Sul Demirkazik nell'Aladağlar in Turchia Federica Mingolla, Alessandro & Rolando Larcher aprono Close to Heaven
"You’re the closest to heaven that I’ll ever be... and I don’t wanna go home right now...”
Canticchio queste parole scritte dai Goo Goo Dolls mentre saliamo verso il nostro campo, esattamente ai piedi della parete nord del Demirkazik. Io, Rolly e Ale, il team di quest’avventura. L’idea di aprire insieme a Rolly mi ha sempre affascinata ed essere al contempo con Ale, talentuoso e giovane, in parete ad aprire ammetto che per me è come mettere una bella ciliegina su una torta già di per sé ottima.
Siamo partiti dall’Italia con le idee chiare su dove mettere le mani e le punte delle nostre scarpette, ovviamente grazie a Rolly che del luogo è un conoscitore sopraffino. Aveva scattato foto della parete e già immaginato dove avremmo potuto passare. Ammetto che non siamo andati lontani da quella linea che lui si era immaginato. L’esperienza non si compra e lui se l’è guadagnata tutta aprendo 97 vie in giro per il mondo (questa è la 98 in realtà!).
Mentre canticchio il testo di Iris mi giro e dico a Rolly: "Certo che sarebbe bello chiamare una via 'Close to heaven'. Alla fine è la situazione privilegiata in cui ci sentiamo tutti noi quando scaliamo, così vicini al cielo e al “paradiso” che quasi non ci sembra la vita reale". Lui mi risponde che è un bel nome ma la storia finisce lì…
Poi due giorni dopo ci troviamo sotto una copiosa pioggia pomeridiana, siamo in parete, è l’ennesima pioggia dopo giorni instabili e siamo stanchi di questa situazione. Decidiamo come sempre di abbandonare tutto in parete nel nostro bidone blu e di scendere al campo. La discesa è lunga ma con le statiche fissate in parete è più agevole. Scendiamo e ci bagniamo, completamente, non abbiamo più un vestito asciutto, l’acqua che viene giù stavolta è davvero tanta!
Poi accade il peggio: un boato dall’alto ci preavvisa di quello che sta per accadere. Rolly scompare sotto il tetto della prima sosta, Ale è ancora alto in parete e perciò sono entrambi al sicuro mentre io… io sono nel bel mezzo di un terrazzo senza alcun punto di riparo.
Mi schiaccio istintivamente contro la parete e cerco di ripararmi, dall’alto inizia a scendere il finimondo… i sassi che si schiantano attorno a me sono come meteoriti. Mi metto ad urlare per la paura ma non posso fare nulla perché sono con il discensore nelle corde e non riesco quasi a muovermi. Mi accovaccio e trattengo il fiato. Il tutto dura un’infinità di tempo.
Vengo colpita dappertutto ma solo la testa e il ginocchio destro sono vittime di questo conflitto. Inutile dire che tutto ciò non è più capitato dal momento in cui poi, successivamente, in parete ci siamo tornati solo con il meteo stabile. Ma con senno del poi sono tutti bravi.
Sta di fatto che quel giorno è capitato tutto così veloce: l’apertura, la discesa, la scarica di sassi, il soccorso dei miei compagni, la discesa a valle, l’ospedale… io credevo ovviamente che per me sarebbe finita lì. Era già tanto che fossi ancora viva.
Invece, il destino ci ha regalato un’altra possibilità! Nulla di rotto, solo un gran male e qualche punto in testa. 3, 2, 1 giorni al campeggio di Recep e famiglia a recuperare le energie e siamo di nuovo in parete per concludere quello che abbiamo iniziato.
Ed ecco che la canzone acquista un significato maggiore, che la nostra via trova un sottofondo musicale alle avventure che sono trascritte in essa. Ed ecco che la parete nord del Demirkazik viene finalmente scalata attraverso una nuova via da tre italiani uniti da forte motivazione e amore per questa bellissima, quanto inutile, passione.
- Federica Mingolla, Torino
ALLA RICERCA DI SFIDE NUOVE di Alessandro Larcher
Turchia 2025, la mia prima spedizione! Finalmente dopo essermi laureato a inizio luglio, si prospettava davanti a me un’estate di libertà e di scalata! Avevo voglia di sfide nuove, di avventure nuove e così già ad inizio anno avevo espresso a mio papà il desiderio di andare con lui e Fede in Turchia.
Una volta arrivati sono rimasto incantato dai paesaggi e dalla bellezza delle pareti. Dalle foto che avevo visto sembrava bellissimo, ma una volta lì il tutto si è rivelato di gran lunga migliore di quello che mi aspettavo. I dettagli tecnici della via li lascio ai miei compagni e alla relazione della via. Quello che mi è rimasto è sicuramente l’esperienza incredibile di aprire dal basso e liberare una nuova via su una parete immensa, i momenti al campo base, le emozioni vissute nella pienezza assieme ai miei compagni.
