Dolomitismo. Racconti Verticali: la docuserie di Emanuele Confortin sulla storia dell’alpinismo nelle Dolomiti
Emanuele Conforti

Dolomitismo. Racconti Verticali: la docuserie di Emanuele Confortin sulla storia dell’alpinismo nelle Dolomiti

Oggi al Trento Film Festival verrà presentato 'Dolomitismo. Racconti Verticali', la docuserie ideata e diretta da Emanuele Confortin e prodotta dalla Fondazione Dolomiti UNESCO. Un viaggio distillato in 9 episodi, fatto di storie, ammirazione e rispetto della montagna scoprendo vie sul Catinaccio, Cadini di Misurina, Campanile Basso, Cason di Formin, Civetta, Croda Cimoliana, Sass Maor, Spiz di Lagunaz e Marmolada.
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Dolomitismo. Racconti Verticali: la docuserie di Emanuele Confortin sulla storia dell’alpinismo nelle Dolomiti
Emanuele Conforti

Le vicende degli uomini e delle donne che hanno esplorato le Dolomiti incontrano la storia della Terra. La docuserie "Dolomitismo. Racconti Verticali", ideata e diretta da Emanuele Confortin e prodotta dalla Fondazione Dolomiti UNESCO, ripercorre alcune ascensioni che hanno segnato la storia del dolomitismo. In ciascuno dei 9 episodi si intrecciano il presente delle emozioni vissute dagli alpinisti contemporanei al passato prossimo delle testimonianze storiche, arrivando al passato remoto del tempo profondo, che ha plasmato questi sublimi paesaggi capaci di raccontare 300 milioni di anni di storia della Terra.

"Dolomitismo. Racconti Verticali" verrà presentato in anteprima assoluta alla 74^ edizione del Trento Film Festival, il 29 aprile alle ore 16.30 presso il Cinema Vittoria a Trento. Seguirà durante tutto il corso del 2026 un tour nei cinema del territorio dolomitico e non solo.

DOLOMITI E ALPINISMO: DUA PATRIMONI MONDIALI
Le Dolomiti sono state riconosciute Patrimonio Mondiale nel 2009 grazie al criterio della bellezza naturale ed estetica del paesaggio e a quello dell’importanza geologica e geomorfologica. Proprio nella pratica alpinistica, a sua volta riconosciuta Patrimonio Culturale Immateriale nel 2019, si trova la testimonianza del grande fascino che, in virtù di questi valori, le Dolomiti hanno saputo e sanno esercitare.

Gli alpinisti sono stati i primi a desiderare di toccarle, sentirle, poggiarvi i piedi, distendervi dita, mani, gambe, insomma, viverle nell’intimo. Ripercorrere alcune delle loro storie offre l’opportunità di uno sguardo nuovo sulla meraviglia paesaggistica del Patrimonio Mondiale e sulla stessa pratica alpinistica in Dolomiti (il dolomitismo, appunto).

Gli episodi e i protagonisti
In ogni episodio, della durata di circa 27 minuti, grazie alle esperienze dell’alpinista Luca Vallata e degli alpinisti "ospiti” che si legano in cordata con lui, le vicende del passato rivivono nel presente e rimbalzano nell’abisso dell’origine geologica delle rocce, con gli interventi del geologo Emiliano Oddone e le suggestioni artistiche espresse dalla matita di Gigi Dal Re.

Nel primo episodio, intitolato "Civetta, ritorno a Cima Mugoni", lo stesso Gigi Dal Re ripete una storica via nel gruppo del Catinaccio, sulla quale alcuni anni prima è cambiata la sua esistenza; nel secondo, "Cadini di Misurina, la forza di un'immagine", è Elisa Castellucci a salire su Torre Leo e Torre Diavolo, alla ricerca delle tracce del grande Emilio Comici, immortalato da una foto senza tempo; nel terzo episodio, ambientato in Brenta e intitolato "Campanile Basso, una normale fuori dal normale", Davide Cassol torna a legarsi con l’amico Luca Vallata, per guadagnare la cima di uno dei più celebri campanili delle Dolomiti; "Cason di Formìn, sul versante più selvaggio" è il titolo del quarto episodio, nel quale Michael Tramontin, nel gruppo della Croda da Lago, racconta la sua passione per le pareti selvagge e per la stagione fredda.

La serie prosegue con "Civetta, la parete dei sogni", dove Claudia Mario scala la via Aste Susatti a Punta Civetta, nel cuore della Parete delle Pareti; "Croda Cimoliana, sulle tracce della storia" è il sesto episodio, dove Ivan Da Rios affronta una delle vie più ambite, la Gherbaz-Candot nelle Dolomiti d’Oltrepiave.

