In cima dopo l'apertura di 'Plus Ultra' allo Spallone dei Massodi, Dolomiti di Brenta (Daniele Bolognani, Davide Dallago, Walter Endrizzi 07/09/2024)
archivio Daniele Bolognani

Allo Spallone dei Massodi nelle Dolomiti di Brenta la nuova via Plus Ultra

Il 7 settembre 2024 Daniele Bolognani, Davide Dallago e Walter Endrizzi hanno aperto 'Plus Ultra' (VI, 380m) Spallone dei Massodi nelle Dolomiti di Brenta. Il report di Bolognani.
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In cima dopo l'apertura di 'Plus Ultra' allo Spallone dei Massodi, Dolomiti di Brenta (Daniele Bolognani, Davide Dallago, Walter Endrizzi 07/09/2024)
archivio Daniele Bolognani

Impossibile che quel diedro giallo non sia mai stato salito. Con questa frase in testa dopo aver studiato le linee sulla parete e immaginato la nostra il 7 settembre io, Davide e Walter ci avviamo verso lo Spallone dei Massodi.

La parte bassa va via liscia e veloce e la roccia è veramente superba e lavorata. Io e Davide ci alterniamo e riusciamo a salire la linea, proprio come immaginata, fino alla sosta in comune con il diedro nero senza trovare il minimo segno di passaggio. Da lì traverso verso destra e ci troviamo sotto il grande diedro giallo dove purtroppo vedo a 7-8m da terra un vecchissimo chiodo arruginito con anello. Le guide del Brenta sono contrastanti e anche gli schizzi della Buscaini e della guida del Cappellari non combaciano. Decidiamo di provare a salire la placca di sinistra e provare ad entrare nel diedro più in alto evitandone la parte bassa.

Il diedro è super, veramente dolomitico e senza segni di passaggio, ci viene da pensare che quel chiodo più in basso sia un vecchio tentativo (non abbiamo trovato risposte nemmeno informandoci). Dopo 40 metri il diedro è sbarrato da un tetto e con un breve traverso friabile si riesce ad uscire sulla cengia dove entra da destra la via Friedrichsen.

Decidiamo di tenere la nostra linea indipendente e non seguiamo il diedro della Friedrichsen dove si può notare un chiodo più in alto ma usciamo per placca rossa favolosa obliquando verso sinistra e poi verticalmente fino a un tetto che una volta superato ci porta fuori dalle difficoltà. Da qui decidiamo di proseguire con gli ultimi tre tiri della via del diedro nero visto che il terreno è abbattuto e non obbligato.

di Daniele Bolognani

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