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Da Barolo a Castiglione Falletto
Fotografia di Franco Voglino e Annalisa Porporato
Da Barolo a Castiglione Falletto
Fotografia di Franco Voglino e Annalisa Porporato
Montechiaro d'Asti - San Nazario e Celso
Fotografia di Franco Voglino e Annalisa Porporato
Le colline dei bambini. Langhe, Roero e Monferrato per piccoli grandi camminatori di Annalisa Porporato e Franco Voglino (Fusta Editore 2015)
Fotografia di Franco Voglino e Annalisa Porporato

Langhe-Roero e Monferrato, camminate facili per bambini in Piemonte

Due facili camminate per la famiglia nella zona piemontese di Langhe - Roero e Monferrato, sito Patrimonio dell’Umanità, presentate da Annalisa Porporato e Franco Voglino, autori di Le colline dei bambini. 20 facili escursioni a misura di famiglie e bambini nel magnifico territorio di Langhe, Roero e Monferrato Astigiano e Alessandrino.

Questo paesaggio copre cinque aree vitivinicole distinte con paesaggi eccezionali ed il Castello di Cavour, un nome emblematico, sia per lo sviluppo dei vigneti che nella storia italiana. Si trova nella parte meridionale del Piemonte, tra il fiume Po e l’Appennino Ligure, ed è caratterizzato dall’intera gamma di processi tecnici ed economici relativi alla viticoltura e vinificazione che ha caratterizzato la regione per secoli. Nella zona è stato ritrovato polline di viti risalente al V sec. a.C., quando il Piemonte era un luogo di contatto e di scambio tra gli Etruschi e Celti; parole etrusche e celtiche, in particolare quelle legate al vino, si trovano ancora nel dialetto locale. Durante l'impero romano, Plinio il Vecchio menziona il Piemonte come uno dei più favorevoli per la coltivazione di vigneti in Italia antica; Strabone cita i suoi barili." http://whc.unesco.org/en/list/1390

Così viene citata la zona di Langhe-Roero e Monferrato sul sito UNESCO, poiché nel giugno 2014 proprio queste zone, prettamente a vocazione vitivinicola, vengono classificate Patrimonio dell’Umanità. Un paesaggio unico che soprattutto gli stranieri da anni han saputo apprezzare, vuoi per il “nettare degli dei”, vuoi per i paesaggi unici e rilassanti.

È tempo di andare alla scoperta di questi territori con i nostri bambini perché sono terre non solo di vino e tartufo ma anche, e in special modo, di dolci colline ondulate che si susseguono senza fine, aspre rocche tagliate nella sabbia argillosa, boschi silenziosi che ornano le colline, alternati a filari e filari di viti da cui spuntano castelli imponenti, torri slanciate, piccoli borghi impreziositi da colorati affreschi, colli percorsi da ordinate file di viti che li rendono simili a teste appena pettinate di giganti dormienti.

Un mondo che spazia dalla storia concreta, come la dinastia dei Falletto, a slanci di amore ricordati da un cedro centenario, a leggende che si perdono nel tempo dietro le vesti scure delle Masche, le streghe locali.

Prendiamo per mano i bambini e inoltriamoci tra le vie selciate di piccoli comuni o pittoresche città (sempre a dimensione d’uomo), lungo i sentieri che portano da una borgata all’altra, passando di collina in collina, alla scoperta delle Baby’s Hills!


SCHEDA: La Cappella del Barolo, La Morra

SCHEDA: Percorso della Barbera, Agliano Terme

PRIMA DI PARTIRE
Quando andare:
Si può affermare che il territorio delle colline Unesco non ha stagionalità poiché ad ogni periodo dell’anno si presenta con un proprio fascino unico e irripetibile:
L’autunno, con le vigne al massimo del loro splendore, è il momento più bello per vivere i sentieri collinari, soprattutto quando le foglie si colorano di intense sfumature che vanno dai gialli lucidi ai rossi più vivaci. Il momento perfetto è subito dopo la vendemmia perché allora si può andare alla ricerca dei piccoli grappoli rimasti sui rami o perché troppo piccoli, o perché nascosti da qualche foglia, e gustarli.
L’inverno crea suggestioni particolari con la neve che evidenzia i filari spogli ed il mondo sembra sospeso in un sonno silenzioso. Lungo i percorsi si deve prestare un po’ di attenzione solo per i tratti su sentiero poiché potrebbe diventare difficile individuarli sotto la bianca coltre.
La primavera è l’altro momento magico per le colline Unesco, con i verdi teneri delle nuove foglie, la temperatura fresca abbinata alla luce viva della rinascita, mentre i primi fiori si colorano creando oasi suggestive soprattutto ad aprile, quando si risvegliano i ciliegi.
L’estate offre giornate lunghe e la possibilità di piacevoli passeggiate mattutine e serali. Meglio evitare invece il periodo centrale della giornata: il terreno assorbe i raggi del sole rilasciandoli con una forza intensa e tra i vigneti potrebbe fare un po’ troppo caldo. Meglio privilegiare le passeggiate nei boschi e avere sempre con sé acqua supplementare, cappellino da sole e occhiali scuri.

Difficoltà:
I percorsi proposti sono tutti semplici e alla portata di famiglie con bambini e per persone anche poco allenate, ma amanti della natura e delle passeggiate. Vengono utilizzati per lo più strade sterrate con alcuni tratti anche di asfalto, mentre i tratti su sentiero o attraverso le vigne sono alquanto ridotti. Nell’ambito di ogni singolo itinerario viene specificata l’accessibilità con passeggini e carrozzine.
C’è un unico vero nemico delle passeggiate tra le colline di Langhe, Monferrato e Roero: il fango. Il terreno delle vigne dopo la pioggia diventa una creta collosa che crea dopo pochi passi un vero e proprio zoccolo sotto la suola delle scarpe, scivolosa sulle pendenze e fagocitante nei tratti in piano. A meno di amare l’avventura meglio evitare, per quanto possibile, di passeggiare dopo piogge intense!

Attrezzatura:
Non è necessaria alcuna attrezzatura particolare: non ci sono strapiombi da affrontare, i percorsi sono sempre agevoli e con poco dislivello. Sono sufficienti scarpe comode, e uno zainetto con giacca anti vento, bottiglietta d’acqua, occhiali scuri e cappellino d’estate.

Segnaletica:
Una voce particolare la merita la segnaletica. Chi è abituato a camminare su sentieri di montagna si troverà un poco disorientato poiché non dappertutto c’è la cura che si trova in quota. Spesso i segni sono vecchi e scrostati, l’albero su cui si trovavano è stato abbattuto e non è stato sostituito il segnale, in un tratto vi sono dieci segni consecutivi e all’incrocio subito dopo… il nulla. Questo perché le colline sono, per fortuna, vive, vengono continuamente lavorate e quindi gli alberi malati asportati, i pali sostituiti, i campi arati… ed i sentieri sono spesso tracciati da volontari che non possono certo passare continuamente a verificare lo stato della segnaletica. Detto questo, esistono anche tracciati perfettamente indicati da cartelli chiari e nuovi. In ogni caso qualche segno lo si trova sempre, magari qualche passo più avanti. E poi va considerata una cosa: se ci si dovesse perdere, in pochi chilometri si arriva sempre ad una qualche borgata dove orientarsi di nuovo.
La nostra guida vi sarà senz’altro d’aiuto per affrontare tutti gli itinerari descritti nelle Baby’s Hills senza problemi.

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