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Ice Climbing World Cup 2006 ad Harald Berger e Ines Papert

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Il 5/03 a Hemsedal (Norvegia) Ines Papert e Harald Berger hanno vinto la quinta e ultima tappa della Coppa del mondo di arrampicata su ghiaccio aggiudicandosi così la vittoria finale del circuito mondiale.

Ines Papert e Harald Berger anche in Norvegia sono saliti più in alto di tutti, conquistando così la Ice Climbing World Cup 2006. E' successo sabato 4 e domenica 5 marzo scorsi a Hemsedal, appunto in Norvegia, nella quinta e ultima tappa dell'avventura della Coppa del Mondo di arrampicata su ghiaccio. Il circuito che ha visto la partenza da Daone il 20-22 gennaio con il record di partecipanti (oltre 90), e poi ha proseguito la sua corsa attraverso la ceca Spicak, la svizzera Saas Fee, la new entry romena Busteni per concludersi poi nella norvegese Hemsedal.

Come abbiamo anticipato, il responso del tour è stato tutto per la tedesca Ines Papert e per l'austriaco Harald Berger, favoriti fin dall'inizio e vincitori del Trofeo a pieni voti. Addirittura è stato un plebiscito di vittorie (5 su 5) quello di Ines che non ha mai perso il gradino più alto del podio. Mentre Harald, da parte sua, ha portato a casa 3 vittorie (a Daone con Samuel Anthamatten, a Busteni parimerito con Evgeny Kryvosheitzev, e infine ad Hemsedal) aggiungendo poi il 5° posto di Saas Fee e il 3° di Spicak.

Nell'ultima tappa la Papert ha superato nell'ordine la francese Stephanie Maureau (2°) e la nostra Jenny Lavarda che con questo terzo posto conferma tutta la sua potenzialità anche nelle competizioni su ghiaccio. Il podio maschile, invece, oltre a Berger ha visto l'ucraino Evgeny Kryvosheitzev al secondo posto e l'austriaco Markus Bendler al terzo. Degli altri italiani in gara Anna Torretta è quinta, Barbara Zwerger decima mentre Herbert Klammer è 7°. In Classifica generale c'è da registrare il bel 2° posto di Anna Torretta davanti a Stephanie Maureau. Mentre sul podio finale maschile salgono lo svizzero Simon Wandeler secondo davanti all'ucraino Evgeny Kryvosheitzev. La Coppa del Mondo di velocità, invece, è stata vinta dai russi Maxim Vlasov e Julia Oleynikova, seguiti rispettivamente nell'ordine dallo svizzero Urs Odermatt (unico non russo dei due podi) e da Igor Fayzulin, e da Natalia Kulikova e Maria Shabalina.

E' finita, dunque, questa prima Coppa del mondo sotto l'egida UIAA. Una prima volta, con luci ed ombre, che a volte è sembrata a stento trovare un'identità. A tappe, già rodate ed “esperte” come quelle di Daone e Saas Fee (ricordiamo, infatti, che questo mondo dell'ice climbing con il pettorale esiste dal 1999), se ne sono aggiunte altre in cui i problemi logistici legati a questa disciplina non sono stati superati - vedi l'inadeguatezza delle strutture di gara di Spicak ed Hemsedal. In questo senz'altro va segnalata in positivo l'esperienza di Busteni che ha affrontato la sua prima volta veramente bene.

A tutto ciò si è aggiunta, e non va nascosta, una certa “difficoltà” da parte della Federazione internazionale sia nell'approntare regolamenti adatti all'ice climbing sia per quanto riguarda l'organizzazione generale. Era la prima volta, si diceva, quindi c'è spazio per migliorare ma anche per conoscersi meglio tra le singole organizzazioni delle gare e la Federazione stessa: non è impossibile. Intanto, come abbiamo fatto per le altre tappe anche questa volta ospitiamo il parere degli atleti con Anna Torretta che parla della sua esperienza norvegese; un'esperienza tra luci ed ombre, appunto.

Arrivederci al prossimo anno per la seconda edizione della UIAA Ice Climbing World Cup!


COPPA DEL MONDO E NORVEGIA
di Anna Torretta


Sbarco all'aeroporto di Torp, l'equivalente di Bergamo, per la Norvegia, sulla costa meridionale; bufera che neanche a 10 metri si riesce a vedere: complimenti al pilota che atterra su una pista tutta bianca! Il team Grivel è qui per assaggiare il ghiaccio delle mitiche cascate Norvegesi, oltre naturalmente che per concludere la Coppa del Mondo di arrampicata su ghiaccio. Il mondo è piccolo, con noi atterrano un gruppo di trentini guidati da Loris Manzana diretti a Rjukan...