Sono stato davvero entusiasta di aver partecipato a questa spedizione, ho potuto imparare moltissimo e tramite questo viaggio credo di essere cresciuto molto ed aver acquistato una maggior consapevolezza che mi aiuterà nei progetti futuri.
Ringrazio infinitamente i miei compagni per la pazienza, per tutti gli insegnamenti e per aver condiviso quelle magnifiche giornate. Un grande grazie va anche al Camping Aladaglar e ai suoi titolari Recep, Zeinep e Pelin, per il grande aiuto e sostegno!
- Alessandro Larcher, Mattarello, TN
LE MERAVIGLIOSE MONTAGNE DELL'ALADAGLAR di Rolando Larcher
Vent’anni fa scoprivo le meravigliose montagne dell’Aladaglar. Assieme a Maurizio Oviglia e Michele Paissan, aprimmo la nostra prima via sulla parete est del Demirkazik: Üç Muz (Tre Banane…). Notammo anche il lato nord di questa montagna, ma non la considerammo, perché alla base c’era un ghiacciaio e la parete grondava acqua dai nevai sospesi.
Lo scorso anno ripassai sotto il Demirkazik da turista, facendo un trekking con mia figlia Anna. La parete non era più la stessa! Totalmente asciutta ed il ghiacciaio sparito! Purtroppo il riscaldamento globale non risparmia nessuno, ma egoisticamente, ha valorizzato il suo lato nord.
Così l'estate scorsa mi sono ritrovato nuovamente ai piedi di questa grande montagna, accompagnato da due compagni meravigliosi. Federica, un’amica che da troppo tempo mi lusingava, chiedendomi di aprire una via assieme. Alessandro, mio figlio, che mi ha stupito ancora una volta, chiedendomi ciò che potevo solo sognare: condividere assieme una spedizione. Un privilegio, un’iniezione di energia ed entusiasmo, tali da farmi scordare i miei 60 anni.
Non è stato facile raggiungere la cima. Il giorno che siamo stati colpiti da quella furiosa scarica di sassi, lo ricorderò come il peggiore di 44 anni di alpinismo. Una disperata fuga ad un riparo, non sapendo dove e come stavano loro. Poi Fede mi ha raggiunto, piangendo e ferita. Era dolorante ed infreddolita, ma niente di irreparabile, così il pensiero è tornato ad Ale. 20 minuti interminabili di devastante incertezza. Lentamente le pietre hanno smesso si precipitare e con il panico nel cuore ho risalito la corda per capire. Per fortuna Ale c’era ancora: vivo, indenne e con lo zaino sulla testa!
Scendendo dal campo con Federica sul cavallo, pensavo che il progetto fosse terminato, ma con un veloce tagliando all’ospedale di Çamardi, l’indomita Leonessa si è ripresa con una rapidità sorprendente. Dopo solo 4 giorni dall’infortunio tornavamo al campo, il successivo raggiungevamo la vetta ed infine dopo un restday, coronavamo il tutto con la salita in red point in 12 ore di scalata.
Alessandro mi ha stupito ancora una volta! Sempre entusiasta, ha appreso velocemente tutte le dinamiche dell’apertura, senza mai farsi intimorire dalla sua prima bigwall. Di Federica già sapevo del suo altissimo livello in arrampicata, ma questa è stata un’occasione per conoscerla meglio e apprezzare le sue molteplici doti come: l’organizzazione scrupolosa, l’efficienza e anche la sua bravura nel cucinare. Grazie ragazzi, siete stati dei compagni fantastici! È stato un piacere condividere con voi questa bellissima avventura! Ringrazio anche la splendida famiglia Ince: Recep, Zeinep e Pelin. Per la nostra grande amicizia ed il vostro insostituibile supporto!
Motivazione, entusiasmo, affiatamento e fortuna: l’alchimia magica che ci ha permesso d’arrivare in cima. Il nome della via è Close to Heaven, scelto per gli evidenti accadimenti…
- Rolando Larcher, Mattarello, TN
Sponsor
Federica ringrazia: La Sportiva, Petzl, So Food, Alba Optics, Sherpa Mountain Shop, Guma Factory
Alessandro ringrazia: La Sportiva, Petzl, Montura, Trentino Marketing
Rolando ringrazia: La Sportiva, Petzl, Montura, Totem Cam














































