Nubivagare, tra sogni e idee al Monte Roccandagia nelle Alpi Apuane
Nubivagare, tra sogni e idee si sviluppa lungo una linea logica: prima su un muro tecnico dove le dita la fanno da padrone, poi un tiro appoggiato, quindi attraverso gli strapiombi dove resistenza e coraggio sono ingredienti essenziali. La parte alta della via si insinua con una continuità di circa 50 metri nello spettacolare strapiombo. La chiodatura offre sequenze obbligatorie e runout; i fix vanno sempre guadagnati, insomma. Se i tiri fossero in falesia, probabilmente diventerebbero unti in poco tempo perché sono molto belli.
La via è stata aperta dal basso da me e Sara Miliani, con l'aiuto di Luca Morosi per il secondo tiro. Il primo, metà del penultimo e l'ultimo tiro sono stati aperti in solitaria da me; circa metà del tempo dell'apertura su questa via l'ho passato da solo e ho avuto occasione di scavare nel profondo delle emozioni.
Sono riuscito a mettermi in gioco fino in fondo con l'apertura dal basso in autosicura. Sul penultimo tiro mi si è rotto un piccolo appoggio (avevo valutato male) e sono caduto quasi 10 metri. Per ripartire e salire fino oltre il punto dove ero caduto ci ho messo un tempo che mi è sembrato infinito. Molto affascinante quello che si può riuscire a fare mettendosi in gioco fino in fondo, senza scuse e con un pizzico di testardaggine.
Ho passato tre giornate in parete in autosicura, due giornate con Sara e una con Luca, quindi ci sono volute 6 giornate per aprire la via. Probabilmente insieme a qualcuno avrei fatto prima, ma sarebbe stato diverso. Credo di aver costruito un me più forte e consapevole delle proprie possibilità.
- Filippo Arigoni, Pisa
Info: www.versanteapuano.it

































