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La veduta d'insieme della Rocca Sbarua
Fotografia di archivio Bonfanti
Rocca Sbarua
Fotografia di Adelchi Lucchetta
Rico Foddai in arrampicata alla Rocca Sbarua
Fotografia di Adelchi Lucchetta
Su Diastasi, una variante della via '50° Gerva' alla Rocca Sbarua
Fotografia di archivio Bonfanti

Rocca Sbarua e Torre del Bimbo per l'arrampicata

di

Adelchi Lucchetta racconta la riattrezzatura effettuata con Rico Foddai di un gran numero di vie d'arrampicata al Torrione del Bimbo, lo storico settore della Rocca Sbarua (Monte Feidur, Piemonte). Le schede delle vie 50° Gerva, Bon Ton e Laissez le charme agir. Di Elio Bonfanti

Il monte Freidour ed il colle della Sperina sono nomi la cui etimologia ci porta indietro nel tempo ma molto più simpaticamente voglio pensare che Freidur (da freddo) si possa tradurre in raffreddore e Sperina in Aspirina (il farmaco per curarlo). Chissà che i nostri avi conoscendo certamente l’ uno non avessero già scoperto anche il rimedio.

A parte i giochi di parole questi ci introducono nel magico mondo della Sbarua e su queste pagine sono già apparsi alcuni scritti molto interessanti su questa struttura rocciosa che, posta appena sopra a Pinerolo all’ imbocco della val Chisone, ha fatto da palestra ai più bei nomi dell’ alpinismo Torinese e non solo.

Anche se vi si può arrampicare tutto l’anno stiamo accingendoci ad entrare nel periodo più interessante per scoprirla o per riscoprire le vie, che recentemente per mano di Adelchi Lucchetta e di Rico Foddai, sono state ripulite e riattrezzate alla lettera.

Complici la bassa quota ed i cambiamenti climatici in atto, i licheni avevano preso a proliferare alla grande e questi uniti alla chiodatura talvolta obsoleta se non in alcuni casi anche un filo troppo severa (credo che sul finire degli anni ottanta una prima chiodatura sistematica a spit fosse già stata promossa e finanziata dal Club Alpino Accademico) sono tra i fattori che se da una parte, avevano concorso ad un progressivo calo di frequentazione, dall’ altra sono stati lo stimolo e lo sprone per i nostri amici per effettuare questo grande lavoro di " restauro conservativo".

Il settore che vide l'inizio di questo restyling e che richiese il maggior impegno in termini di tempo e di lavoro fu la Torre del Bimbo. Purtroppo però a lavori finiti, sulla base di errate comunicazioni riguardanti una via storica aperta prevalentemente in artificiale, e praticamente abbandonata, comparve un blog che diede vita ad una polemica tra i sostenitori dei "fix si" e dei "fix no". A cose chiarite la polemica fortunatamente si esaurì.

Preferisco però lasciare il racconto dell’ opera alle righe scritte direttamente dal protagonista che ci racconta qualcosa sul Torrione del Bimbo e poi ci condurrà per mano su alcuni degli itinerari per lui più significativi.

di Elio Bonfanti

LA TORRE DEL BIMBO di Adelchi Lucchetta

Se, giunti al Rifugio Melano-Casa Canada, ci si sposta alla piazzola di atterraggio dell’elicottero distante pochi metri, ci si mette nella condizione ottimale per godere di una panoramica superba su tutte le strutture più importanti della Sbarua, quelle inferiori e quelle superiori. La struttura di primo impatto visivo è quella intuitivamente denominata "Placche gialle", superba parete verticale alta circa 120 metri. Spostando lo sguardo alla sua destra si identificano facilmente in sequenza lo "Sperone Rivero", lo "Sperone Cinquetti" e, subito a fianco, la "Torre del Bimbo" che, da questo punto di vista, appare più modesta di quanto essa sia in realtà.

La "Torre" rivela la sua vera natura quando ci si arriva sotto. Alta circa 120 metri, presenta una parete Sud verticale, di aspetto yosemitico, che lascia intuire una arrampicata spesso atletica, su muri, diedri, tetti e strapiombi. Più modesta la sua parete Sud-Est, non visibile dalla piazzola dell’elicottero, caratterizzata prevalentemente da diedrini e placche sovrapposte. La pietra sempre ottima!

