Yannick Flohé chiude Excalibur (9b+) ad Arco

Il climber tedesco Yannick Flohé ha ripetuto 'Excalibur', il 9b+ ad Arco liberato da Stefano Ghisolfi nel 2023 e ripetuto finora soltanto da Will Bosi e Brooke Raboutou.
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Yannick Flohé chiude 'Excalibur' (9b+) ad Arco, dicembre 2025
Crimp Films

Verso fine dicembre 2025 Yannick Flohé è venuto a capo di uno dei suoi progetti più lunghi, Excalibur ad Arco. Liberato da Stefano Ghisolfi nel 2023, questo breve ed intenso test era stato ripetuto finora da Will Bosi nel febbraio 2025 e, due mesi più tardi, da Brooke Raboutou che cosi facendo è diventata la prima donna al mondo a salire una via d’arrampicata sportiva gradata 9b+. Flohé ha iniziato a provare la la via poco dopo la statunitense e anche se i tentativi erano veramente promettenti, alla fine ha impiegato 19 sessioni. Quasi un record per il 26enne climber tedesco che l'anno scorso aveva chiuso Ratstaman Vibrations (9b/+) a Céüse poco prima di diventare il primo al mondo a flashare 8C blocco..

EXCALIBUR LIBERA
Con Excalibur ho chiuso il mio secondo e ultimo progetto in falesia. Nel 2025 il mio obiettivo era salire Ratstaman Vibrations ed Excalibur. Rastaman Vibrations l'avevo già provata nel 2024 e l'ho chiusa ad agosto 2025. La prima volta che ho provato Excalibur è stato a marzo 2025 e ho fatto dei collegamenti promettenti, arrivando già all'ultimo passaggio chiave durante il mio primo tentativo dal basso.

La parte inferiore mi si adatta molto bene e non sono quasi mai caduto prima del tallonaggio in cima. Tuttavia, gli ultimi due movimenti, specialmente il bidito dove riuscivo a malapena a infilare l'indice e il dito medio, chiuso come tacca con il pollice in pressione, sono stati una vera sfida, anche come singolo. Questo movimento aveva una percentuale di riuscita così bassa che sono caduto almeno venti volte. E se non facevo quella sezione alla perfezione, il movimento finale diventava impossibile e sono caduto anche lì almeno dodici volte.

Durante le diciannove sessioni che ho dedicato a questa via, pelle, pazienza e condizioni sono stati i fattori principali. Ci sono state giorni in cui mi sono tagliato la pelle al primo tentativo e poi ho dovuto riposare per quattro giorni, solo per riaprire poi lo stesso taglio.Nell'ultimo viaggio ho pianificato un giorno di arrampicata e tre di riposo, per assicurarmi che la mia pelle fosse sempre in buone condizioni.

È stato un processo frustrante, con grandi aspettative all'inizio seguite da battute d'arresto importanti. Alla fine quasi non mi importava più di chiuderla, e tornavo ogni volta facendo due o tre tentativi, per poi tornare tre giorni dopo. Alla fine ho tenuto l'ultima presa per un soffio ed ero quasi sorpreso di esserci riuscito. Per il mio prossimo progetto sceglierò una via lunga con prese più buone ;-)

- Yannick Flohé, Germania




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