Cret di Moian, la falesia dedicata a Gildo Zanderigo
Erano gli anni dei primi spit e delle prime falesie per l'arrampicata sportiva, quando un ragazzo di Dogna, Giovanni Compassi, si cimentò con la prima chiodatura dal basso della parete Cret di Moian. Purtroppo la via rimase incompiuta, ma quell'iniziativa pionieristica diede seguito, nel tempo, ad altri che si cimentarono su quel crestone calcareo.
Nel 1983 un altro giovane di Dogna, Fulvio Tassotto, chiodò con chiodi a pressione una nuova via a fianco di quella iniziata da Giovanni Compassi. Passarono diversi anni da quelle prime chiodature, quando un giorno sul Cret di Moian posarono gli occhi anche Gildo Zanderigo e Daniele Pesamosca. Immediatamente, da grandi esperti della materia quali erano, ne compresero le potenzialità e tracciarono altre due linee di salita, ripromettendosi di continuare la chiodatura di altre vie. Ma il tempo a volte è tiranno, e quello che Gildo non ha più potuto fare lo hanno continuato i suoi amici, da Piero Surace a tutto il gruppo dei rocciatori della Val Comelico "I Rondi".
Oggi, senza remore, possiamo dire che la falesia di Dogna non è solo una traccia su una carta topografica, ma anche una mappa dell'anima che ripercorre l'amore di Gildo Zanderigo per questa terra. Su questi aspri declivi la sua idea ha contagiato nel tempo molti amici e compagni di cordata, e oggi quello che prima era solo roccia e bosco si è trasformato in una bellissima falesia, adatta per le mezze stagioni, con vie di media e alta difficoltà. In questo suo silenzioso "andar avanti", il ricordo si è fatto emozione che va oltre il rimpianto, perché in fondo è quella parte di noi che non vogliamo perdere e che oggi possiamo ritrovare in questo spazio verticale, tra il grigio degli appigli e l'azzurro del cielo.
Nel cuore della Val Dogna, il gruppo rocciatori Val Comelico "I Rondi" insieme agli amici del Friuli ha voluto dedicare a colui che, senza alcun clamore, è oggi parte di questo paesaggio questa nuova falesia, attrezzandola con 18 nuove vie. Un atto dovuto per ricordare un grande uomo ancor prima che grande alpinista, e affinché qui, nelle sue amate Alpi Giulie, il suo viaggio possa continuare, tra le pieghe dei giorni passati e la gioia di nuove scalate. Qui, dove la sua anima ha trovato dimora, lo sentiremo ancora parte di noi.
Il gruppo rocciatori Val Comelico
"I RONDI"
