Tanti italiani, in questa freddissima e “very expensive” Norvegia. Con Ryanair, lo sponsor ufficiale, che ha accorciato le distanze e ha richiamato gli atleti di tutta Europa, Inglesi, Russi, Austriaci, Tedeschi, Francesi e Italiani. I Rumeni sono venuti in macchina in 2 giorni di viaggio, gli sloveni avevano la strada più breve. Ma non solo, sono arrivati i Coreani e i Giapponesi. Sono 14 le donne e 32 gli uomini alla partenza.

Ma parliamo degli italiani, finalmente numerosi in una Gara di Coppa del Mondo, dopo quella in terra nazionale di Daone. E finalmente arrivano le nuove leve che segneranno le classifiche dei prossimi anni! La fortissima Jenny Lavarda arriva con Angelika Rainer e Barbara Schwerger, lo "squadrone" italiano al femminile si completa con la sottoscritta. Tra gli uomini c'è Herbert Klammer.

Ma veniamo alla gara, no anzi alla struttura, o meglio all'organizzazione, volevo dire alla disorganizzazione dell'evento… I Norvegesi hanno fatto un buco nell'acqua, anzi nel ghiaccio, ma prima di accusare, bisogna andare a vedere a monte il colpevole: chi ha permesso ai Norvegesi di avere la “finale di Coppa del Mondo”? I ragazzi norvegesi hanno deciso dopo una sera in birreria di organizzare questo evento… loro una gara di ghiaccio non l'hanno mai vista.

La finale di Coppa del Mondo in Norvegia è la prima gara di ghiaccio in assoluto organizzata in questo paese! Controsenso?! L'Uiaa ha forse avuto troppo fretta di mettere insieme 5 tappe per organizzare una Coppa di cui nessuno si è mai curato? Non c'è mai stato un ranking generale, e tutt'ora non riesco a trovarlo in internet. La pagina del sito Uiaa (
www.uiaa.ch) ha la voce ice climbing/ranking bianca e così, purtroppo, temo rimarrà.

Torno alla gara. La finale viene spostata di un giorno all'ultimo momento, possibile? La ragione: se non fosse stata spostata la gara sarebbe stata annullata, con un completo flop della Coppa del Mondo. Sarebbe stata annullata perché la struttura NON permetteva lo svolgimento di un open, di una semifinale e di una finale donne e uomini. La gara sarebbe stata annullata la settimana prima del suo svolgimento con tutti gli atleti con il biglietto e l'alloggio già prenotato e pagato!

La struttura è formata da 4 stuzzicadenti piantati nel terreno, strutturalmente molto instabili, ma il progetto porta la firma di un ingegnere... E' possibile la sola creazione di 2 itinerari, così gli open vengono subito annullati. La semifinale femminile si scala con la corda dall'alto, infatti è impossibile arrampicare dal basso senza riportare fratture multiple alle gambe in caso di caduta!

La finale donne si svolge sulla semifinale maschile e la finale uomini si sposta nel canyon a 20 km da Hemsedal. Il canyon ha diverse colate di ghiaccio e tra queste si trovano alcune vie di dry tooling. Ne viene creata una appositamente per la gara. Che idea! Gli atleti si chiedono: ma perché non hanno fatto tutta la gara qui, anziché su una struttura striminzita, non gelata, instabile e brutta (ma veramente brutta!) da vedere? Gli sponsor non sarebbero stati contenti è la risposta!

La soluzione si rivela ottima: finalmente una via da interpretare per veri scalatori del misto, dove occorre anche avere feeling sul ghiaccio. Alcuni degli agganci nella roccia sono stati fatti con il trapano, ma così i Norvegesi avranno una via più hard per allenarsi l'anno prossimo! Il festival di arrampicata su ghiaccio più famoso degli Stati Uniti, a Ouray in Colorado è così. A Saas Fee, nel garage, per diversi anni per chi non lo sapesse le gare si sono svolte su struttura naturale. Perché vista la struttura norvegese e le alte temperature non si è pensato subito a questa soluzione outdoor?

Il vero “deus ex machina” di questo avvenimento, quello che ha salvato all'ultimo tutta la baracca, è stato lo sloveno Andrei Pecjak aiutato dalla moglie Jasna, che ha tracciato le vie, fatto il giudice e coordinato i Norvegesi; i due si sono veramente fatti in quattro. Le vie della gara alla fine erano belle da scalare e in finale si sono avuti solo i due top dei vincitori, quello di Harry Berger e quello di Ines Papert.

