Alessandro Baù, Alessandro Beber e Nicola Tondini impegnati nell'apertura della nuova via sulla Torre Trieste in Civetta, Dolomiti
archivio Baù / Beber / Tondini

Sulla Torre Trieste in Civetta due grandi nuove vie d'arrampicata

Sulla parete sud della Torre Trieste in Civetta (Dolomiti) sono state aperte due nuove vie d'arrampicata, contemporaneamente e casualmente, da due fortissime cordate composte da Alessandro Baù, Alessandro Beber e Nicola Tondini, e da Simon Gietl, Vittorio Messini e Matthias Wurzer.
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Alessandro Baù, Alessandro Beber e Nicola Tondini impegnati nell'apertura della nuova via sulla Torre Trieste in Civetta, Dolomiti
archivio Baù / Beber / Tondini

Dopo anni di letargo, quest'autunno l'imponente Torre Trieste in Civetta è stata l'oggetto del desiderio di non una ma ben due cordate che, incredibilmente, nello stesso identico periodo si sono trovati ad aprire due vie vicine ma del tutto indipendente su quel missile di roccia che domina la Val Corpassa.

Le due vie sono state aperte nella zona di parete dove esistevano già la mitica Carlesso-Sandri, aperta in 25 ore tra il 7-8 agosto del 1934 da Raffaele Carlesso e Bortolo Sandri, la Cassin-Ratti, aperta in 27 ore da Riccardo Cassin e Vittorio Ratti tra il 15 e 17 agosto 1935, e la Via dei Polacchi, guidati da Jerzy Kukuczka tra il 23 e 26 luglio 1972.

Le due cordate, non poteva essere altrimenti, sono fortissime: da una parte Alessandro Baù, Alessandro Beber e Nicola Tondini, e dall'altra Simon Gietl, Vittorio Messini e Matthias Wurzer. Tra settembre e novembre, in più riprese, a volte nelle stesse giornate, hanno aperto le loro linee che si incrociano sulla prima cengia della parete sud. Si tratta di 28 tiri per Baù, Beber e Tondini, e 20 tiri per Gietl, Messini e Wurzer che hanno attaccato dalla cengia dove partono la Cassin e la Carlesso. Entrambe le vie sono state portate a termine fino in cima, ma visto l'arrivo del freddo, per entrambe manca la prima libera.

In attesa di tutti i dettagli di queste nuove importanti vie sulla sud, segnaliamo che il fatto curioso di trovarsi a "contendere" la stessa parete nello stesso momento, dopo un primo momento di sorpresa e incredulità per la coincidenza, è stato risolto nella migliore delle maniere incoraggiandosi a vicenda per chiudere il proprio progetto. Chapeau




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