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Seracchi tra lo Huantsan Norte e la vetta principale.
Fotografia di Archivio Huantsan 2018 Alberto Peruffo
Verso la cima dello Huantsan Norte. Dietro, da sinistra a destra, il Ranrapalca, il Copa, il Nevado Huascaran, il Tocllaraju e i giganti sconosciuti: Palcaraju, Pacaranra, Chinchey e Tullparaju, prima del San Juan.
Fotografia di Archivio Huantsan 2018 Alberto Peruffo
Nevado Huantsan: l'inizio della Cresta Sud-Ovest.
Fotografia di Archivio Huantsan 2018 Alberto Peruffo
Nevado Huantsan: il team di peruviani, boliviani, italiani e un indiano al Campo Base, alla fine della spedizione.
Fotografia di Archivio Huantsan 2018 Alberto Peruffo

Nevado Huantsan Expedition 2018, la spedizione di Alberto Peruffo va a segno nella Cordillera Blanca

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Il report della spedizione esplorativa internazionale Huantsan Expedition 2018 guidata da Alberto Peruffo che è riuscita a completare la prima salita italiana dello Huantsan Norte (6113 m) in Perù. Giovedì 13 dicembre inizia il tour di serate a Rieti, dove il fotografo Enrico Ferri presenterà la prima consegna video/fotografica della spedizione che, oltre ai successi alpinistici, ha anche raccolto documentazione sulle valli laterali della Laguna Rajucolta.

Obiettivo della spedizione era di esplorare le possibilità di salita dei versanti Sud Ovest e Nord Ovest di questa complessa montagna, formata da quattro cime, dopo una scrupolosa ricerca storica che ci ha messo in contatto con i leader delle spedizione italiana del 1972 e quella americana del 1979: Peter Lehner, dell’Harvard Mountaineering Club e Sandro Iotti dei Ragni di Lecco, Cai di Gallarate. Di quest’ultima spedizione si voleva completare la salita fermatesi sulla Cima Ovest, e che aveva tra gli alpinisti di punta Casimiro Ferrari e Gigi Alippi. Ma molte altre storie sconosciute sono legate a questa bellissima e difficilissima montagna, alta 6394 metri, salita per la prima volta da Lionel Terray nel 1952 e successivamente da pochissime altre cordate. Storie che abbiamo ricostruito nei minimi dettagli e che ci impegneranno ancora per qualche anno, visti i risultati di questa prima puntata.

Perlustrate entrambe le creste Sud Ovest e Nord Ovest, preso atto delle ingenti precipitazioni nevose prestagionali che hanno reso impraticabile la cresta Sud Ovest e molto pericolosa la cresta per la Cima Centrale da Nord, sono state comunque raggiunte la cima dello Huantsan Norte (6113 m), la Cumbre de los Campos (toponimo proposto, 5650 m), il Nevado Rurec (5700 m), il Cerro Huamashpunta (5305 m, cresta integrale), esplorando e raccogliendo documentazione sulle valli laterali della Laguna Rajucolta, dove è stato posto il Campo Base (4250 m). Un luogo meraviglioso, annunciato da grandi praterie.

A proposito delle precipitazioni anomale, ricordiamo i diversi incidenti, alcuni mortali, nella Cordillera Blanca nel mentre la spedizione era impegnata sulla montagna: 3 morti sull’Alpamayo, 2 sull’Artensoraju, più incidenti meno gravi su altre montagne del nodo centrale, tra cui il Nevado Huascaran.

