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Durante la prima salita di 'Lost in China', parete SE di Kyzyl Asker (5842m), Kirghizistan (Luka Lindič, Ines Papert 30/09-01/10/2016)
Fotografia di Luka Lindič, Ines Papert
Durante la prima salita di 'Lost in China', parete SE di Kyzyl Asker (5842m), Kirghizistan (Luka Lindič, Ines Papert 30/09-01/10/2016)
Fotografia di Luka Lindič, Ines Papert
Ines Papert e Luka Lindič in cima al Kyzyl Asker (5842m), Kirghizistan il 01/10/2016 dopo aver aperto la loro via 'Lost in China' sulla parete SE
Fotografia di Luka Lindič, Ines Papert
La linea di 'Lost in China', parete SE di Kyzyl Asker (5842m), Kirghizistan (Luka Lindič, Ines Papert 30/09-01/10/2016)
Fotografia di Luka Lindič, Ines Papert
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Kyzyl Asker, successo in Kirghizistan per Ines Papert e Luka Lindič

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Gli alpinisti Luka Lindič e Ines Papert hanno effettuato la prima salita di 'Lost in Cina' (ED, WI 5+, M6, 1200m) sulla parete SE di Kyzyl Asker (5842m) in Kirghizistan.

A sei anni dal suo primo tentativo della parete SE di Kyzyl Asker, una remota montagna al confine tra la Cina e il Kirghizistan, l’alpinista tedesca Ines Papert ha ora completato la linea insieme al suo compagno di cordata, lo sloveno Luka Lindič.

Nel 2010 la Papert si era recata nella selvaggia catena montuosa Kookshai Too insieme a Thomas Senf e Wolfgang Russegger, ma nonostante tutti i loro sforzi il trio è stato costretto ad abbandonare il tentativo a circa 300 metri dalla vetta a causa delle forti nevicate e le valanghe. Un anno più tardi la Papert è tornata insieme a Wolfgang Russegger e Charly Fritzer, ma il tentativo sulla parete SE di Kyzyl Asker è stato abbandonato ancora nella sue fasi iniziali, in quanto Fritzer ha avuto problemi di salute. Mentre lui si è ripreso, la Papert e Russegger si sono consolati con la prima salita di Quantum of Solace, una grandissima linea sulla Great Walls of China, un’enorme bastione di roccia a meno di un'ora dal campo base. Qualcosa comunque era stato seminato e la Papert si era ripromessa, prima o poi, di ritornare.

L'occasione giusta si è presentata all'inizio di quest'anno quando l'ex campionessa del mondo di arrampicata su ghiaccio ha mostrato a Lindič una foto della parete e l’evidente linea che aveva in mente. "Sentivo il suo entusiasmo e ho capito subito che sarebbe stato il compagno di cordata ideale”. Ines ha raccontato a Planetmountain.com "Prima avevamo solo arrampicato sul Monte Triglav insieme, e questa è stata la nostra prima spedizione. Ma certamente non sarà l'ultima."

Papert e Lindič si sono acclimatati effettuando la probabile prima ripetizione e prima libera della via Border Control (ED, WI 5, M7, 650m, prima salita Guy Robertson, Es Tresidder, 2004), sulla parete NE del Great Walls of China il 21 settembre 2016

Alle 5 del mattino del 30 settembre i due sono partiti per l’obbiettivo principale. Arrampicando inizialmente in conserva e al buio i due hanno guadagnato terreno rapidamente, salendo attraverso enormi tetti di ghiaccio. Poi mentre assicurava Lindič, ad un certo punto, Ines ha perso di vista lo sloveno e ha sentito un grido lacerante. Lindič aveva appena urlato di gioia: davanti a loro c’era una lingua di ghiaccio perfetta che li portava dritti verso la cresta sommitale. Ines ha raccontato che né lei né Lindič avevano mai salito un ghiaccio così perfetto a queste quote.

I due hanno continuato a salire per tutto il giorno e di sera si è avvicinato un temporale. Accampando al buio hanno raggiunto un punto molto esposto a circa 2 tiri sotto la cresta sommitale dove hanno bivaccato. Dopo la difficile e fredda notte Papert e Lindič e hanno continuato la salita la mattina seguente, raggiungendo la cresta sommitale intorno alle 10. Hanno depositato l’attrezzatura e le corde proseguendo per la vetta, raggiunta alla 12:10 del 1° ottobre. Preoccupati per un'altra tempesta in arrivo si sono calati rapidamente lungo la via di salita, utilizzando soltanto delle soste Abalakov come ancoraggi. Hanno raggiunto il campo base avanzato alle 7 di sera e subito dopo un enorme temporale ha investito la montagna, provocando grosse valanghe lungo tutta la parete.

La nuova via di 1200m si chiama Lost in China e supera difficoltà fino a ED, WI 5+, M6. Dopo la salita Lindič ha commentato: "E‘ molto raro trovare una colata di ghiaccio come questa. Mi sento molto fortunato d’essere stato parte del progetto di Ines e di aver potuto approfittare della sua esperienza, maturata durante le precedenti visite a questa montagna.”

Ines aggiunge: "Questa era la mia terza volta a Kyzyl Asker. Dopo il secondo tentativo fallito avevo bisogno di abbandonare l'idea per un po’, non volevo che diventasse il ​​mio unico scopo nella vita. Diverse spedizioni sono fallite e quindi il desiderio di portare a termine il progetto è cresciuto nuovamente. Fallire fa parte dell’arrampicata. Come d’altronde anche la pazienza e, talvolta, un terzo tentativo. Sono semplicemente felice di potermi godere questo momento."

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