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Luza Peak in Nepal salita da Pemba Sharwa Sherpa, Urken Sherpa, Lhakpa Gyaljen Sherpa, inverno 2020
Fotografia di Pemba Sharwa Sherpa archive
Luza Peak in Nepal salita da Pemba Sharwa Sherpa, Urken Sherpa, Lhakpa Gyaljen Sherpa, inverno 2020
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Luza Peak in Nepal salita da Pemba Sharwa Sherpa, Urken Sherpa, Lhakpa Gyaljen Sherpa, inverno 2020
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Luza Peak in Nepal salita da Pemba Sharwa Sherpa, Urken Sherpa, Lhakpa Gyaljen Sherpa, inverno 2020
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Luza Peak in Nepal prima salita per un giovane team Sherpa

La cima del Luza Peak (5726 m) nella regione del Khumbu in Nepal è stato scalato per la prima volta alla fine del 2020 da una giovane cordata di Sherpa composta da Pemba Sharwa Sherpa, Urken Sherpa e Lhakpa Gyaljen Sherpa. Il racconto di Pemba Sharwa Sherpa che propone anche uno sguardo interessante ed importante sulla vita dei giovani Sherpa.

Il progetto Luza Winter era un’idea venuta originariamente a me e Urken Sherpa. Il nostro progetto è stato ritardato a causa del nostro fitto programma di lavoro, ma nel 2020 le spedizioni commerciali a quasi tutti gli 8000 sono state annullate. A causa del Covid le montagne hanno potuto riposarsi e così abbiamo avuto l'idea di esplorare e provare nuove difficili linee sul Luza Peak. Per essere in tre abbiamo scalato con il 26enne Lhakpa Gyaljen Sherpa, una giovane ed emergente guida alpina di Phortse. Lhakpa ha già scalato l'Everest, il Cho Oyu,l' Ama Dablam e il Cholatse e molte altre vette minori.

Il progetto Luza Winter quindi è stata una spedizione di giovani Sherpa provenienti dal villaggio di Phortse, che aveva l'obiettivo di migliorare le nostre capacità come alpinisti professionisti, anche se non siamo guide certificati IFMGA o AMGA. Infatti, con i suoi 29 anni, Urken Lendu Sherpa è una guida freelance con molta esperienza, dal fissare le corde sul K2 alla via sulla cresta nord dell'Ama Dablam. Everest, Lhotse, Manaslu sono stati i suoi “parco giochi”, con più salite in passato. Come Urken, anch'io sono una guida freelance in cerca di avventure. Ho iniziato la mia carriera di alpinista con una spedizione all'Everest nella primavera del 2012. Ho scalato altri due ottomila, Lhotse e Manaslu, così come l'Ama Dablam, il Kyajo ri e molte altre vette minori. D’inverno insegno anche nel corso di arrampicata su ghiaccio del Khumbu Climbing Center. Inoltre, ho scalato diverse montagne nelle Alpi tra cui l'Ortles, il Weisskugel, il Castore, il Polluce, il Grand Paradiso e il Weisshorn. Insieme abbiamo creato forte legame di fratellanza, che deriva dal lavorare insieme sull'Everest, dall'arrampicata sulle cascate di ghiaccio in inverno alle arrampicate su roccia e allo slacklining in estate. E dal condividere e inseguire i nostri sogni insieme.

Phortse è un villaggio Sherpa nel Khumbu situato ad un'altitudine di circa 3.840 metri. Il nostro villaggio è il luogo con la più alta concentrazione al mondo di persone che hanno raggiunto la cima dell’Everest. Attualmente abbiamo un totale di 83 alpinisti che sono stati sul tetto del mondo! Ogni casa ha almeno una persona che ha già scalato l'Everest, ed in alcune famiglie fino a quattro uomini hanno raggiunto la vetta. E questo numero cresce ogni anno. L'alpinismo è ormai diventato il lavoro principale per gli abitanti, e poiché quasi tutti gli uomini tra i 16 e i 60 anni partono per mesi per le grandi spedizioni, il villaggio è portato avanti da donne, bambini e anziani. Le patate e il grano saraceno sono le nostre colture principali, ma coltiviamo anche verdure come cavoli, carote, spinaci, cavolfiori ecc.

Il Luza è una cima piramidale di 5,726 metri nella regione del Khumbu. Si trova sulla stessa catena del Khumbiyulha, che continua fino alla vetta del Machhermo più a nord. Fino alla nostra salita, era elencata come una delle montagne inviolate del Nepal. Un tempo era innevato ma con il passare degli anni e con l'impatto dei cambiamenti climatici ha perso il suo manto nevoso ed è diventata un montagna rocciosa.

