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Mario Dalmaviva durante la raccolta delle olive
Fotografia di Teresa Capaldi
Mario Dalmaviva
Fotografia di Teresa Capaldi
Una vignetta di Viva - Mario Dalmaviva
Fotografia di Mario Dalmaviva

Mario Dalmaviva, un ricordo da PlanetMountain

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La settimana scorsa Mario Dalmaviva ci ha lasciti dopo una lunga malattia. Nel 2000 come direttore generale della Vivalda Editori è stato fondamentale per la nascita di PlanetMountain.

Difficile parlare di Mario Dalmaviva. E ancora di più pensare che non ci sia più. Ti appare com’era, Mario. Come l’hai conosciuto. Era grande Mario, come mole e come persona. Era un vulcano di idee e amava la vita intensamente. Impossibile dimenticare il suo sorriso, quel suo modo - anche di fronte a situazione critiche - di guardare e andare oltre le contingenze e le difficoltà. Ci dava e ci ha dato sempre sicurezza. E se siamo qui. Se la storia di PlanetMountain è cominciata lo dobbiamo a lui come a nessun altro. Nessuno ci ha dato credito, ci ha spronati e aiutati come ha fatto lui.

Era il 1999 quando ci contattò. Lui era da qualche anno il Direttore Generale della Vivalda Editori, l’editrice della rivista Alp e della collana I Licheni, per citare solo due dei più importanti progetti. Insomma, era a capo di quanto di più importante ci fosse allora nell’editoria di montagna in Italia e in Europa. Noi eravamo solo un gruppo di amici che lavoravano a Mnet-Climb. Ossia un progetto web e un sito, ideati da Francesco Piardi, che si proponeva di sfruttare le opportunità dell’allora nascente Rete per parlare di alpinismo, arrampicata e montagna, le nostre passioni. A guardarla con gli occhi di oggi eravamo dei pionieri. In parte ne eravamo anche coscienti. Ma, allora, nessuno o quasi sembrava accorgersene. Finché la Vivalda ci contattò. Mario, come sempre, aveva visto lontano e intuito tutte le potenzialità e le novità del web. Lui era sempre avanti. Un sognatore inesauribile e al tempo stesso uno che cercava sempre di dar corpo ai sogni.

Fu così che dopo il primo incontro a Padova, per noi assolutamente mitico. Dopo la nostra (per noi altrettanto mitica) prima trasferta a Torino per presentare il progetto a tutti i direttori e redattori della Vivalda. Dopo un bel po’ di riunioni in cui imparammo ad apprezzare Mario, non solo come manager. Nel 2000 partì il progetto PlanetMountain che vedeva la Vivalda e il “gruppo dei padovani” (cioè noi) soci in una nuova società alla pari. Un sodalizio che durò fino al 2004. Furono anni intensi, entusiasmanti quanto difficili. Con Mario ci sentivamo spesso. Con lui si condividevano i progetti, i sogni, le strategie. E spesso si condivideva anche la tavola. Quel buon bere e mangiare in cui era un maestro. E poi le chiacchiere, i pensieri, le discussioni su tutto, anche oltre la montagna. Per noi resta davvero un periodo indimenticabile. Non solo perché sono stati gli anni che ci hanno formato ma anche per la piena libertà e fiducia che Mario ci ha dato. Non è da tutti. Ma forse anche qui aveva saputo guardare oltre, visto che PlanetMountain vive ancora.

Con Mario in tutti questi anni siamo sempre rimasti in contatto. Ci piace pensare che eravamo diventati anche un po’ amici. Ognuno di noi a suo modo. Lui aveva una cultura enorme ampliata da una sensibilità straordinaria e davvero è riuscito a stabilire un contatto con ciascuno di noi. Poi per me, che conoscevo la sua storia, quella che lo coinvolse nell’inchiesta del 7 Aprile 1979, c’era anche un affetto e una stima nati molto prima. Quelle sue vignette dal carcere, firmate Viva e pubblicate prima su Il Manifesto e poi su Linus, erano e restano indelebili nella mia memoria e nella memoria di quei difficili anni. Anche per questo è stato un onore poter conoscere il loro autore. Quel suo sguardo ironico e disarmante, quell’innata voglia e curiosità per tutto ciò che è nuovo. Mario sembrava avesse la necessità di comprendere il mondo dalle grandi alle piccole cose. Amava la vita e la natura. Ci parlava spesso della sua casa in Liguria, dei suoi sogni. Noi abbiamo continuato a parlargli dei nostri perché è e resta uno di noi. Ciao Mario!

Vinicio Stefanello

Un abbraccio a Teresa, sua amata moglie e compagna di sempre, alle sue amatissime figlie e agli adorati nipoti da tutti i padovani di planetmountain.com

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