciale. Con CAMP sto anche progettando un nuovo imbrago ultra-leggero per le donne, quindi ho anche potuto lavorare a fianco del team Ricerca e Sviluppo. Inoltre sono stata in un alpeggio, ho cucinato la polenta con il cucchiaio di legno, ho assaggiato la grappa, mangiato i pizzoccheri... insomma mi sono immersa nella vita italiana di montagna il più possibile. Ed è stata un'esperienza meravigliosa!

Dopo l'Italia c'è il Giappone, poi Cina, India, Turchia... Come ti è venuto in mente questo Lead Now Tour, qual è lo scopo?
Il Lead Now tour è un progetto che ho creato assieme a Jon Glassberg, il proprietario di Louder Than 11. Il nostro scopo è utilizzare l'arrampicata come veicolo per imparare altre culture e condividere le nostre esperienze con altre persone, tentiamo vie difficili per sensibilizzare la gente e raccogliere fondi per organizzazione no profit. Viaggiando in posti unici speriamo di creare contenuti che siano stimolanti e informativi, per aiutare a sostenere una buona causa. Il nostro obiettivo è raccogliere $10.000 per 12 diverse organizzazioni no profit, quindi $120.000 in totale.

E quindi come vanno le cose finora?
Molto bene direi! Abbiamo raccolto quasi $10,000 ma vorremmo vedere questa cifra aumentare per aiutare donne e bambini che hanno bisogno. Dal punto di vista dell'arrampicata, ho completato 2 dei 3 obiettivi - in Sud Africa avevo fatto la prima salita di Digital Warfare (8b+) e la prima femminile di Rodan (8b+); in Russia non sono riuscita a completare Catharsis (8c+) e in Italia ho appunto ripetuto Art Attack (8c). Ma più persone sanno e parlano di questo tour, e dei nostri sforzi di raccogliere fondi, più il nostro tour avrà successo!





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