La cima dello Huantsan Norte è stata raggiunta dalle cordate di punta Cesar Rosales e Fredi Cruz (Perù), Asqui Ronald Choque ed Evo Quispe Poma (Bolivia), Federico Moro e Pietro Contalbrigo (Italia), partite con grande sforzo unitario dal Campo 2 Nord a 5550 metri per l’azione finale del 15 luglio, con salita della Cresta Nord Ovest e discesa estrema notturna per la Cresta Nord. Si tratta della prima italiana e boliviana a questa difficile cima. Alle varie operazioni esplorative hanno partecipato, oltre al fotografo Enrico Ferri e al capospedizione, gli alpinisti Francesco Vascellari, Malu Espinoza (tra le più forti alpiniste peruviane), Edwin Juan Pascual e l’indiano Anindya Mukherjee: un notevole e concertato lavoro collettivo che ha reso possibile l’esplorazione delle montagne adiacenti allo Huantsan e di ben due versanti, partendo da ovest, con relativa installazione dei campi alti molto distanti tra loro, a sud e a nord della grande montagna. Così conclude Alberto Peruffo, leader della spedizione, soddisfatto: "abbiamo fatto un buon alpinismo esplorativo, di alto livello, con tutti i rischi e le fatiche che ci siamo presi, senza riserve di energie e il minimo di mezzi, valorizzando, facendo da supporto agli alpinisti del luogo, capovolgendo i ruoli".

Nella sua nota conclusiva, appena rientrato a Huaraz, Alberto aveva scritto nel suo diario: "In estrema sintesi, metà degli obiettivi alpinistici raggiunti; metà, i più importanti, in sospeso nel nostro nuovo “carico” di immaginario, che solo in parte condivideremo. È stata infatti aperta la strada per chiudere le due creste fino alla cima principale, studiando delle linee nuove. Raggiunti invece, io credo, gli obiettivi di relazione tra alpinisti e cordate giunte da varie parti del mondo, tre continenti, con priorità all’importanza delle cordate del luogo, dopo aver ricostruito in questi anni minuziosamente la storia della montagna e le connessioni tra i protagonisti dell’esplorazione. Di ieri e di oggi. Come avevamo scritto agli amici, un alpinismo di relazioni, non di prestazioni. Per me è sufficiente. Oltre che molto difficile e per niente scontato. Alla prossima".

Abbiamo chiesto ad Alberto se tornerà nel 2019. Ha risposto di sì, aggiungendo: "Non so ancora con chi, perché trovare le giuste coincidenze ed energie per avventure del genere, non è mai facile". Nel frattempo l’alpinista vicentino annuncia un’importante novità sul fronte culturale, sia personale sia collettivo, con un “manifesto by fair means” richiesto da un gruppo di forti giovani alpinisti italiani e da lui coordinato. Stay tuned. Sta già girando “di mano in mano” tra gli alpinisti più vicini al loro sentire e presto sarà pubblicato.

Per vedere le splendide immagini della spedizione - qui in anteprima - l’appuntamento è per il 13 dicembre a Rieti e poi il 18 gennaio presso la Sede del CAI di Schio. Saranno presenti gli alpinisti italiani protagonisti dell’esplorazione.

La spedizione sostiene e ringrazia:
Operazione Mato Grosso, Guide Don Bosco 6000 (Centro Andinismo Renato Casarotto) e Parrocchia di Marcarà e di Shilla; Luigi Valente, Club Alpino Italiano Sezione di Schio, Himalayan Club, Università di Tuscia e il Corso Scienze della Montagna, Montura, Alpstation Schio, Demon Occhiali, Effecomp e Rifugio Campogrosso. Per serate contattare casadicultura.it

Nevado Huantsan Expedition 2018 a Rieti
Giovedì 13 dicembre a Rieti, organizzato dal Corso di Laurea in Scienze della Montagna, Università degli Studi della Tuscia, con il patrocinio della Fondazione Varrone e del CAI Gruppo Regionale Lazio, il fotografo Enrico Ferri presenterà la prima consegna video/fotografica della spedizione esplorativa internazionale guidata da Alberto Peruffo al Nevado Huantsan, una delle montagne più selvagge e difficili della Cordillera Blanca, battuta da leggendari venti, circondata da spalti glaciali verticali e creste infinite, imprigionata tra i Nevado Rurec e San Juan, sconosciuta ai più. La serata si terrà presso l’Auditorium Varrone, ore 18. Di seguito un primo report con foto della spedizione, curato da Enrico Ferri e Alberto Peruffo.

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