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Dreamtime, Cresciano, Svizzera
Fotografia di Michele Caminati
La pinzatina chiave per il lancio di Dreamtime
Fotografia di Michele Caminati
Michele Caminati tenta Dreamtime nel 2006
Fotografia di Michele Caminati

Dreamtime, un sogno interotto solo per un'attimo

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Michele Caminati racconta di una presa rotta su Dreamtime, il mitico boulder liberato da Fred Nicole nel 2000 a Cresciano, Svizzera

Quando nel 2000 lo svizzero Fred Nicole ha liberato Dreamtime nella top area boulder di Cresciano, in Svizzera, era chiaro che si trattava di una cosa importante. Non soltanto per le sue difficoltà, stimate attorno all' 8c da uno dei più forti boudleristi di tutti i tempi, ma anche per la sua bellezza, per la sua linea in mezzo al bosco, per i movimenti duri, puri. Così bello ed importante che Dreamtime ha subito fatto sognare tutti, è diventato punto di riferimento per l'alto livello, tra i boulder più famosi al mondo e secondo forse soltanto a Midnight Lightning, liberato da Ron Kauk nel 1978 a Camp Four in Yosemite. 

In questi nove anni tutti i più forti hanno accarezzato quelle prese, hanno vissuto il sogno. Alcuni dicevano che forse era 8b+ invece di 8c, altri erano convinti che alcune prese erano state modificate. Ma questo non toglieva nulla al boulder, anzi. Ora però giunge la notizia che una delle prese del "sogno" non c'è più: si è staccato un pezzo importante, la chiave stessa che introduceva al croux, al lancio. Non si sa come o quando sia accaduto, sappiamo soltanto che Michele Caminati l'altro giorno l'ha scoperto assieme al fortissimo giapponese Akito Matsushima. Ed è proprio Michele che ci racconta la "scoperta", e ci invita, anche senza quella presa, a sognare ancora.

Ora più che mai è Dreamtime di Michele Caminati
Martedì volevo approfittare della bella giornata di vento per andare a chiudere i conti con il passaggio che ormai da 3 anni mi fa più penare e che finalmente ormai sentivo molto vicino alla realizzazione... Dreamtime appunto. Arrivato al parcheggio incrocio Akito Matsushima che tutto solo e carico come uno sherpa si dirige in direzione del passaggio, bene almeno oggi sarò in compagnia. Così mi carico pure io tutto in spalla ed inizio a salire. Arrivato sul posto vedo Akito che fissa incredulo il masso: COSA!!!??? Raccoglie da terra e mi mostra un pezzo di roccia di circa 20cm la cui estremità era la pinzatina chiave per eseguire il lancio, ancora tutta sporca di magnesio e con i segni che ne indicavano la prensione ottimale. Siamo decisamente spiazzati: Akito era stato li a provare il blocco solo qualche giorno prima! Io vedo svanire il sogno di salire uno dei blocchi più belli che abbia mai visto, come quando la mattina ti suona la sveglia alle 7:30....

Aspetta, forse nulla è perduto: la presa si è rotta in maniera da formare un' altra tacca verticale lungo la rottura ma più in basso, e tutto sommato non è brutta da vedere. Solo che ora manca l'appoggio per il piede destro che si usava per fare gli ultimi movimenti! Si farà ancora? Subito ci mettiamo al lavoro: Akito carico come una molla riesce dopo qualche tentativo a ripetere il lancio, che ora risulta un gran gesto di coordinazione per riuscire a spingere sul piede destro, ormai così vicino alla mano sinistra.... io infatti, essendo più alto, mi sento molto goffo ed impacciato in quella posizione, e riesco solo a toccare la parte appena sottostante al bordo. Ok, duro per me, ma almeno si può fare. Mi attacco con curiosità all' ultima sezione: è strano cercare nuovi metodi per passare su dei movimenti che avrò ripetuto centinaia di volte....  Dopo un po' di prove riesco a trovare una posizione per il tallone, in alto dietro al bordo, che mi consente con un precario equilibrio di afferrare l' ultima presa e di ribaltarmi dal blocco.

In fin dei conti il tutto rimane sicuramente possibile, anche se dovrò trovare un modo per riuscire a spingere sui piedi per fare il lancio, ora molto più aleatorio e difficile. Arrivare dal fondo... e sempre un viaggio! "Ok, ora è davvero 8c!" diciamo ridendo con Akito, e ormai stanchi ci dirigiamo in direzione di altri blocchi.

In fin dei conti il sogno non è svanito, io mi ero molto avvicinato, e ora lui ha ripreso un bel vantaggio: vorrà dire che potrò ancora passare tante giornate a provare ed ammirare le sue belle forme, in fondo non è più lo stesso passaggio ma ora più che mai è sempre DREAMTIME.

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