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Spaziale... la Torre Trieste, Civetta, Dolomiti
Fotografia di Manrico Dell'Agnola
La Torre Trieste in Civetta, Dolomiti. Nello sfondo la Torre Venezia
Fotografia di Manrico Dell'Agnola
L'impressionante mole del Gruppo del Civetta in Dolomiti
Fotografia di Manrico Dell'Agnola
Manrico Dell'Agnola sugli strapiombi del 8° tiro della via Cassin-Ratti alla Torre Trieste, Civetta, Dolomiti
Fotografia di Paolo Colle

Torre Trieste, la via Cassin-Ratti e la bellezza che è per sempre

Manrico Dell'Agnola presenta per immagini e parole la Torre Trieste (Gruppo della Civetta, Dolomiti) e la via aperta da Riccardo Cassin e Vittorio Ratti nel 1935 sullo spigolo Sud Est, una delle più classiche, belle e famose vie alpinistiche d'arrampicata delle Dolomiti e delle Alpi.

Ci sono cose che sai da sempre e che non impari mai. Ci sono cose che hai visto mille volte e sempre ti sorprendono come fosse la prima volta. Prendete le Dolomiti. O, in questo caso, la Torre Trieste sulla Civetta. Si fa presto a dire che la conosci. Si fa presto a dire che è inconfondibile. Eppure ancora una volta guardando le foto di Manrico Dell'Agnola non abbiamo saputo trattenere lo stupore per questa autentica meraviglia. Quante storie raccontano queste visioni di Manrico. La Trieste come obelisco che fa storia a sé e che afferma la sua unicità. Ma anche la Torre che sembra parte assolutamente integrata e fondamentale di tutta la magnifica e sfaccettata muraglia della grande Civetta. La Trieste come isola saldamente ancorata alla terra e la Trieste pronta a partire come un missile che punta alla luna. E ancora la Trieste con quelle sue mille pieghe, tra sole e ombra, che animano l'enorme parete insieme agli spigoli e alle sue innumerevoli prospettive. Quelle delle grandi e salvifiche cenge e quelle dei suoi immensi strapiombi. Poi, ecco la Trieste degli alpinisti. Poi, ecco la Trieste degli alpinisti. Di quelle loro visioni verticali che tra aria, roccia e nuvole si arrampicano fino al cielo. Fino a quel piccolo balcone affacciato sul mondo così ambito e così solitario. E' qui che il 17 agosto del 1935 Riccardo Cassin e Vittorio Ratti sbucarono dopo tre giorni di scalata. Avevano appena salito i 600 metri dello Spigolo Sud-Est, una prima mondiale e un'arrampicata assolutamente affascinante e imperdibile. Tra pochi giorni quella via compirà 82 anni eppure nulla ha perso. E', e resterà per sempre, bella più che mai. Di quella bellezza che non ci stancheremo mai di ammirare. Di quella bellezza che – a quanto pare – ha stregato anche Manrico Dall'Agnola che da almeno tre decenni vagabonda e sale queste pareti su cui cerca, e spesso trova, sempre nuovi segreti e prospettive. Ecco come Manrico ci ha presentato la “sua” Torre Trieste:

Torre Trieste di Manrico Dell’Agnola

"Ci sono montagne che mi possiedono, la Torre Trieste è una di queste e lo Spigolo Cassin è una di quelle vie che non smetterei mai di scalare. Non è certo un’avventura ma un’arrampicata solare e piacevole, ben protetta e divertente e quasi mai banale. In montagna poche volte si spera che una nuvole nasconda il sole, oggi invece infiliamo la testa negli anfratti ombreggiati per non "fonderci" il cervello, questo caldo ci indebolisce e la "grip" delle scarpette non aiuta ma quassù, sul campaniletto, un’aria un po’ più fresca ci fa respirare, il paesaggio è stupefacente, Andrea è in piedi su questo aereo "Cap Spire" dolomitico, ora ci infiliamo nei camini freschi e facili che portano direttamente in cima. Divertimento allo stato puro sulla cima del mondo."

VAI ALLA RELAZIONE DELLA VIA CASSIN-RATTI by MANRICO DELL'AGNOLA su www.sportful.com/via-cassin

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