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Rolando Larcher sul terzo tiro di 7b+ di Happy Ledge, Val Trementina, Paganella
Fotografia di Giampaolo Calzà
Nicola Sartori sul secondo tiro di 7a+
Fotografia di Giampaolo Calzà
Nicola Sartori impegnato nei ultimi passaggi del terzo tiro
Fotografia di Giampaolo Calzà
La parete Val Trementina
Fotografia di Giampaolo Calzà
INFORMAZIONI / informazioni e collegamenti:

Happy Ledge in Val Trementina, nuova via per Rolando Larcher e Nicola Sartori in Paganella

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Il report di Rolando Larcher e Nicola Sartori dell'apertura di Happy Ledge (335m, 7c+ max, 7b obblig), una nuova via nella bellissima Val Trementina (Paganella), un piccolo gioiello dell'arrampicata su una verdoniana parete, selvaggia e poco sconosciuta.

UNA SCOPERTA A DUE PASSI DA CASA di Rolando Larcher

Dopo anni di attività e ricerca, mai avrei pensato di trovare vicino a casa una bella parete, lunga, impegnativa e con ancora linee disponibili. Un sogno ricorrente per molti scalatori, che ho avuto la fortuna di realizzare quest'estate sulla dimenticata Paganella, esattamente nel suo nascosto lato B, la parete est della Val Trementina.

La Paganella è sempre stata per decenni la parete dei trentini, frequentata assiduamente fino alla fine degli anni 70, quando fu smantellata la funivia che dal fondovalle portava direttamente in vetta. Dopo di che, le solari pareti della Roda, percorse da moltissimi itinerari firmati dai più noti alpinisti locali, Detassis, Maestri, Stenico, Loss, Cestari, Steinkotter, Pilati ecc, vennero lentamente dimenticate. In quegli anni di fermento la val Trementina rimase in disparte, la prima via risale al '71 con ANA Perù di Pilati-Chini-Pellegrini, nel 86 la seconda con Momenti Magici di Sebastiani-Cagol-Zenatti. Per poi arrivare alla seconda metà degli anni 90, con altre 5 nuove vie (4 di Lunel, 3 assieme a Milani), che però lasciavano ancora molti spazi da colmare.

Io ne sentii parlare per la prima volta con entusiasmo già nel 1986, dai tre apritori di Momenti Magici, miei amici e compagni di cordata. Parlarono di roccia compatta di gran qualità ed esposizione, destando la mia curiosità, che però non ebbe un seguito. Dopo di che, in anni più recenti conobbi Davide Lunel, amante e divulgatore della Paganella, nonché apritore di diversi nuovi itinerari. Ogni volta che ci incontravamo, mi ripeteva che dovevo andare a vedere la parete. Nel giugno di quest'anno mi son deciso di togliermi la curiosità, rimanendone veramente stupefatto! Sembrava incredibile trovare un gioco così bello vicino a casa, nonostante l'avessi sfiorato un'infinità di volte, anche con gli sci.

Benché la parete si affacci sulla val d'Adige, sopra Zambana e la piana Rotaliana, per la sua conformazione ad anfiteatro molto serrato, per l'ombra che giunge verso le tredici smorzandola e anche perchè i suoi 300m d'altezza si perdono in un precipizio di 1600m, osservandola dal fondovalle, dove il fiume Noce si getta nell'Adige, la Val Trementina rimane sempre discreta e mimetizzata.

Dopo averla scoperta, l'ho messa immediatamente nei progetti estivi, trovando in Nicola Sartori un compagno motivato. Poi però l'estate è andata come si sa, e proprio per la sua particolare ubicazione, grazie ad una quota non elevata, temperature più favorevoli ed avendo il Gruppo del Brenta come riparo per tutte le nuvole in transito, questo è diventato l'unico progetto, iniziato in tarda estate e concluso in autunno.

Per arrivare in cima, l'apertura ci ha impegnato per tre giornate, più una quarta che abbiamo buttato... in falesia, perchè la parete grondava d'acqua. Grazie ad una buona cengia a metà parete, per la prima volta siamo arrivati in cima, con un tiro mancante all'appello, il 4°, rimasto ancora bagnato. Cosa strana prontamente rimediata, in un'ulteriore mezza giornata, grazie alla breve logistica ed al supporto di Herman Zanetti. Col timore che riprendessero le piogge, riorganizzati in fretta, ci siamo lanciati nella rotpunkt. Con qualche sorpresa nella comprensione della continuità richiesta e 8 ore di divertito impegno, il 3 ottobre abbiamo concluso il progetto, accompagnati da una fitta coltre di nebbia.

Alcuni particolari rendono veramente originale questo nuovo itinerario, la roccia sempre eccellente, il facile accesso e la possibilità di uscire agevolmente a metà. L'attacco particolare, costituito da una grotta che salendo a spirale, esce con una finestra ad alcuni metri da terra, con ottima clessidra come prima protezione. Un ambiente selvaggio, regno del camoscio e con una vista notevole che spazia dalla Val di Non, la Val d'Adige, la Val di Cembra fino all'alta Valsugana. Sullo sfondo il Lagorai, il Catinaccio, le Pale e per ultima la Marmolada con la Punta Penia con tante avventure vissute. Da ultimo, il particolare che ha ispirato il nome della via: tutte le soste sono poste su comode e confortevoli cenge, cosa rarissima su pareti di tale verticalità, pertanto "Happy Ledge" a tutti!

Ringrazio Nicola per aver condiviso con entusiasmo e passione questa riuscita esperienza, Herman per la sua amicizia e curiosità e Paolo Calzà, in arte Trota, per le sue splendide foto.

Rolando Larcher CAAI

P.S. Se a metà parete in mezzo al nulla, appariranno degli omini arancioni tutti in fila, tranquilli sono innocui, sono solo degli speleologi sulla strada di casa, usciti da una delle finestre della grotta Battisti.


HAPPY LEDGE
di Nicola Sartori

Dopo un'estate super piovosa, con il morale sotto i tacchi, arriva una telefonata improvvisa che risuona come una sveglia. E' Rolly, che mi propone di aprire una nuova via!!! Questa volta l'avventura si svolge in un luogo poco distante da casa: siamo sulle pareti sommitali della Paganella. La bellezza della roccia, la conformazione particolare della parete con delle comode cenge, la grottina di partenza simile ad una scaletta a chiocciola che collega due fori naturali affacciati sulla val d'Adige, fanno di Happy ledge una via unica nel suo genere.

Abbiamo impiegato 4 splendide giornate di lavoro in parete tra risate e momenti di seria concentrazione. Cliffaggi sempre precari vista la particolare conformazione della roccia (verticali, tacche e svasi). Una giornata sola per la libera, ma mettere insieme questi 9 tiri uno dopo l'altro mi hanno impegnato non poco! Una bella lotta contro la ghisa!E ora siamo pronti per la prossima avventura!

Nicola Sartori, Guida Alpina

Si ringrazia per il supporto tecnico:
Rolando La Sportiva - Montura - Petzl - Totemcam
Nicola La Sportiva - Marmot

Link: www.arrampicareinpaganella.it


SCHEDA: Happy Ledge, Val Trementina, Paganella

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