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Crister Jansson e Erik Massih durante la prima libera di Ronny Medelsvensson, Profile wall, Jossingfjord, Norvegia
Fotografia di Jonas Paulsson
Crister Jansson si mette il nastro prima di salire Ronny Medelsvensson, Profile wall, Jossingfjord, Norvegia
Fotografia di Erik Massih

Profilveggen: difficile nuova via d'arrampicata in Norvegia per Erik Massih e Crister Jansson

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Erik Massih racconta la prima libera della via Ronny Medelsvensson (scandivano 9 / francese 8b) nella falesia Profilveggen, Jøssingfjord, Norvegia, effettuata nel luglio 2014 insieme a Crister Jansson.

Nel luglio di quest'anno Crister Jansson ed io abbiamo liberato una via alla maestosa parete Profilveggen (anche conosciuta come Profile Wall) a Jøssingfjord, Rogaland: la via Heksenatt, aperta tempo fa in artificiale. Profilveggen è una enorme falesia strapiombante che raggiunge 120m in altezza, piena di fessure che non aspettano altro che essere salite in libera.

Avevo notato e tentato questa linea insieme a Oskar Alexandersson nel 2011 durante un viaggio esplorativo in questa regione, alla ricerca di buone linee e d'ispirazione. All'epoca Profilveggen ospitava una decina di vie di arrampicata artificiale, oltre a Fire Fox, la via salita in libera da Leo Houlding e Neil Gresham gradata 8/8+ scandivano, circa 7c francese. Oskar e io siamo stati subito attratti da una bellissima fessura sul lato sinistro della parete, soprattutto perché ci sembrava fattibile. Come la maggior parte delle vie su questa parete, era stata aperta in artificiale durante gli anni '90.

Abbiamo giocato a morra per vedere chi la poteva tentare on-sight. Oskar ha vinto e l'ho osservato con disappunto mentre si nastrava le mani e si metteva i nuts e friends sull'imbrago. Ero convinto che l'avrebbe salita al primo tentativo. Ma poi non ha fatto più di tre, quattro movimenti prima di aggrapparsi al Friend e dirmi di bloccare la corda. Forse quella fessura svasata non era poi così facile. E soltanto dopo la salita, fatta praticamente tutta in artificiale, ci siamo resi conto di quanto in realtà la parete strapiombasse. Che via! Che parete! Ero motivato! Ma come mai non c'era nessuno qui? La parete non era mica un segreto, tenuto nascosto a tutti. Abbiamo fatto alcuni altri tentativi, ma non siamo riusciti a fare altro che collegare alcuni movimenti, quindi abbiamo dovuto lasciare Jøssingfjord. Ma molto motivati. Ero convinto che la parete sarebbe diventata famosa negli anni a venire.

Qualche tempo dopo ho mostrato a Nicolas Favresse un paio di foto della parete. Ha subito mangiato l'esca e per farla breve, ci ha mostrato che il futuro è qui, adesso. Nico era illuminato e ha scelto una straordinaria linea nel centro della parete, Polakkruta, aperta da Trym Atle Saeland e Olav Båsen con l'uso dell'arrampicata artificiale. Gli sforzi di Nico saranno ricordati nei libri di storia con il nome della sua via, Recovery Drink. Anche Daniel Jung ha dato un contributo alla parete: con un lancio laterale ha risolto il problema di Rockin’ in the free world ed è riuscito a collegare le due fessure, per poi continuare la salita fino all'inizio di un bellissimo diedro. La salita anche di questo tiro mozzafiato probabilmente risulterà in futuro un classico.

Ho anche mostrato la parete al mio buon amico Christer Jansson, un compagno di cordata di lunga data. Christer riconosce una buona linea quando la vede ed è stato subito preso dall'idea. Abbiamo investito alcuni giorni sulla via, distribuiti su un lungo periodo di tempo, ma ben presto ci siamo resi conto che per essere in grado di chiuderla avremmo avuto bisogno di seguire l'approccio di Nico e concentrarci un po' di più su questo obiettivo. Così, dopo una stagione sprecata per un incidente in bicicletta e il successivo intervento chirurgico, questo giugno siamo tornati a Jøssingfjord. E questa volta non ci siamo fatti distrarre da altre tentazioni, ed abbiamo invece concentrato i nostri sforzi sul nostro progetto. Dopo una settimana di tentativi, mescolati con la pesca e sculture in legno, eravamo vicini al successo, ma non sufficientemente vicini... e siamo dovuti tornare a casa a causa di impegni di lavoro e familiari. Mia moglie ha poi suggerito che avremmo potuto cambiare meta della nostra vacanza estiva, che avremmo potuto trascorrere qualche tempo a Jøssingfjord. Immediatamente ho chiamato Christer, prima che lei avesse il tempo di cambiare idea, per vedere se riuscivamo a sincronizzare un paio di giorni nella zona.

Dopo aver trascorso qualche tempo a Flatanger siamo finalmente tornati sotto la Profile wall, questa volta con le nostre famiglie. E questa volta abbiamo chiuso la via. Vedere Christer fare il passo chiave è stato un grande sollievo e mi ha riempito di gioia, sapevo che il progetto era finalmente chiuso. Durante i nostri tentativi eravamo cresciuti insieme e abbiamo vissuto un'unità che ho già sperimentato soltanto sulle grandi vie in montagna. Avevamo vissuto i nostri progressi insieme, il tutto era stato alimentato dalla nostra amicizia. Christer ha superato la sosta e ha salito anche il secondo tiro per ottenere il massimo dalla sua prestazione. Un'ora più tardi mi sono nuovamente legato alla corda e ho iniziato ad arrampicare, questa volta senza pressione o ansia. Così sono riuscito anch'io a salire in libera queste perfette fessure. Abbiamo chiamato la via Ronny Medelsvensson, un nome che sentiamo adatto per due padri di mezza età. Dare un grado, specialmente di vie in fessura, è sempre difficile, ma suggeriamo che sia giusto per noi ed i nostri sforzi il grado scandinavo 9 (circa 8b francese). Naturalmente il tempo ci dirà se abbiamo ragione oppure no. In ogni caso, la via è una sfida senza compromessi di arrampicata strapiombante in fessura. La parete ospita molte altre linee che aspettano ad essere liberate, alcune delle quali probabilmente dovranno attendere la prossima generazione. Ci torneremo di sicuro e speriamo di vedervi lì.

di Erik Massih

SCHEDA: Profilveggen - The Profile Wall, Norvegia

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