Nuova via al Jebel Kazhali a Wadi Rum in Giordania di Mankovich, López e Vernich
Lo scorso gennaio, io, Nate Mankovich e Alvaro Vernich siamo andati a Wadi Rum con l'idea di scalare qualche via e provare ad aprire una nuova linea su una delle pareti del deserto. Dopo aver ripetuto alcune vie e con giusto il tempo per studiare bene dove volevamo aprire la nostra, ci siamo fatti guidare da Atayek Hamad. Lui ci ha suggerito di puntare ala parete ovest del Kazhali, dove le vie erano pochissime. Il 31 gennaio ci ha portato alla base della parete e abbiamo concordato che sarebbe tornato a prenderci al tramonto.
Abbiamo studiato un po' la parete e ci è sembrato più ovvio seguire alcune fessure e vedere semplicemente come andava. La via inizia con una fessura evidente e al secondo tiro raggiunge una grande cengia dove inevitabilmente si unisce alla via Jamal. Il terzo tiro è in comune con Jamal.
Al quarto tiro, abbiamo seguito la linea di fessure che avevamo visto da terra. Abbiamo trovato molte clessidre naturalo e la roccia offriva possibilità per protezioni naturali, anche se spesso dubitavamo della loro tenuta in caso di caduta. Ci siamo alternati in capocordata per tutta la salita. Abbiamo aperto altri tre tiri e abbiamo iniziato a scendere lungo la via prima del calar della notte. Appena arrivati a terra, Atayek ci aspettava, come ci aveva detto, per riportarci al villaggio dove aveva preparato una bella cena.
Non abbiamo fissato nessuna corda fissa, così il giorno seguente siamo tornati alla parete e abbiamo salito i 7 tiri aperti il giorno prima. Al decimo tiro, ci siamo riallacciati alla via Jamal, condividendo il traverso a sinistra. Entrambe le vie evitano un tratto di arenaria bianca e più tenera. Abbiamo raggiunto la vetta di notte, sotto la luna piena. Non conoscevamo la via di discesa segnata nella guida, così ci siamo calati lungo la nostra linea. Siamo arrivati a terra alle 22:00 e siamo andati al Quiet Camp Village, dove siamo riusciti a contattare Atayek perché venisse a prenderci.
L'inizio della via è segnato da una clessidra con una cordino giallo. Dal quarto tiro in poi, le soste sono attrezzate con spit Dynabolts da 12mm. La roccia è generalmente buona, anche se bisogna prestare attenzione. Chiamata Yantibih Lak, la via ha tiri incredibili di passaggio tra le caratteristiche formazioni della roccia.
- Manuel López








