La nostra spedizione è durata una settimana ed è stata molto produttiva. Abbiamo installato il campo base a 4900m; il primo sole ci svegliava intorno alle 7 del mattino, ma lasciava il campo dopo le 13.00. Avevamo in mente diverse opzioni, ma è stato un canale sulla parete nord-est che per primo ha attirato la nostra attenzione. Questa parete non vede mai il sole, quindi siamo partiti presto. Abbiamo dovuto attraversare il fronte del ghiacciaio Luza per raggiungere la base della nostra via, poi abbiamo salito quattro tiri di roccia. È stato molto divertente provare le nostre piccozze sulla roccia e l’attrezzatura trad. Man mano che salivamo abbiamo iniziato ad affrontare placche più friabili ed instabili e ad un certo punto abbiamo deciso di tornare indietro, calandoci da spuntoni di roccia. Considerando il fattore di rischio, la ritirata è stata una decisione saggia.

La nostra seconda opzione era quella di salire la parete sud-est e seguire la cresta per raggiungere la vetta, e già il giorno seguente siamo partiti ancora prima appunto per esplorare la parete sud-est. La prima luce del sole ha riscaldato noi e la nostra attrezzatura fotografica. Un'ora di moderata salita su ghiaioni e morene ci ha portato ad una bella parete di roccia alta circa 150 metri che ci ha portato alla cresta principale sud-est che, a sua volta, ci ha condotto in vetta. Questa è stata la parte migliore della nostra scalata. Inoltre, è stato davvero emozionante scoprire una nuova linea con il nostro team di amici. Seguire la cresta friabile fino alla vetta si è rivelato difficile, tuttavia siamo riusciti a trovare il tempo per filmare la nostra scalata e raggiungere la vetta intorno alle 11.30.

Abbiamo trascorso circa un'ora in cima. La vetta del Luza ci ha regalato un panorama a 360° su tutto il Khumbu, su parte del Rolwaling e del Tibet. Potevamo ammirare quattro 8000: Everest, Lhotse, Makalu e Cho Oyu, così come molti altri 7000 e 6000 tra cui Gyajung Khang, Pumori, Changtse, Lola, Nuptse, Baruntse, Amadablam, Tengkrekitau, Kyajo Ri, Nangpaigosum ecc.

La discesa si è rivelata ancora più emozionante. Abbiamo seguito la cresta sud-ovest, alla ricerca di possibili vie da cui scendere, ma ci è sembrata più complicata con molta roccia friabile ed instabile. Dovevamo stare molto attenti a non far cadere massi. In qualche modo siamo riusciti a tornare al campo base prima che facesse buio. Ci è voluto quasi lo stesso tempo per salire che per scendere, ed è stata una lunga giornata in montagna.

Il nostro cuoco è stato più ansioso e preoccupato di quanto lo fossimo stati noi durante questo progetto. Ci eravamo concentrati sull’apertura di una via di moderata difficoltà per trekkers o alpinisti, ma abbiamo concluso che questa via non è ideale per principianti. Alpinisti con sufficiente esperienza possono seguire la parete sud-est per raggiungere la cresta SE e seguirla fino alla vetta. Consigliamo di prendere molti Friends e dadi per rendere la scalata più sicura e divertente.

I nostri obiettivi iniziali erano: praticare e promuovere spedizioni ecologiche e arrampicate sostenibili, senza lasciare traccia del nostro passaggio; trasmettere un messaggio positivo alla comunità dell'arrampicata e al resto del mondo che noi, Sherpa, non arrampichiamo solo per guadagnarci da vivere. Arrampichiamo anche per noi stessi per passione, divertimento, hobby e crescita personale; aumentare la consapevolezza sull'arrampicata sostenibile, il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici; promuovere le montagne inesplorate del Nepal e il turismo invernale seguendo i protocolli necessari; motivare la nuova generazione di giovani Sherpa ad esplorare nuove vie e nuove vette. Nel complesso abbiamo avuto una spedizione molto produttiva sul Luza, esplorando nuove possibili vie, affinando le nostre capacità, condividendo le nostre conoscenze e abilità e aiutandoci a vicenda.

Extreme Climbers Treks & Expedition è stato il nostro partner ufficiale e sponsor per i permessi e pratiche burocratiche. Abbiamo anche avuto alcuni amici che ci hanno sostenuto con fondi per rendere possibile il nostro progetto. Grazie ai nostri sponsor: Greg Paul dallo Utah, Mark Icuss da Chicago, Ostrya Equipments da Montreal in Canada, Wild Yak Gears dal Nepal. Grazie anche a Conrad Anker per aver organizzato l'attrezzatura necessaria per la salita.

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