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Paolo Seimandi sullo splendido tiro chiave di Una questione Privata, Parete dei Falchi, Valle dell'Orco
Fotografia di Eugenio Pinotti
La variante iniziale aperta all’inizio di Un tenebroso Affare, Parete dei Falchi, Valle dell'Orco
Fotografia di Maurizio Oviglia
Lo splendido diedro centrale di Un tenebroso Affare, Parete dei Falchi, Valle dell'Orco
Fotografia di Maurizio Oviglia

Valle dell'Orco; una via nuova ed una classica dimenticata. Di Maurizio Oviglia

di

Maurizio Oviglia, Eugenio Pinotti e Paolo Seimandi hanno aperto una nuova via d’arrampicata interamente a friend sulla Parete dei Falchi, a destra del Caporal in Valle dell’Orco. Con l’occasione Oviglia ha stilato la relazione aggiornata, oltre che della nuova via, anche della vicina Un tenebroso Affare, via “cult” di Daniele Caneparo aperta nel 1986.

Curiosamente, in 30 anni che arrampico in Valle dell’Orco, non avevo mai scalato alla Parete dei Falchi. Daniele Caneparo è stato il compagno di tante avventure, ma si era dedicato ad aprire vie su quella parete appena dopo la mia partenza per la Sardegna, così ne avevo solo sentito parlare senza mai metterci le mani. La Parete dei Falchi e la superiore Parete delle Aquile sono molto meno famose e frequentate del vicino Caporal, forse perché presentano una conformazione a risalti. Il granito, non è tuttavia meno buono e le sorprese non mancano, come ad esempio la fessura del 5 Maggio, considerata tra le più belle della Valle. Ciò nonostante, le vie di queste pareti sono rimaste avventurose e riservate agli amanti della scalata tradizionale. Tra queste, Un Tenebroso Affare, aperta da Daniele in compagnia di Maria Teresa Bolla e Renè De Giorgi nel 1986, anch’essi miei compagni in tante avventure, si è negli ultimi anni guadagnata una fama non trascurabile tra i climber innamorati della Valle. A dire il vero, a giudicare dai commenti su Gulliver, il trip advisor degli scalatori, i giudizi si dividono tra chi giudica questa via una perla e chi semplicemente un’arrampicata discontinua per nostalgici collezionisti. Ma, come sempre, quando nei giudizi c’è netta discordanza, si è in presenza di qualcosa di interessante, dunque vale senz’altro la pena di farsi un’idea di persona.

Qualche giorno fa, in compagnia di Paolo Seimandi ho quindi ripetuto la via e l’abbiamo trovata un’arrampicata molto bella e nemmeno poi così "retrò" come l’ha definita qualcuno. Non trovando il primo tiro, a causa di un recente crollo, abbiamo anche aperto una bella variante iniziale. Daniele è stato davvero bravo - ma d’altronde in quegli anni era sicuramente tra gli apritori più forti delle Alpi Occidentali - a trovare questa linea e a salirla in libera, ad eccezione di un solo passaggio, liberato poi da Adriano Trombetta nel 2011. Un Tenebroso Affare rimane una "classica impegnativa", ripetibile senza martello grazie ai (pochi) chiodi presenti in loco. Non certo più facile del Sole Nascente al Caporal, tanto per fare un esempio… Tanto che qualcuno, prima del passaggio di Trombetta, l’aveva addirittura in parte chiodata a spit, poi prontamente rimossi da qualche "sceriffo" della valle ☺.

Come spesso mi accade, ripetendo la via, ho notato una nuova linea ancora vergine. La Parete dei Falchi non è molto frequentata, e ci sono ancora molte possibilità. Il 30 settembre, tra una perturbazione e l’altra, la Valle dell’Orco ci ha regalato una splendida giornata di sole, che è bastata al pelo per aprire la nuova linea che avevo visto. La nostra idea era di salire senza usare spit, solo con l’ausilio dei friend, pertanto abbiamo dovuto scegliere un tracciato che in alcuni punti è molto vicino a quello di Un Tenebroso Affare, senza tuttavia mai "danneggiarlo". Volendo utilizzare gli spit, avremmo senza dubbio potuto creare una linea più diretta, che affrontasse di petto gli strapiombi terminali, tenendoci più distanti dall’altra via. Ma non era il nostro proposito, almeno per questa volta, e su questa parete. Così è stato inevitabile terminare di aprire dopo 6 tiri, lasciando l’ultimo tiro in comune a Un Tenebroso Affare: proseguire autonomamente sembrava a quel punto una forzatura. Una questione privata sottolinea anche nel titolo come questa via sia il risultato di una nostra visione personale dell’apertura su queste pareti oggi, forse non condivisa da tutti, ma credo più che rispettabile. Se la nostra via sia moderna o retrò, lasciamo ai ripetitori le sentenze, non sappiamo dire… Ci siamo divertiti, e questo divertimento ci basta, anche se dovesse rimanere fine a se stesso, semplicemente una questione privata. Ovvero anche se la via non dovesse mai diventare popolare o, "tenebrosamente" famosa come la sua gemella.

Maurizio Oviglia (CAAI)

SCHEDA: Un tenebroso affare, Parete dei Falchi, Valle dell'Orco

SCHEDA: Una questione privata, Parete dei Falchi, Valle dell'Orco

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