Home page Planetmountain.com
Noasca Diamond in Valle dell'Orco: Andrea Giorda con le mani nella fessura del coccodrillo sulla Silver
Fotografia di Gian Piero Porcheddu
Noasca Diamond in Valle dell'Orco: Andrea Giorda sulla Coffee Crack sulla Silver
Fotografia di Gian Piero Porcheddu
Noasca Diamond in Valle dell'Orco: Claudio Battezzati sulla Gold, penultimo tiro
Fotografia di Gian Piero Porcheddu
La Valle dell'Orco e le famose pareti dalla cima di Noasca Diamond
Fotografia di Gian Piero Porcheddu

Voglia di Orco? Noasca Diamond!

di

Il racconto di Andrea Giorda che in Valle dell’Orco insieme a Claudio Battezzati ha aperto la nuova via d’arrampicata Noasca Diamond. Alta 350m, ha tutti gli ingredienti per diventare tra le più ripetute tra quelle di media difficoltà in Valle Orco.

Cos’è Noasca Diamond? Una nuova via che sale per 350 metri di sviluppo e 15 tiri, ad appena 15/20 minuti dal parcheggio di Noasca. Arrivati in cima si scende rapidamente alle macchine dal comodo sentiero di Pian Rocci. Anche se aperta da due pensionati ultra sessantenni, non vi inganni, è una via vera di un certo impegno ed è un campionario della scalata in Valle Orco.

Roccia stupenda, placche, fessure, muri e un panorama mozzafiato sulla Valle, alta e bassa. Pur non essendo su una delle pareti più famose, crediamo che possa essere una valida e divertente alternativa alle vie più blasonate e diventare una via molto ripetuta.

L’ingaggio è volutamente ridotto al minimo, Claudio Battezzati ed io, gli apritori, abbiamo ricevuto tanto da questa Valle e volevamo fare qualcosa che fosse un richiamo per chi non si sente di andare sulle vie più esposte, ma vuole godersi una giornata su questo magico granito. Attenzione però, dove ci sono fessure evidenti non ci sono spit o sono molto radi, occorre saper mettere i friend, dosandoli con cura. Siamo in Valle dell’Orco!

La particolare struttura di questa parete a salti e un sentiero che la attraversa, permette diversi combinazioni a moduli. Per rendere simpatico il gioco abbiamo diviso la via in tre parti: La Bronze, La Silver e La Gold. Solo se si fanno tutte e tre di seguito vi fregiate del Noasca Diamond!

Se siete placchisti, refrattari ai friend vi lanciate, solo con i rinvii, sulle spettacolari placche della Bronze. Un mare di placche dal colore rossiccio, tipo Grimsel, lisciate dall’antico ghiacciaio che qui premeva e faceva la curva lasciando ben pochi appigli. Potete quindi scendere dal sentiero paghi o avventurarvi sulla Silver, che riserva tutto il campionario del granito, placche, fessure da proteggere, muri. Dalla Silver volendo si scende con tre veloci doppie sul sentiero.

Riassumendo potete fare solo La Bronze, La Bronze e La Silver, o se non amate le placche solo La Silver. Avete mal di testa? Non è finita perché gli ultimi tiri, altrettanto meritevoli sono quelli della Gold, riservati a quelli che vogliono mangiarsi tutta la parete, esplorarne la fine e la vista a volo d’aquila sui tetti di Noasca.

Erano anni, che con una birra in mano seduto davanti al Bar di Sabrina sulla piazza di Noasca, guardavo queste strutture e mi immaginavo una linea. Chi ha il tarlo dell’apertura va in automatico e con lo sguardo vaga e vede tracce di continuo. Devo dire che da sotto immaginavo una sequela di placche ammuffite con qualche bel passaggio ogni tanto, e sinceramente non è il mio genere.

Su queste pareti esistevano già brevi vie di Perucca vicino alla cascata, una di Fausto Aimonino su bellissime placche, sistemata potrebbe essere interessante, e una via lunga 200 metri, Follie per Moana, aperta dal dream team Manlio Motto, Rinaldo Sartore, Roby Perucca e S. Mantoan nel 1992. Via impegnativa per l’obbligatorio e che necessiterebbe di una decisa spazzolata e nuovi cordoni per le soste. Gli spit, anche se un po’ anneriti, sembrano ancora buoni. Il nome ricorda la mitica Moana Pozzi, che sdoganò con la sua intelligenza e ironia il porno, arrivando in TV a presentare programmi per le famiglie. Erano anni meno bacchettoni dove Cicciolina, sua alter ego in nude-look floreale e voce suadente da bambina si fece eleggere alla Camera dei deputati nelle file dei Radicali, grazie a quel volpone di Marco Pannella.

