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No Siesta, Grandes Jorasses, salito da Jan Porvaznik e Stan Glejdura il 21-23/07/1986
Fotografia di Markus Stofer
No Siesta: Robert Jasper e Markus Stofer salgono la grande via sulla parete Nord delle Grandes Jorasses dal 17 al 19 marzo 2003
Fotografia di Markus Stofer
No Siesta: Robert Jasper e Markus Stofer salgono la grande via sulla parete Nord delle Grandes Jorasses dal 17 al 19 marzo 2003
Fotografia di Markus Stofer
No Siesta: Robert Jasper e Markus Stofer salgono la grande via sulla parete Nord delle Grandes Jorasses dal 17 al 19 marzo 2003
Fotografia di Markus Stofer

No Siesta Grandes Jorasses parete Nord per Robert Jasper e Markus Stofer

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Robert Jasper e Markus Stofer salgono la grande via 'No Siesta' sulla parete Nord delle Grandes Jorasses dal 17 al 19 marzo 2003

No Siesta, la grande via sulla parete Nord delle Grandes Jorasses, è stata ripetuta a metà marzo dai tedeschi Robert Jasper e Markus Stofer. Salita per la prima volta da Jan Porvaznik e Stan Glejdura nel luglio 1986, No Siesta fu a lungo considerata una delle vie di misto più impegnative delle Alpi.

Fino ad oggi conta forse soltanto cinque ripetizioni, e quella di Jasper e Stofer è senz’altro una bella realizzazione: in 3 giorni hanno salito tutta la via a vista, portando il grado a VI+; M8; E5 e realizzando la prima libera.

Jasper afferma che “la linea è geniale ed estremamente impegnativa psicologicamente. Adesso la via offre misto moderno d’eccellenza, con difficoltà fino a M8, soprattutto su ghiaccio sottile e passaggi di misto. Le lunghezze sono bellissime, ed è una via lunga e seria! Che Porvaznik e Glejdura siano riusciti ad aprirla con le tecniche e l’attrezzatura di 17 anni fa è stata davvero una grande performance."

Lunga e seria - proprio per questo motivo i due hanno optato di salire la via con le dragonne. Come ci ha spiegato Jasper: “sulle vie lunghe in terreno alpino ritengo che sia troppo pericoloso arrampicare senza dragonne. Basta che, per qualche motivo, ti cade la picca, e la situazione diventa subito estrema. L’anno scorso ho parlato a lungo con Will Gadd ed altri arrampicatori canadesi e siamo arrivati alla conclusione che in montagna le dragonne sono indispensabile, proprio per la sicurezza che ti offrono. Mentre sulle nuove vie di drytooling sono ovviamente tabù.”

Il diario della salita by Robert Jasper

1° Giorno- 17 marzo
"Ci siamo avventurati sulla parete Nord il 17 marzo, alzandoci alle 2 di notte per attraversare il ghiaccaio e attaccare il pendio iniziale di 55°. Dopo 350 m siamo arrivati alle prime rocce, dove ci siamo legati per affrontare le prime difficoltà - che certo non si sono fatto aspettare! Utilizzando corde da 70m abbiamo superato passaggi di misto fino a M7+, seguendo lingue sottili di ghiaccio e granito. Con ancora tre ore di luce abbiamo raggiunto il primo bivacco dei cechi. Abbiamo scelto di proseguire, per arrivare ad una scomodissima cengia per una persone – il nostro primo bivacco."

2° Giorno - 18 marzo
"Nevica! Sembra impossibile, ma alle prime luce del secondo giorno nevica davvero. Ma le previsioni del tempo svizzere non sbagliano, e alle 10.00 le nuvole se ne vanno. Abbiamo impiegano quasi tutta la giornata per fare la sezione centrale, con il passaggio chiave della via, originariamente gradata 7- A1/2, che salgo a vista (Robert Jasper ndr). Troviamo il secondo bivacco utilizzato dai cechi… Così optiamo per una notte più tranquilla rispetto alla precedente."

3° Giorno - 19 marzo
"Il terzo giorno arriva presto e presenta difficoltà fino a M5/M6 a quasi 4000m. Alle 15.00, dopo un ultimo diedro, arriviamo sulla cresta sommitale, con vista fantastica sul Gran Paradiso e la Valle d’Aosta."

Altre notizie sulla salita

Materiale: Attrezzatura da roccia e ghiaccio: 1 set di friends, 1 set di dadi, 10 chiodi da roccia (in prevalenza a lama!), chiodi da ghiaccio 2 lunghi, 2 corti, 5 fettuce, 12 rinvii e moltissimi moschettoni. Mezza corda 70m. Attrezzatura da bivacco.
Materiale trovato in via: 17 chiodi da roccia, un paio di fettucce e alcune fettucce da abbandono.

Avvicinamento: Abbiamo scelto l'avvicinamento dall'Aig. du Midi. Con gli sci abbiamo raggiunto il rifugio Leschaux (ca. 2h). Portarsi fornello e gas per il rifugio!. Dal rifugio seguire la via di salita come per il Pilastro Croz (ca.2 ore)

Discesa: Si scende verso sud, a volte con corde doppie sul primo pendio, poi seguendo la via normale al Rif. Boccalate (ca.3h) e quindi a La Palud (ca.3h)

Note:
- Abbiamo utilizzato corde da 70m. Questo ci ha facilitato per le soste sul ghiaccio sottile.
- Le lunghezze erano spesso molto lungo (18 lunghezze per 1100m) e di solito le soste che abbiamo trovato erano abbastanza buone.
- Non è possibile recuperare il sacco tranne in alcune lunghezze
- I bivacchi non sono buoni e sono molto scomodi.
- Abbiamo lasciato gli sci, le pelli, i bastoncini ed uno zaino all'attacco. Con un secondo paio li abbiamo recuperati.
- Gas: abbiamo utilizzato circa 170 ml/giorno; le temperature erano attorno ai meno 10/ 15 °C!

Grandes Jorasses 4208 m
Parete Nord - No Siesta

Lunghezza: 1100 m (18 tiri con corde da 70m)
Grado: VI+; 90°; 6a A1/2
Prima salita: 21-23.07.86 Jan Porvaznik & Stan Glejdura
Salita a vista: 17-19.03.03 Robert Jasper & Markus Stofer
Difficoltà: VI+; M8; E5

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