Ho sempre considerato questa struttura come la più bella di tutta la Sbarua. Tutte le volte che vi ci posavo l’occhio, ci disegnavo ipotetiche vie di salita, che negli anni ’80 si sono poi materializzate nell’apertura di una via di stampo classico, con Sandro Beglio, e nell’attrezzatura di tre vie moderne con Beppe Musso. Ciò ha concorso indubbiamente a creare anche una componente, diciamo … affettiva. Le particolari condizioni climatiche che si sono instaurate all’inizio del nuovo millennio hanno favorito il proliferare dei licheni, un fenomeno che ha interessato tutta la Sbarua. Le vie meno battute si sporcarono velocemente. Diminuì la frequentazione. Nel 2006 chiuse il vecchio Rifugio Melano e la frequentazione calò ulteriormente.

La "Torre del Bimbo" non sfuggì a questo fenomeno e, le sue vie, alcune delle quali anche per la chiodatura severa, cominciarono ad essere completamente abbandonate. Unica eccezione fu l’Osteria del Viandante, via ben attrezzata e poco impegnativa rispetto allo standard della struttura. I suoi primi quattro tiri sono anche frequentati perché permettono di accedere ad Analcolica, un itinerario che risale le placche dell’estrema destra dello Sperone Cinquetti.

Sarà anche per la componente affettiva, ma percepire il totale abbandono di questa struttura mi causava veramente tristezza. Avevo pensato più volte di riattrezzare le mie vie, ma mi sembrava di fare un torto alle altre. Sarebbe stato bello ripulirlo e riattrezzarlo tutto. Per un po’ di anni rimase un’idea... Ne avevo parlato a Salvatorico Foddai, che si era dimostrato subito entusiasta e totalmente disponibile, ma continuava a restare un’idea.

L’inaugurazione del nuovo Rifugio Melano-Casa Canada, che avvenne nel settembre 2011, creò le premesse per riconsiderare la cosa. Ottenuto il consenso degli apritori delle altre vie e, grazie al supporto logistico assicurato dai Gestori del Rifugio, fu possibile, non senza qualche ripensamento iniziale, concretizzare questa idea a cui è stato dato seguito compilando una guidina dal titolo "Rocca Sbarua - Arrampicare sulla Torre del Bimbo", completa di riferimenti storici e degli schizzi delle vie, reperibile presso il Rifugio Melano-Casa Canada.

Poi si sa, l’appetito vien mangiando, così all’ Adelchi è venuta la voglia di riattrezzare tutti gli itinerari che nel corso della sua decennale attività aveva aperto in questo luogo. Così, nuovamente coinvolto l’inossidabile Rico Foddai ha rivolto le sue attenzioni  a ripulire e riattrezzare le vie esistenti nel "Primo e nel Secondo salto della Sbarua centrale", sullo "Sperone Rivero" e sullo "Sperone Cinquetti". Su quest'ultima struttura, in fase di riattrezzatura della bella via  50° Gerva, è nata "Diastasi, una variante che percorre con elegantissima arrampicata il lungo tetto a centro parete. In questi settori così denominati sulla prima ed oramai introvabile guida di Giampiero Motti, trovano spazio alcuni tra i più interessanti itinerari della zona!

Imponente la mole di lavoro che la coppia ha fatto spendendo alcuni mesi del proprio tempo a dare di brusca e striglia. I lavori effettuati si sono protratti in un arco di circa quattro anni ed alla fine i tasselli riposizionati o sostituiti sono stati più di 700; il tutto fatto con pochissimi contributi di amici ma non certo da sodalizi o istituzioni.

ALCUNI NUMERI

Impiegate 120 giornate, distribuite tra il 2011 e il 2015
24 vie, di uno o più tiri, completamente riattrezzate, soste comprese (55 tiri);
7 vie, di uno o più tiri, risistemate con sostituzione di fix e di tutte le soste) (11 tiri);
10 vie e varianti nuove (12 tiri).

Punti di appoggio: Rifugio Melano "Casa Canada" 1.060 m s.l.m. Indirizzo: Talucco, 10060 Frossasco TO. Telefono: 0121 353160 www.casacanada.eu

SCHEDA: 50° Gerva, Rocca Sbarua

SCHEDA: Bon Ton, Rocca Sbarua

SCHEDA: Laissez le charme agir, Rocca Sbarua

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