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Aiguille de la Brenva Père Eternel. Ultimo tiro della Via Papa Giovanni Paolo II
Fotografia di Gianni Lanza / montagnabiellese
Aiguille de la Brenva Père Eternel. Noi piccoli piccoli forse saliremo lassù
Fotografia di Gianni Lanza / montagnabiellese
Aiguille de la Brenva Père Eternel. Dafne Munaretto, ogni passo un viaggio sulla storica pertica in legno
Fotografia di Gianni Lanza / montagnabiellese
Aiguille de la Brenva Père Eternel. Dafne Munaretto in cima
Fotografia di Gianni Lanza / montagnabiellese

Père Eternel, inseguendo la storia dell'alpinismo all'Aiguille de la Brenva

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La guida alpina Gianni Lanza presenta la salita in cima al Père Eternel all'Aiguille de la Brenva nel massiccio del Monte Bianco attraverso la storica pertica in legno, utilizzata da Laurent Grivel, Arturo Ottoz, Osvaldo Ottoz e Albino Pennard durante la prima salita nel 1927. La scheda della via, abbinata alla via Giovanni Paolo II utilizzata per raggiungere la base della guglia.

Il 23 luglio 2018 partiamo da Courmayeur con la prima funivia ma questa volta non saliamo fino a Punta Helbronner, bensì ci fermiamo al Pavillon. È incredibile ma in tanti anni non mi era mai successo di fermarmi al primo troncone.

Vogliamo salire la Père Eternel, guglia vista e sognata più volte ma ai nostri occhi ancora inaccessibile. La vediamo alta e lontana sopra di noi mentre ci incamminiamo per ripidi prati e lunghe pietraie che ci portano alla morena e successivamente al Ghiacciaio di Entrèves, che risaliamo. L’ambiente è solitario e severo, nessuno intorno a noi, solo l’incombente parete est dell’Aiguille de la Brenva.

È stato faticoso ma dopo l’ultima gobba di neve raggiungiamo l’attacco della Via Papa Giovanni Paolo II; ci prepariamo precariamente appesi ad un cordone spelacchiato, in bilico sul crepaccio tra il ghiacciaio e la parete di roccia.

Il primo tiro non è amichevole, le protezioni sono ridotte all’essenziale, non è possibile integrare e la roccia è liscia e un po’ scivolosa. I tiri si susseguono, abbastanza impegnativi, con bella arrampicata: il tempo che sembrava bellissimo diviene nuvoloso.

Dopo 8 tiri finalmente raggiungiamo la Breche: il Père Eternel si staglia davanti a noi, bello ed impossibile. Fino a qui sono stato davanti io, adesso cedo il comando della cordata a Dafne, che salirà da prima la precaria parte finale della via. È impressionante vederla in pieno vuoto abbarbicata alla traballante pertica. Ancora un’affilatissima cresta e siamo in cima. È tutto incredibile, bellissimo.

Sarei sereno se tutto questo adesso non lo dovessimo ridiscendere, ma le cose per fortuna vanno molto meglio del previsto: le calate, predisposte in modo intelligente non creano incastri nelle corde, velocemente torniamo al ghiacciaio.

Godo di una felicità semplice, nata dal risveglio di un sogno sopito e dalla successiva realizzazione. L’azione in questo momento mi impedisce di pensare troppo, mentre corriamo per raggiungere in tempo l’ultima funivia.

Guida Alpina Gianni Lanza

SCHEDA: Giovanni Paolo II + Père Eternel, Aiguille de la Brenva, Monte Bianco


Père Eternel
Il Père Eternel (in italiano Padreterno) è un ago di roccia monolitico dall’aspetto impossibile. Sorge in un luogo selvaggio ed appartato del Monte Bianco, sulla cresta nord dell’Aiguille de la Brenva.

Fu salito con una rocambolesca avventura il 7 agosto del 1927 da Laurent Grivel, Arturo Ottoz, Osvaldo Ottoz e Albino Pennard. Nella storia di questa scalata si intuisce il rapporto interiore che si era instaurato tra gli scalatori e l’impossibile guglia, un rapporto quasi d’amore, dove la materia prende vita e diventa quasi un’ossessione. Per conquistarla ad ogni costo il gruppo di intrepidi giovani si inventò di superare il tratto strapiombante utilizzando una pertica di legno portata da Courmayeur (lunga circa 6 metri) fissata precariamente alla parete con alcuni aghi da mina e chiodi da roccia. Uno di loro si arrampicò sulla traballante pertica sostenuta dagli altri compagni e raggiunse la cima.

Ancora oggi si percorre la via utilizzando l’instabile pertica: è emozionante affidarsi al tremolìo di questo esile pezzo di legno, che per nulla infonde sicurezza ma che resta l’unico modo per raggiungere la cima

Per info visitate www.vielunghevalledaosta.com

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