Alla Roc de Garnesier (Dévoluy, Francia) Melvin Bou e Kilian Moni aprono Une histoire d'amitié
Col passare del tempo, le nostre caviglie vanno sempre meglio. Così, dopo l'apertura di una bella via di misto con Raphael Olbrecht sulla Cascade de Saute Aure, finalmente Melvin ed io ci concediamo un avvicinamento con gli sci, e con zaini sempre più pesanti. Questa volta puntiamo a Lus-la-Jarjatte, trasportando: un trapano, friend, pecker, chiodi e 30 spit da 8 mm. Inutile dire che l'avvicinamento di 1 ora e 40 minuti sugli sci si è fatto sentire.
Puntiamo la ovest del Roc de Garnesier, una parete poco conosciuta e poco vista che Melvin aveva individuato qualche giorno prima. Il recente disgelo non ha danneggiato troppo la linea, che purtroppo prende sole solo nel tardo pomeriggio. Le condizioni del ghiaccio, però, sembrano più che perfette per affrontare questa enorme parete illibata che ci attira quanto ci spaventa.
La scelta degli spit da 8 mm ci viene naturale, prima di tutto per contenere il peso e poi perché vogliamo dare alla nostra via un’atmosfera avventurosa. Melvin affronta la prima lunghezza con il suo primo pilastro di ghiaccio, e gli mando rapidamente su il trapano per attrezzare un delicato traverso di misto, che porta ad un'ampia placconata di ghiaccio dove attrezziamo la nostra prima sosta a spit. Il tono è subito chiaro: la lunghezza è verticale, e l'atmosfera è già palpabile con il piccolo "sigaro" del secondo tiro che svetta sopra di noi.
Il prossimo tiro sarà compito mio. Qui, incontro la roccia peggiore della via, con placche di calcare di qualità piuttosto "alternativa". Non mi sento completamente a mio agio. Nonostante un intenso lavoro di pulizia, il tratto rimane impegnativo per 5 metri, poi raggiungo rapidamente l'agognato "sigaro" con un po' di artif ed una bella linea di spit. Una volta raggiunto il ghiaccio, mi sento subito un po' più nel mio elemento. Seguono quindi 20 metri di ghiaccio verticale e, soprattutto, divertimento puro, prima di passare alla lunghezza successiva.
Melvin non libera la sezione in A0, ma affronta rapidamente il superbo traverso della terza lunghezza. Passi d'equilibrio, tratti di arrampicata a mani nude, un po' di ghiaccio e due chiodi ci aspettano. La terza sosta è finalmente spittata, poi affronto il tratto successivo con un tiro di pura roccia, su roccia eccellente! Avremmo voluto avere con noi le scarpette d'arrampicata. Mentre inizio a salire in libera, il primo pecker ammortizza una bella caduta appena sopra la sosta. Dopo questa caduta, dimentico il tentativo di salire in libera e passo alla modalità "spittatura ripetuta". Una volta attrezzata la sosta successiva, sarà il mio compagno di cordata Melvin a liberare questo passaggio chiave, composto da numerose incastri degni di una fessura di Chamonix.
Il tempo scorre e tiriamo fuori le frontali. Melvin scala 15 metri di bella roccia in un diedro spettacolare, prima di raggiungere la lingua di ghiaccio che sognavamo. La corda scorre, un primo gradino viene superato, poi sale una magnifica candela di ghiaccio verticale che concluderà la nostra nuova gemma. Arrampicando da secondo, libero il tratto. Un'altra lunghezza epica.
Sono quasi le 20:00, stiamo esaurendo la batteria del trapano e anche gli spit. Stanchi ma felici di aver fatto questa superba scoperta, iniziamo le doppie attrezzate per la salita. Melvin e io ci conosciamo da quasi 10 anni. Abbiamo iniziato insieme ad arrampicare, insieme abbiamo scoperto l'alpinismo, il ghiaccio, la speleologia e tanto altro. La ciliegina sulla torta è che siamo anche nello stesso corso per diventare guide, quindi si può dire che Une histoire d'amitié è davvero una bella storia di amicizia, no?
Per chi fosse interessato a ripetere la linea: è certamente possibile proseguire fino in cima. Ma per noi era tardi, avevamo finito gli spit e la batteria aveva detto basta, quindi siamo scesi. Dato che non ci torneremo presto, abbiamo deciso di condividere le informazioni sulla via, perché è davvero eccezionale!
- Kilian Moni, Chamonix, Francia








































