Anna Chiaruttini in solitaria sulla 'Deye Peters' alla Torre delle Madri dei Camosci (Alpi Giulie) nel gruppo del Jôf Fuart, nelle Alpi Giulie. Potrebbe trattarsi della prima solitaria femminile della via aperta da Adolf Deye e Rudolf Peters il 16-17 agosto 1929.
Anna Chiaruttini

Deye Peters in solitaria per Anna Chiaruttini alla Torre delle Madri dei Camosci (Alpi Giulie)

Il racconto di Anna Chiaruttini, che con un bivacco in parete ha effettuato una rara solitaria della classica 'Deye Peters' alla Torre delle Madri dei Camosci (2503m), nel gruppo del Jôf Fuart, nelle Alpi Giulie. Anche se non estrema ai giorni nostri, potrebbe trattarsi della prima solitaria femminile della via aperta da Adolf Deye e Rudolf Peters il 16-17 agosto 1929.
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Anna Chiaruttini in solitaria sulla 'Deye Peters' alla Torre delle Madri dei Camosci (Alpi Giulie) nel gruppo del Jôf Fuart, nelle Alpi Giulie. Potrebbe trattarsi della prima solitaria femminile della via aperta da Adolf Deye e Rudolf Peters il 16-17 agosto 1929.
Anna Chiaruttini

Una bella avventura! La Deye Peters è una di quelle vie che, vuoi per la bellissima linea, l’ambiente e poi anche per la storia, mi ha attirato fin da subito. È una classica di 550 metri delle Alpi Giulie alla Torre delle Madri dei Camosci. Dopo averla ripetuta in cordata qualche anno fa, mi è rimasto il pallino di scalarla un giorno da sola.

Quel giorno sembrava essere venerdì. Le previsioni promettono un weekend stabile, preparo tutto e arrivo in rifugio giovedì pomeriggio. La mattina, pronta per partire, esco dal rifugio ma mi rendo conto che sta diluviando.

Controllo il radar: l’unica cella temporalesca di tutto il Nord Italia sembra essersi data appuntamento proprio sopra la parete. Una perfetta nuvola di Fantozzi. Più di qualche santo è stato invocato, ma ormai tra una cosa e l’altra la via era saltata. Così ho passato la giornata facendo una ricognizione e godendomi la vita da rifugio.

La mattina successiva, con qualche rallentamento, salgo il nevaio di accesso, già piuttosto in degradamento, percorro la cengia e finalmente alle 7 attacco la via. Nonostante l’avessi già fatta, mi stupisco ancora una volta della mia incredibile capacità di dimenticare completamente i tiri.

La scalata procede bene, ottime le sensazioni. Salgo principalmente in autosicura; unisco i primi due tiri e percorro slegata solo qualche tiro più facile. Alcuni imprevisti nella seconda metà della via mi fanno accumulare ritardo ed è presto chiaro che la possibilità che avevo già considerato è ormai diventata una certezza: la notte la passerò in un hotel da diecimila stelle. Molto bello. Solo non particolarmente comodo.

L’indomani mattina scendo per la gola Nord Est dello Jôf Fuart, dove incontro tre simpatici romani che mi raccontano di avermi binocolata durante la giornata precedente. Ritorno quindi in rifugio, dove mi fermo a bere e soprattutto a salutare. Un grande grazie al Rifugio Pellarini per l’accoglienza e la disponibilità di questi giorni. È stata una bella avventura.

- Anna Chiaruttini, Villa Santina (UD)

Note tecniche
Via classica di circa 550 metri alla Torre delle Madri dei Camosci (Alpi Giulie).
Aperta da: Adolf Deye e Rudolf Peters il 16-17 agosto 1929; ripetuta in solitaria da Ignazio Piussi, Enzo Cozzolino e Ernesto Lomasti.
Difficoltà: V+, A0/VII+
Salita di Anna Chiaruttini: il 27-28/06/26, in autosicura tranne quattro tiri e il tratto finale percorsi slegata. Bivacco previsto come eventualità già in partenza. Materiale: telo termico e isolamento con la corda. Zero termico oltre i 4000m.
Accesso: dal nevaio, bucato nella parte centrale, in degradamento.
Discesa: per la gola Nord Est dello Jôf Fuart. Itinerario non banale. Al momento della salita il rifugio non disponeva ancora di informazioni aggiornate per questa stagione, né sulle condizioni della gola (nevai), nè di ripetizioni della Deye Peters.




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