Alle atlete italiane i miei “compliments”, specialmente a Jenny, che si è allenata specificatamente per queste gare, anche se non lo ammette, ma si vede e gli ottimi risultati che ha avuto lo dimostrano. Ha infatti acquisito la tecnica di scalata del dry tooling, forza unita ad un equilibrato uso dello sperone che è la parte tecnica essenziale per fare certi passaggi, senza azzerare subito il bicipite! Anche Angelika ha dimostrato di aver preso in mano le piccozze ed essersi impegnata, come Barbara, la neo campionessa italiana; mi hanno tutte piacevolmente stupito. Sono convinta che si parlerà italiano nelle prossime Coppe del Mondo e soprattutto al femminile…

Già… ma le prossime Coppe del Mondo, ci saranno? Si riuscirà ad allestire un calendario di Coppa prima del 15 di Dicembre? Ci sarà un commissario Uiaa che controlla le strutture? Ci saranno dei premi in denaro per ciascuna gara? Il regolamento impone, un minimo di premio in denaro, ma non ci sono sanzioni per chi fa viaggiare gli atleti per tutta Europa e gli offre come premio un maglione di lana o una coscia di pecora o del materiale da arrampicata! E gli speroni ci saranno?

Dopo la delusione per la gara, l'idea che devo smetterla e che è ora di tornare a scalare, la festa mancata, il trofeo da vice campionessa del Mondo, sono andata alla ricerca della Norvegia vera, delle sue cascate interminabili, dei suoi fiordi, delle sue baite, della luce bianca, delle alci, di quei silenzi che non fanno parlare le cronache, ma riempiono di soddisfazione.

La Norvegia è un posto ideale per fare una tappa di Coppa, la struttura si trova davanti alle piste da sci... Il volo costa niente, poi per il resto ci si organizza, le cascate sono pantagrueliche...
ma la struttura e il budget della gara... deve essere un altro.
Io torno di sicuro in Norvegia, per scalare!


Il ranking ufficioso della World Cup sulla pagina web di Andrej e Jasna:
http://www.ad-pecjak.si/ice/competitions.htm


UIAA ICE CLIMBING WORLD CUP 2006
Classifica 5° e ultima tappa
Hemsedal (Norvegia)
femminile
1) Ines Papert GER
2) Stephanie Maureau FRA
3) Jenny Lavarda ITA
4) Ksenya Sdobnikova RUS
5) Anna Torretta ITA
6) Koulikova Natalia RUS
7) Lee Myunghee KOR
8) Angelika Rainer ITA
9) Franziska Duhnhuber GER
10) Barbara Zwerger ITA
10) Yukie Ishihara JAP
12) Fiona Murray SCO
13) Rumiko Morimune JAP
14) Ulia Oleinikova RUSS
maschile
1) Harald Berger (AUS)
2) Evgeny Kryvosheitzev (UKR)
3) Markus Bendler (AUS)
4) Simon Wandeler (SWI)
5) Jirka Pelikan (CZR)
6) Israel Blanco (SPA)
7) Herbert Klammer (ITA)
8) Gerd Duhnhuber (GER)
9) Jarle Kalland (NOR)
10) Boris Bihler (FRA)
10) Alexey Vagin (RUS)

UIAA ICE CLIMBING WORLD CUP 2006
Classifica finale

femminile

1) INES PAPERT GER
2) ANNA TORRETTA ITA
3) STEPHANIE MAUREAU FR
4) KSENIA SDOBNIKOVA RUS
5) KIRSTEN BUCHMANN GER
6) JENNY LAVARDA ITA
maschile
1) HARRY BERGER AUT
2) SIMON WANDELER SUI
3) MARKUS BENDLER AUT
4) EVGENY KRYVOSHEYTSEV UKR
5) SAMUEL ANTHAMATTEN SUI
6) JACK MULLER SUI
7) HERBERT KLAMMER ITA
Ice World Cup 2006 Hemsedal Norvegia
Ice World Cup 2006 Hemsedal Norvegia
UIAA ICE CLIMBING WORLD CUP 2006
quinta e ultima
tappa Hemsedal (Norvegia)
4-5/03/2006

Ice World Cup 2006 Hemsedal Norvegia
Ice World Cup 2006 Hemsedal Norvegia
Ice World Cup 2006 Hemsedal Norvegia
Ice World Cup 2006 Hemsedal Norvegia
Ice World Cup 2006 Hemsedal Norvegia
nelle foto dall'alto: alcuni momenti della gara (ph Marco Spataro)
LINKS
Portfolio Marco Spataro
1. Daone
2. Spicak
3. Saas Fee
4. Busteni
Grivel Expo
worldcupnorway.com

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