In questi anni di asfissiante politically correct, privacy ossessiva, che ritiene materiale morboso anche una foto di compleanno di vostro figlio con i suoi amici davanti a una torta, si sente un po’ di nostalgia per qualche innocente e sagace trasgressione, viva dunque Follie per Moana. Queste vie, per vari motivi, non sono mai decollate, subendo la concorrenza della vicina Torre di Aimonin.

Nell’autunno 2019 ho proposto a Claudio una ricognizione su queste pareti sopra al piazzale di Noasca. Con Claudio siamo reduci dalla bellissima avventura al Cateissard in Valle di Susa. Con sfumature diverse su una cosa siamo assolutamente solidali, la ricerca della qualità. Qualità nella linea e nell’ attrezzatura, il tutto deve avere un senso e un’armonia o si rinuncia.

Claudio ha aperto vie splendide come Miroir Doc al Sergent ed io ho iniziato ad aprire vie in Valle dell’Orco nel 1979, il Diedro Atomico e Sitting Bull, poi Nautilus e proprio qui sopra Aldebaran al monte Castello come raccontato di recente nell’articolo la Baita di Sitting Bull. Quelle erano vie dove ci si giocava il due di picche con un certo rischio, non esistevano neanche i friend, si spingeva al massimo, erano avventure alla ricerca del proprio limite e della prestazione.

Nell’ultimo quarto della propria vita, fare regali è più piacevole che riceverne, quello dei vent’anni era il tempo dell’Avere, del capire chi sei e dove puoi arrivare. Ora è il tempo del Dare e della condivisione, l’obiettivo di Noasca Diamond è realizzare un progetto che permetta a tutti di divertirsi e conoscere questi posti a noi cari.

I tantissimi che hanno scalato i 400 metri della via A volte ritornano alla Punta Phuc al Monte Castello, aperta di recente, sono una dimostrazione che questo è possibile. Idealmente Noasca Diamond è la parte bassa e farle entrambe in un super–weekend, con sosta al romantico rifugio di Noaschetta, regala complessivamente 750 metri (!) del più bel granito, perfettamente attrezzato, in un ambiente magico e relativamente a bassa quota. Ideale per chi viene da lontano, raro trovare una combinazione simile e così accessibile sulle nostre Alpi, potrebbe essere la combinazione Noasca Platinum per continuare il gioco.

Trovare la linea giusta per quest’ultima via non è stato affatto semplice, ma cosa c’è di più bello di scovare il Diamante nella sabbia, dove apparentemente non c’è nulla che valga la pena. Non amando le placche, nell’autunno 2019 ho convinto Claudio inizialmente ad esplorare tutta la parte sinistra che è solcata da varie fessure, ma l’arrivo di piogge torrenziali ci hanno scoraggiato, mettendo in evidenza quanto siano soggette al bagnato. Stavamo per rinunciare.

Piano piano però, si è fatta largo l’idea di seguire linee più asciutte spostandosi all’estrema destra. Con grande sorpresa scopriamo una via molto più continua di quello che si poteva immaginare da sotto. I tiri sono sempre collegati l’uno all’altro, alcuni splendidi e ciliegina sulla torta, dalla cima si scende rapidamente per un comodo sentiero. Dopo tanto vagare è lei il nostro Diamante di Noasca, con Claudio scherziamo, se è meglio la Bronze o la Silver, come dire se è meglio la crema o il cioccolato, a ognuno la sua.

Se lo puoi sognare lo puoi fare! Divertitevi! Questo è il nostro augurio e la ricompensa di tanto lavoro.

