Lorenzo Massarotto a Vicenza

Il 22/02 Lorenzo Massarotto Lorenzo Massarotto sarà all’Auditorium Canneti di Vicenza, in via Levà degli Angeli 11, per la serata organizzata dalla S.A.V e dal C.A.I. di Vicenza in collaborazione con la libreria La Casa di Giovanni di Montecchio Maggiore.
Martedì 22 febbraio Lorenzo Massarotto sarà all’Auditorium Canneti di Vicenza, in via Levà degli Angeli 11, per la serata organizzata dalla S.A.V e dal C.A.I. di Vicenza in collaborazione con la libreria La Casa di Giovanni di Montecchio Maggiore.

L’alpinista padovano, nato a Santa Giustina in Colle nel 1950 e residente a Villa Del Conte, è considerato, dai profondi conoscitori della storia dell’alpinismo tra i più forti e prolifici dolomitisti di tutti i tempi. Salite come la prima invernale solitaria al Diedro Philipp in Civetta o la prima ripetizione assoluta, sempre da solo, del mitico Diedro Casarotto-Radin allo Spiz di Lagunaz, la celeberrima e difficile via aperta dai vicentini nel 1975, più le innumerevoli vie aperte in Dolomiti, specie in Valle di San Lucano, hanno fatto sognare l’immaginazione di due generazioni di alpinisti che hanno sempre sentito parlare di Lorenzo Massarotto ma raramente lo hanno visto in pubblico.

Lorenzo Massarotto Alberto Peruffo
da sinistra Lorenzo Massarotto e Alberto Peruffo.

Arriverà a Vicenza grazie all’amicizia con Alberto Peruffo, l’alpinista vicentino con cui recentemente ha tracciato una bellissima e importante via sulla Pala di San Martino. Aneddoti leggendari sulle prime incursioni in Valle di San Lucano, salite mai più ripetute e varie sorprese saranno raccontate nella serata di diapositive di martedì dove il carattere schivo e riservato di Massarotto sarà stemperato da un folto gruppo di amici delle Pale di San Lucano coordinato da Peruffo, che è pure editore e titolare della libreria La Casa di Giovanni presso la quale si ritroveranno per un prologo della serata nomi storici della Valle, tra cui Ettore De Biasio, Luca Visentini, Ivo Ferrari, Franco Miotto, Fausto Conedera, Mario Crespan, Mauro Moretto più i vicentini guidati dai due fraterni amici e compagni di Renato Casarotto, Pierino Radin e Giacomo Albiero.

Neanche a dirlo, per una serata irripetibile, è saggio presentarsi per tempo.

Pala di San Martino, Parete Sud, Dolomiti
Pala di San Martino, parete sud, DolomitiPrimi salitori: Alberto Peruffo, Lorenzo Massarotto (alt.) il 21 settembre 2003
Sviluppo: 750 m (disl. 600 m)
Difficoltà: max VI, compl. TD+
Lunghezze: 15 (18)
Materiale: utilizzati 1 chiodo di via (tolto), 4 alle soste (2 lasciati + 1 cordino sulla sosta della fessura sopra la Cengia Gialla).
Attacco: dal Rifugio Pradidali (o dal Rifugio Rosetta) per sentiero 702 (1h).
Discesa: per la complessa cresta NNE (2/3h fino al Pradidali).

Relazione
Si attacca sul canale che divide la Pala dalla Cima Immink, raggiungendo il catino ghiaioso (una volta sede di un ghiacciaio pensile) fino alla base della riga nera (3 tiri, IV, IV+, II). Si attacca a destra della riga nera, proseguendo con dirittura per 3 lunghezze (V+, V, IV+). Si obliqua decisamente a dx andando a prendere una serie di camini-fessure fino alla sommità del pilastro grigio che muore sulla Cengia Gialla (3 tiri, V, IV+, IV). Si attraversa a dx per due lunghezze fino a una nicchia da dove parte una fessura strapiombante (II, V). Due tiri in verticale (VI, V). Si traversa a sinistra su difficile placca, all'inizio di un pilastrino per poi obliquare a destra su un camino giallo e uscire, zigzagando, sulla cresta di vetta (3 tiri, V+, IV, III).
Pala di San Martino, parete sud
Portfolio
www.intraisass.it/scheda_intra9.htm


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