Il settimo episodio ci porta nelle Pale di San Martino: "Sass Maor, il sogno nel cassetto", svela il desiderio della giovane alpinista Sofia Mott, che ripete la centenaria via Solleder-Kummer aperta nel 1926 sull’enorme parete Est. L’ottava storia raggiunge uno dei luoghi più selvaggi delle Dolomiti: "Spiz di Lagunaz, il diedro perfetto" dove Marco Bergamo e Samuele Zeni seguono Vallata sulle tracce di Renato Casarotto e Piero Radin, autori 50 anni fa di una difficile prima ascensione nel profondo delle Pale di San Lucano; chiude la serie la Regina: "Marmolada, il valore della rinuncia", con Lorenzo Bellenzier, giovane e talentuoso alpinista che testimonia l’importanza di tornare sui propri passi davanti a difficoltà inattese, imposte dall’inverno anticipato.

Nei nove episodi si alternano anche le voci di Modesto Alverà, Anna Angelini, Alessandro Baù, Ettore De Biasio, Dante Del Bon, Marika Freschi, Mirco Gasparetto, Andrea Menardi, Franco Nicolini, Bruno Pederiva, Piero Radin, Elena Turro, Maurizio "Manolo” Zanolla e Samuel Zeni.

Un lungo viaggio, realizzato dalla Fondazione Dolomiti UNESCO grazie al contributo del Fondo Comuni Confinanti e con il patrocinio del Club Alpino Accademico Italiano, dell’Alpenverein Südtirol, del C.A.I. Veneto, del C.A.I. Alto Adige, del C.A.I. Friuli Venezia Giulia e della Società Alpinisti Tridentini.

Le riprese in parete e le interviste sono realizzate da Emanuele Confortin; tra i dronisti figurano, oltre al regista, Filippo Guerra e Leonardo Mizar Vianello; alla seconda camera, durante le interviste, Elena Barban, Niccolò Mattia Colombo e Lara Piovesan; la sceneggiatura è di Emanuele Confortin, il montaggio è curato da Elena Barban e Lara Piovesan e le musiche originali sono di Sebastian Soso; la post-produzione e la video e color correction sono curate da The Studio, il coordinamento della post-produzione da NicColò Mattia Colombo.

Il regista ringrazia tutti, in modo particolare Luca Vallata per il suo impegno, disponibilità e passione nel portare a termine il progetto.

Gli episodi
Catinaccio, ritorno a Cima Mugoni - L’alpinista Gigi Dal Re ripete una storica via su Cima Mugoni, dove anni prima si era infortunato.
Cadini di Misurina, la forza di un'immagine - L’alpinista Elisa Castellucci sale su Torre Leo e Torre Diavolo alla ricerca delle tracce del grande Emilio Comici, immortalato da una foto iconica”
Campanile Basso, una normale fuori dal normale - L’alpinista Davide Cassol si lega in cordata all’amico Luca per salire uno dei più celebri campanili rocciosi delle Dolomiti”
Cason di Formin, sul versante più selvaggio - L’alpinista Michael Tramontin racconta la sua passione per le pareti selvagge e per la stagione fredda. Per lui le Dolomiti sono una seconda casa”
Civetta, la parete dei sogni - L’alpinista Claudia Mario scala la via Aste Susatti a punta Civetta, in vista della celebre "Parete delle Pareti".
Croda Cimoliana, sulle tracce della storia - L’alpinista Ivan Da Rios affronta la via più ambita di Croda Cimoliana, nel cuore delle Dolomiti d’Oltrepiave”
Sass Maor, il sogno nel cassetto - L’alpinista Sofia Mott corona il sogno di ripetere la storica via Solleder Kummer sull’enorme Est del Sass Maor
Spiz di Lagunaz, il diedro perfetto - L’alpinista Marco Bergamo ripete una delle più ambite vie di roccia delle Dolomiti, lo splendido Diedro Casarotto Radin.
Marmolada, il valore della rinuncia - L’alpinista Lorenzo Bellenzier torna sulla Regina delle Dolomiti, ma incontrerà difficoltà inattese.

Emanuele Confortin
Emanuele Confortin è giornalista e documentarista indipendente. Si è occupato a lungo di aree di crisi in Asia Meridionale e in Medio Oriente, affrontando sul campo temi cruciali del nostro tempo quali migrazioni, minoranze marginalizzate e impatti del cambiamento climatico, spesso in contesto montano. Da anni si dedica all’ideazione, scrittura e direzione di documentari di taglio alpinistico e sociale, presentati e premiati nel corso di diversi festival internazionali. Tra i lavori più rilevanti "Dolomitismo. Racconti Verticali" (2026), "100, Solleder Lettenbauer” (2025), "Renato Gobbato, Bagnin” (2025), "L’ultima Via di Riccardo Bee” (2023. Premio del Pubblico al miglior film di alpinismo al Trento Film Festival 2023; Premio della Giuria a Orobie Film Festival 2023), "Diga, cronache transumanti” (2021. Premio Dolomiti UNESCO al Trento Film Festival 2021 e Premio del MUCGT al Trento Film Festival 2020), "Kinnaur Himalaya” (2020. Premio Mountain Wilderness International al Torellò Mountain Film Festival 2020). Pratica l’alpinismo da 25 anni, è Accademico del CAI e membro del GISM.




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