Andrea Giorda CAAI - Alpine Club UK

SCHEDA: Noasca Diamond, Valle Orco

Condividi questo articolo


NEWS / News correlate:
Federica Mingolla e Andrea Migliano aprono una nuova via alla Punta Phuc in Valle dell'Orco
29.05.2020
Federica Mingolla e Andrea Migliano aprono una nuova via alla Punta Phuc in Valle dell'Orco
Il racconto di Federica Mingolla e Andrea Migliano che hanno aperto Gli amici di via Po, una nuova via d'arrampicata alla Punta Phuc del Monte Castello, Vallone di Noaschetta, Valle Orco. La via è stata aperta in onore di Adriano Trombetta.
Valle dell'Orco - Generazione Sitting Bull: anni ’80, l'evoluzione
14.02.2020
Valle dell'Orco - Generazione Sitting Bull: anni ’80, l'evoluzione
Negli anni ‘80 nasce l’arrampicata sportiva. La generazione che aveva vent’anni negli anni ‘70 è a un bivio. C’è chi sceglie di scalare in falesia per raggiungere i gradi estremi e chi vuole portare la scalata libera ai massimi livelli sulle grandi pareti. La terza ed ultima puntata di Andrea Giorda, con il racconto e il video di quegli anni con le foto originali.
Generazione Sitting Bull - Seconda Parte
07.02.2020
Generazione Sitting Bull - Seconda Parte
Valle dell’Orco - Alle origini dell'arrampicata Trad 1974-1982. 12 vie per comprendere e rivivere le emozioni della scalata libera anni ‘70 di Andrea Giorda.
Valle dell'Orco - Generazione Sitting Bull: alle origini dell'arrampicata trad
31.01.2020
Valle dell'Orco - Generazione Sitting Bull: alle origini dell'arrampicata trad
La prima di tre puntate in cui Andrea Giorda ripercorre la storia dell’arrampicata in Valle Orco tra la fine degli anni ‘70 e l'inizio degli anni '80.
Valle dell'Orco e Serendipity, la nuova via d'arrampicata plaisir sul Sergent
01.07.2019
Valle dell'Orco e Serendipity, la nuova via d'arrampicata plaisir sul Sergent
Maurizio Oviglia presenta Serendipity, la nuova via plaisir sul Sergent in Valle Orco aperta insieme a Cecilia Marchi nel giugno 2019 e la combinazione tra varie vie che ha battezzato 'Placca Tonnata' (max 5c) che diventa probabilmente la più facile via d'arrampicata interamente spittata della Valle dell’Orco.
A volte ritornano, nuova via alla Punta Phuc del Monte Castello
05.08.2016
A volte ritornano, nuova via alla Punta Phuc del Monte Castello
Andrea Giorda presenta A volte ritornano una nuova via d'arrampicata alla Punta Phuc del Monte Castello nel vallone di Noaschetta, Gruppo del Gran Paradiso, aperta insieme a Mario Ogliengo, Michele Amadio, Filippo Ghilardini e Martina Mastria.
Valle dell'Orco short climbs news: Sitting Bull e Dado
01.10.2013
Valle dell'Orco short climbs news: Sitting Bull e Dado
La seconda puntata dalla Valle dell'Orco di Maurizio Oviglia: le pareti di Sitting Bull e Dado, per un mix di arrampicata sportiva, trad ed artificiale.
I trent'anni della via Nautilus al Sergent, valle dell'Orco
23.04.2012
I trent'anni della via Nautilus al Sergent, valle dell'Orco
Il Nautilus, una delle vie simbolo dell'arrampicata in Valle dell'Orco, raccontato da Andrea Giorda che, trent'anni fa, ne compì la prima salita insieme a Mario Ogliengo e Roberto Perucca. Un viaggio tra passato e presente per ricordare com'eravamo ma anche, forse, per sognare quello che dobbiamo ancora scoprire.
Il Diedro Atomico, il Vento Trad e la cultura dell'arrampicata
23.10.2009
Il Diedro Atomico, il Vento Trad e la cultura dell'arrampicata
Andrea Giorda fa una riflessione sulla schiodatura, avvenuta nei giorni scorsi, della Via del Diedro Atomico (Parete dell’Inflazione Strisciante, Valle dell'Orco).

CERCA nelle news

AREA

TIPOLOGIA

Ricerca nei testi

Autore

EXPO / Prodotti
EXPO / News dalle Aziende
Planetmountain.com logo
Planetmountain.com è continuamente aggiornato: news, itinerari di trekking, arrampicata, alpinismo, freeride, sci alpinismo, snowboard e arrampicata su ghiaccio su tutte le montagne del mondo. Contiene, inoltre, informazioni tecniche sui materiali, recensioni di libri e video, consigli degli esperti, fotografie, interviste ai protagonisti e report di competizioni.
NEWSLETTER

Iscriviti per ricevere la newsletter settimanale con tutte le novità di planetmountain.com

MERCATINO
Ultimi commenti Rock