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In cresta verso l'Embouchus, seconda tappa della Pierra 2008
Fotografia di Lorenzo Scandroglio
Pierra Menta 2008 - la salita dei 400
Fotografia di Lorenzo Scandroglio
Dietro le quinte della Pierra Menta 2008 - Guido Giacomelli sciolina sotto lo sguardo di Hansjorg Lunger
Fotografia di Lorenzo Scandroglio

Dalla Sellaronda alla Pierra Menta

Nel report di Lorenzo Scandroglio, dopo il “prologo” della Sellaronda Skimarathon, le prime due tappe della Pierra Menta, la grande classica francese dello scialpinismo sulla distanza di quattro bellissime e massacranti tappe, che oggi ha visto la vittoria di manche delle italiane di Bormio Francesca Martinelli e Roberta Pedranzini.

I riflettori dello scialpinismo che conta si sono spenti da poco sulla Sellaronda Skimarathon (letteralmente, considerato che si tratta di una “notturna” che si corre alla luce delle frontali) che già risuona l’eco del tifo della Pierra Menta, la grande classica a coppie che si tiene in Savoia, Francia.

Ma prima di addentrarsi nella cronaca della grande sfida transalpina articolata su 4 tappe per 4 giorni, vale la pena spendere qualche parola ancora sulla Sellaronda, appunto.
Intanto per dire che è stata un successo straordinario di partecipazione di atleti e di pubblico, una vetrina rara per lo scialpinismo, con il passaggio nelle 4 località (Corvara, Arabba, Canazei, Selva di Val Gardena) che coronano l’anello dei famosi passi dolomitici. Migliaia di spettatori, oltre 700 concorrenti in squadre da due. Indimenticabile il passaggio nel centro di Canazei, con il pubblico a ridosso dei concorrenti e il passaggio fra le case del centro. Il vero record è questo, e c’è poco da dar fiato alle trombe dei critici che alla Sellaronda rimproverano di non essere una vera scialpinistica perché si corre sulle piste. Comunque ci sono le pelli di foca, comunque c’è il freddo, la fatica, la salita e la discesa a rotta di collo. E se gli appassionati aumentano, un po’ di merito ce l’avranno anche manifestazioni come questa. L’altro record, quello agonistico, rientra nel catalogo delle prestazioni al limite, quelle che lasciano sbalorditi: l’asso valtellinese Guido Giacomelli e il compagno altoatesino Hansjorg Lunger hanno abbassato ancora il record che avevano fissato loro stessi nel 2007: da 3h:19’ a 3h:15’ per effettuare un percorso di 42 chilometri e 2700 metri di dislivello in salita. Dicono che per fare lo stesso giro con gli impianti e le discese sci ai piedi occorrono almeno 2h:45’!

La Pierra 2008!
Spenti per ora i riflettori sulle Dolomiti (senza dimenticare che domenica in Italia si corre, attorno al Monviso, la “Tre rifugi”), l’attenzione ora è tutta per la grande classica di origini moderne (nata nel 1986) che mette a dura prova la resistenza e le capacità sciistiche e alpinistiche di 180 coppie provenienti da 15 nazioni del mondo. Gli oltre 2000 metri di dislivello positivo al giorno per 4 giorni (da giovedì a domenica) dicono già tutto.

Cronaca
Fra gli uomini dopo due tappe, dunque a metà della 23° edizione, l’elvetico Florent Troillet, in coppia con il giovanissimo catalano Jornet Burgada (che, dopo aver fatto faville nelle categorie giovanili, riesce a ben figurare anche fra gli astri del firmamento in pelli di foca) mantiene la testa della corsa mentre fra le donne la giovane – e fortissima – Laetitia Roux e la svizzera Nathalie Etzensperger si vedono insidiare il primato grazie a una superlativa prestazione, nella seconda tappa, delle valtellinesi Francesca Martinelli e Roberta Pedranzini.

La prima tappa
Nell’apertura di giovedì i Troillet e Burgada hanno conquistato il podio più alto staccando di un paio di minuti la coppia italiana Giacomelli-Lunger. Dietro di loro, in terza posizione, i due assi di casa William Bon Mardion e Gregory Gachet (ultimo vincitore della Pierra con Florent Perrier che, quest’anno, è fermo per un infortunio). L’asso transalpino Patrick Blanc, da che è rimasto orfano del compagno di mille battaglie Stéphane Brosse, non ha più trovato un “socio” all’altezza, così se l’anno scorso è rimasto forzatamente a casa, quest’anno ci riprova con lo slovacco Peter Svatojansky. Il quale fatica a reggere il ritmo del pur sempre fortissimo Blanc. Così alla prima tappa la coppia si è classificata sesta con 7’ di ritardo dai primi.
Fra le donne la francesina Roux e la svizzera Etzensperger soprprendevano tutti battendo le favoritissime della vigilia, le italiana Martinelli e Pedranzini, infliggendo loro oltre 4 minuti.

La seconda tappa
La tappa di venerdì, con quasi 3000 metri di dislivello positivo e una interminabile cresta in uno scenario mozzafiato, ha avuto almeno due motivi di interesse: il primo posto ex aequo di Troillet-Burgada con Blanc- Svatojansky e la rimonta, fra le donne, delle bormine sull’accoppiata svizzero-francese.
Sostanzialmente confermate, dunque, le gerarchie iniziali con uno Svatojansky in stato di grazia che ha permesso a Blanc di mostrare ancora una volta il suo smalto. Guido Giacomelli paga il leggero affaticamento del pur generosissimo compagno Hansjorg Lunger e chiude al terzo posto di tappa prendendo però altri due minuti per un distacco complessivo di quasi 5 minuti che cominciano a diventare tanti.
Per la corsa femminile, come detto, tagliano il traguardo di tappa al primo posto le italiane di Bormio Francesca Martinelli e Roberta Pedranzini il cui vantaggio non è però bastato a superare, in classifica generale, la coppia Roux- Etzensperger che mantengono 1’:17”. Qui la partita è molto più aperta.
Ma anche fra gli uomini non è ancora detta l’ultima parola, considerato che la gara è lunga, che Burgada è giovane e che, domenica, si prevedono condizioni meteo decisamente peggiori di quelle delle prime tappe.

Lorenzo Scandroglio
lorenzo.scandroglio@tin.it

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